Scheda modello

Oldtimer Audi

Da nome latino inventato per aggirare un veto commerciale a simbolo dei quattro anelli, la storia di Audi come marca oldtimer racconta oltre un secolo di ingegneria tedesca: dalla fusione in Auto Union negli anni Trenta fino alla rinascita del marchio nel 1965 e ai modelli, come la Quattro, che oggi fanno la gioia dei collezionisti.

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Perché sì

  • Ingegneria solida e materiali di qualità, in particolare a partire dai modelli sviluppati sotto Volkswagen come la F103 e la 100
  • La Quattro ha un ruolo storico riconosciuto: prima vettura di serie con trazione integrale permanente, protagonista dei rally Gruppo B
  • Rete Audi Tradition che supporta la reperibilità di ricambi e documentazione storica per i modelli d'epoca del marchio
  • Buona disponibilità di informazioni tecniche e appassionati organizzati intorno ai modelli più iconici

Da valutare

  • Su alcuni modelli degli anni Settanta e Ottanta la protezione anticorrosione dell'epoca è inferiore agli standard attuali, con la ruggine tra le insidie principali da controllare in fase d'acquisto
  • Impianti frenanti e assetti pensati per gli standard di guida dell'epoca richiedono attenzione se comparati al traffico e alle velocità odierne
  • Per i modelli più rari e sportivi, come la Quattro, i costi di manutenzione e la ricerca di alcune componenti specifiche possono essere impegnativi

In sintesi

Fondatore
August Horch
Anno di fondazione
1909, a Zwickau
Origine del nome
Traduzione latina del cognome Horch, che in tedesco significa ascolta
Simbolo
Quattro anelli intrecciati, nati nel 1932 con la fusione in Auto Union
Marchi confluiti in Auto Union
Audi, DKW, Horch, Wanderer
Rinascita del marchio
1965, con la Audi F103
Adozione del marchio unico Audi
1985
Sede storica del rilancio
Ingolstadt, Baviera

August Horch fondò la sua seconda casa automobilistica nel 1909 a Zwickau, dopo aver lasciato l'azienda che portava il suo nome in seguito a un contrasto con i soci. Non potendo più usare il proprio cognome come marchio, lo tradusse in latino: Horch, in tedesco, è l'imperativo del verbo ascoltare, e il corrispettivo latino è audi. La società fu registrata come Audi Automobilwerke nell'aprile del 1910. Nel 1932 Audi si fuse con altre tre case in difficoltà, DKW, Horch e Wanderer, dando vita ad Auto Union AG: il logo dei quattro anelli intrecciati nacque proprio per rappresentare questa unione. Dopo la guerra lo stabilimento di Zwickau finì in territorio sovietico e Auto Union AG fu cancellata nel 1948: il marchio Audi restò inattivo per circa vent'anni, mentre una nuova Auto Union rinata a Ingolstadt produceva solo veicoli DKW, prima sotto Daimler-Benz e poi sotto Volkswagen. Fu proprio Volkswagen a far rinascere il marchio Audi nel 1965 con la serie F103, e nel 1969 la fusione con NSU diede vita ad Audi NSU Auto Union AG. Solo nel 1985 la denominazione fu semplificata nell'unico marchio Audi, accompagnato dai quattro anelli, così come lo conosciamo oggi.

Le origini: da August Horch al nome latino Audi

Prima di diventare uno dei marchi premium tedeschi più riconosciuti al mondo, Audi nasce da una vicenda personale. August Horch aveva già fondato una casa automobilistica a Colonia nel 1899, ma un contrasto con i soci lo costrinse ad abbandonarla e a perdere il diritto di usare il proprio nome come marchio.

Nel 1909 Horch fondò a Zwickau una nuova azienda. Per aggirare il divieto, tradusse il proprio cognome in latino: Horch, in tedesco, è l'imperativo del verbo ascoltare, e il corrispettivo latino di quell'imperativo è audi. La società fu registrata come Audi Automobilwerke nell'aprile del 1910: un nome nato da un cavillo commerciale che sarebbe diventato una delle sigle più prestigiose dell'automobilismo mondiale.

Anno di fondazione

1909, a Zwickau

Auto Union e la nascita dei quattro anelli

Nel giugno 1932, per superare le difficoltà della crisi economica globale, quattro case automobilistiche sassoni in affanno decisero di unire le forze: Audi, DKW, Horch e Wanderer si fusero dando vita ad Auto Union AG, con sede a Chemnitz. Ogni marchio si concentrò su una fascia di mercato diversa, da DKW per le utilitarie a Horch per il lusso assoluto, passando per Audi nella fascia media-alta.

Il logo dei quattro anelli intrecciati, ancora oggi simbolo del marchio, nacque proprio per rappresentare questa unione. In quegli stessi anni Auto Union costruì anche le leggendarie vetture da corsa a motore centrale progettate da Ferdinand Porsche, protagoniste dell'epoca delle Frecce d'Argento con piloti come Bernd Rosemeyer e, più tardi, Tazio Nuvolari.

Simbolo

Quattro anelli intrecciati, nati nel 1932 con la fusione in Auto Union

Il lungo silenzio del dopoguerra e la rinascita del 1965

Dopo la Seconda guerra mondiale lo stabilimento di Zwickau finì sotto controllo sovietico e Auto Union AG fu cancellata dal registro delle imprese nel 1948. Il marchio Audi rimase inattivo per circa vent'anni: una nuova Auto Union, rinata a Ingolstadt nel 1949, produceva solo veicoli a marchio DKW, prima sotto il controllo di Daimler-Benz e poi, dalla metà degli anni Sessanta, di Volkswagen.

Fu Volkswagen a decidere di riesumare il nome Audi nel 1965, lanciando la serie F103: una berlina derivata dalla DKW F102 ma con un motore a quattro tempi al posto del due tempi, sviluppato in collaborazione con Daimler-Benz. Nel 1969 la fusione con NSU diede vita ad Audi NSU Auto Union AG, e solo nel 1985 la denominazione fu semplificata nell'unico marchio Audi che conosciamo oggi.

Rinascita del marchio

1965, con la Audi F103

I modelli che meritano lo status di Oldtimer

Diversi capitoli della storia Audi hanno prodotto vetture oggi considerate a pieno titolo Oldtimer:

  • Audi F103 (1965-1972): il modello del rilancio postbellico del marchio, prodotto in oltre 416.000 esemplari nelle varianti Audi 60, 72, 75, 80 e Super 90, con potenze comprese tra 55 e 90 CV.
  • Audi 100 prima serie, C1 (1968-1976): la prima berlina sviluppata interamente da Audi sotto il controllo Volkswagen, oltre 827.000 esemplari prodotti, disponibile anche nella ricercata variante Coupé S dal 1970.
  • Audi 80 prima serie, B1 (1972-1978): disegnata da Giorgetto Giugiaro, eletta Auto dell'Anno 1973, oltre un milione di esemplari costruiti.
  • Audi Quattro (1980-1991): la prima vettura di serie al mondo con trazione integrale permanente, motore cinque cilindri turbo da 200 CV nella versione iniziale e fino a 220 CV nell'ultima serie, protagonista assoluta dei rally Gruppo B negli anni Ottanta.

Adozione del marchio unico Audi

1985

Collezionare un'Audi d'epoca oggi

Chi si avvicina al collezionismo Audi trova un marchio che unisce solidità ingegneristica e un capitolo sportivo di primo piano, quello della Quattro, capace di cambiare per sempre le regole dei rally. Il supporto di Audi Tradition rende relativamente più semplice reperire informazioni storiche e alcuni ricambi rispetto a marchi meno strutturati.

Restano comunque le attenzioni tipiche di ogni auto d'epoca: verificare lo stato della carrozzeria e i punti più esposti alla ruggine, controllare la storia manutentiva di motore e freni, e mettere in conto che i modelli più rari e sportivi richiedono una manutenzione più impegnativa e ricambi meno immediati da trovare rispetto alle versioni di produzione più comune.

Le generazioni della Audi

26anni di storia

1965—19727 anni

Audi F103

Il modello che segna il ritorno del marchio Audi dopo il silenzio postbellico, con motore a quattro tempi al posto del due tempi DKW e varianti da 55 a 90 CV.

1968—19768 anni

Audi 100, prima serie C1

Prima berlina sviluppata interamente da Audi sotto Volkswagen, con la ricercata variante Coupé S dal 1970 dallo stile ispirato alle gran turismo inglesi.

1972—19786 anni

Audi 80, prima serie B1

Berlina media disegnata da Giorgetto Giugiaro, eletta Auto dell'Anno 1973, primo modello interamente sviluppato sotto il controllo Volkswagen dopo la F103.

1980—199111 anni

Audi Quattro

La vettura che introduce la trazione integrale permanente nella produzione di serie, motore cinque cilindri turbo e un ruolo da protagonista nei rally Gruppo B.

Domande frequenti sulla Audi

Perché il marchio si chiama Audi?

Perché August Horch, dopo aver perso il diritto di usare il proprio cognome come marchio per la sua nuova azienda fondata nel 1909, lo tradusse in latino: Horch in tedesco è l'imperativo del verbo ascoltare, e audi è il corrispettivo latino di quell'imperativo.

Cosa rappresentano i quattro anelli del logo Audi?

Rappresentano l'unione, avvenuta nel 1932, di quattro case automobilistiche sassoni in difficoltà economica: Audi, DKW, Horch e Wanderer, confluite nella nuova Auto Union AG.

Qual è stata la prima Audi del dopoguerra?

È la Audi F103, lanciata nel 1965 da Volkswagen per rilanciare un marchio rimasto inattivo per circa vent'anni dopo la Seconda guerra mondiale.

Quali sono le Audi storiche più ricercate dai collezionisti?

Tra le più ricercate figurano la Audi Quattro, per il suo ruolo pionieristico nella trazione integrale e nei rally Gruppo B, e la Audi 100 Coupé S di prima serie, apprezzata per lo stile e la relativa rarità.

È difficile trovare ricambi per un'Audi oldtimer?

Per i modelli più diffusi, come la F103, la 100 o la 80, la reperibilità è generalmente buona anche grazie al supporto di Audi Tradition; per le versioni più rare o sportive, come alcune varianti della Quattro, la ricerca di componenti specifiche può richiedere più tempo e budget.

Fonti

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