Dalle ceneri della Framo nasce Barkas
Quando alla fine degli anni Quaranta lo stabilimento Framo di Karl-Marx-Stadt viene smantellato e spedito in Unione Sovietica come riparazione bellica, la produzione dei piccoli furgoni prosegue su un nuovo sito, prima ancora sotto la sigla IFA. Nel 1957 il marchio diventa ufficialmente Barkas e l'anno seguente nasce la VEB Barkas-Werke, azienda statale che riunisce la produzione di veicoli commerciali leggeri della Germania Est. Il primo modello, il V901/2, è ancora un furgone a trazione posteriore costruito su telaio separato, disponibile come furgonato, minibus, pianale e con allestimenti speciali per polizia e servizi postali.
Motore principale
3 cilindri 2 tempi, 991 cc, 42-44 CV
Il B1000: il furgone che ha tenuto in movimento la DDR
Il 14 giugno 1961 esce dalla fabbrica il primo esemplare del Barkas B1000, il modello che diventerà sinonimo del marchio stesso. Rispetto al predecessore introduce la trazione anteriore e sospensioni a bracci semi-oscillanti, soluzioni tecnicamente più moderne di molti furgoni occidentali dell'epoca. Essendo l'unico veicolo commerciale di media portata disponibile in tutta la Germania Est, il B1000 viene declinato in una quantità impressionante di allestimenti.
- Furgone chiuso per il trasporto merci
- Minibus fino a otto posti
- Pick-up e versione a pianale ribassato
- Ambulanza e mezzo dei vigili del fuoco
- Camper e persino versioni con carrozzeria cabriolet per uso turistico
Proprio per questa capillare diffusione, il B1000 diventa un simbolo della vita quotidiana della DDR, tanto da essere celebrato anche con un francobollo commemorativo.
Motore serie finale (B1000-1)
4 cilindri 4 tempi Volkswagen, 1.272 cc, 58 CV
Meccanica: il motore a due tempi e l'ultima evoluzione a quattro tempi
Per quasi tutta la sua carriera il B1000 monta un tre cilindri a due tempi raffreddato a liquido, derivato dalla tradizione DKW: 991 cc per una potenza iniziale di 42 CV, saliti a 44 CV dal 1972 grazie a un impianto elettrico rinnovato. Il cambio è manuale a quattro rapporti sincronizzati. Solo tra il 1989 e il 1991, con la sigla B1000-1, arriva un quattro cilindri a quattro tempi da 1.272 cc e 58 CV, prodotto su licenza Volkswagen: un aggiornamento tardivo, arrivato quando ormai la caduta del Muro e la riunificazione tedesca stavano già cambiando gli scenari industriali, che porta a una produzione limitata a meno di duemila esemplari.
Velocità massima
95-100 km/h
La fine della produzione e l'eredità industriale
La produzione del B1000 termina il 10 aprile 1991, pochi mesi dopo la riunificazione tedesca. Lo stabilimento di Karl-Marx-Stadt, nel frattempo tornato a chiamarsi Chemnitz, si trasforma progressivamente in un polo di produzione motori per il gruppo Volkswagen, dando origine a quella che diventerà Volkswagen Sachsen. Alcuni esemplari di Barkas, in particolare le versioni modificate utilizzate dalla Stasi per il trasporto di detenuti in celle nascoste all'interno del cassone, sono oggi conservati ed esposti in musei dedicati alla storia della sorveglianza nella Germania Est, come il memoriale di Berlino-Hohenschönhausen.
Anni di produzione B1000
1961-1991
Il Barkas oggi: un pezzo di storia per il collezionismo Oldtimer
Grazie alla semplicità meccanica e alla robustezza del pianale, molti esemplari di B1000 sono sopravvissuti fino a oggi e circolano regolarmente nei raduni di veicoli del blocco orientale. Non avendo mai avuto una vera diffusione commerciale al di fuori dell'area d'influenza sovietica, il Barkas resta un'auto di nicchia nel panorama dell'usato d'epoca italiano ed europeo occidentale, ma è sempre più apprezzato da chi cerca un pezzo di storia della Guerra Fredda su quattro ruote, distinguendosi nettamente dai più diffusi furgoni occidentali coevi.
