Dalle origini di Longbridge alla Austin Seven
Herbert Austin fonda la sua azienda nel 1905 in un ex stabilimento a Longbridge, vicino Birmingham, dopo l'esperienza maturata alla Wolseley. Le prime vetture, come la Endcliffe Phaeton del 1906, sono automobili di lusso destinate a una clientela ristretta.
La vera svolta arriva nel 1922 con la Austin Seven, una utilitaria di 747 cm³ e circa 10-13 CV pensata per rendere l'automobile accessibile alla classe media britannica. Rimasta in produzione fino al 1939 con quasi 290.000 esemplari costruiti, la Seven viene anche prodotta su licenza da altri costruttori europei, tra cui la tedesca Dixi, poi assorbita da BMW, e la francese Rosengart.
Fondazione
1905
Il dopoguerra: dalla A30 alla nascita della Mini
Nel 1951 debutta la Austin A30, presentata come erede spirituale della Seven, seguita nel 1956 dalla A35 con motore maggiorato a 948 cm³: insieme superano le 577.000 unità prodotte. Nello stesso periodo nasce la Austin-Healey, frutto della collaborazione con il preparatore Donald Healey, che con la 3000 e il suo sei cilindri da 2.912 cm³ diventa un simbolo delle corse su strada e dei rally.
Nel 1952 Austin si fonde con Morris Motors nella British Motor Corporation, mantenendo però un'identità commerciale distinta. Il 1959 porta l'evento più importante della storia del marchio: il lancio della Mini, venduta con badge sia Austin sia Morris, destinata a diventare un'icona globale dello stile britannico.
Anni di attività del marchio
1905 - 1987/1988
L'era British Leyland e il tramonto del marchio
Dal 1968 Austin confluisce in British Leyland, un gruppo nato dalla fusione con Leyland Motors che raggruppa gran parte dell'industria automobilistica britannica. Sono gli anni di modelli discussi come la Allegro del 1973, soprannominata scherzosamente per il suo stile poco convenzionale, e della Metro del 1980, salutata come la vettura chiamata a rilanciare le sorti del marchio.
- La Allegro adotta le sospensioni idropneumatiche Hydragas al posto dei tradizionali sottotelai, riducendo la corrosione ma non sempre garantendo affidabilità nel tempo
- La Metro, pur afflitta da una qualità costruttiva non sempre curata, diventa per un periodo l'auto più venduta in Gran Bretagna
Nel 1982 la divisione viene ribattezzata Austin Rover Group e, dopo Maestro e Montego, il marchio Austin viene progressivamente abbandonato tra il 1987 e il 1988.
Austin oggi: collezionismo e mercato dell'usato
Il marchio Austin è oggi un riferimento importante per gli appassionati di auto d'epoca. I modelli più richiesti sul mercato del collezionismo restano la Seven, per il suo ruolo pionieristico, la Mini classica, le cui quotazioni variano sensibilmente in base a versione e stato di conservazione, e la Austin-Healey 3000, ricercata per le prestazioni e la storia sportiva.
Il marchio, dopo il fallimento di MG Rover nel 2005, è passato di proprietà fino a essere oggi detenuto dalla cinese SAIC Motor. Dal 2015 esiste anche un tentativo di rilancio commerciale indipendente con il nome Austin Motor Company, che ha presentato un veicolo elettrico prodotto in India.
