Scheda modello

Oldtimer Aston Martin

Le Aston Martin del periodo classico, dalla DB2 degli anni Cinquanta fino alla DBS di inizio anni Settanta, rappresentano uno dei capitoli più ricercati del collezionismo automobilistico britannico: sei cilindri artigianali, carrozzerie disegnate in Italia e una fama consolidata anche dal cinema.

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Perché sì

  • Design senza tempo, in diversi casi firmato da carrozzieri italiani come Touring e Zagato
  • Costruzione artigianale con cura dei dettagli difficilmente riscontrabile nelle produzioni di massa dell'epoca
  • Valore da collezione generalmente solido e in crescita per gli esemplari originali e documentati
  • Forte legame con la storia sportiva e cinematografica del marchio, elemento che sostiene la notorietà dei modelli
  • Rarità: le produzioni storiche sono limitate, spesso poche centinaia o migliaia di esemplari per modello

Da valutare

  • Costi di acquisto e di manutenzione elevati, in linea con il posizionamento da gran turismo di lusso
  • Ricambi non sempre facili da reperire, soprattutto per componenti specifiche dei primi V8
  • Impianti elettrici, idraulici e trasmissioni delle versioni più sofisticate richiedono manutenzione regolare e competente
  • Variazioni tra singoli esemplari, tipiche delle lavorazioni artigianali dell'epoca
  • Il valore di mercato dipende molto da originalità e documentazione storica, penalizzando gli esemplari modificati

In sintesi

Paese di origine
Regno Unito
Anno di fondazione del marchio
1913
Periodo Oldtimer di riferimento
Anni '50 - primi anni '70 (serie DB2-DBS)
Carrozzeria
Coupé e coupé cabriolet (drophead coupé)
Motorizzazioni storiche
6 cilindri in linea, poi V8 dal 1969
Carrozzerie esterne utilizzate
Touring di Milano (Superleggera), Zagato
Sede storica di produzione
Newport Pagnell

Aston Martin nasce a Londra nel 1913 dall'iniziativa del meccanico Robert Bamford e del pilota Lionel Martin, inizialmente come piccola officina orientata alle competizioni. Il nome definitivo arriva l'anno successivo, dopo la vittoria di Martin alla cronoscalata di Aston Clinton. È però il 1947, con l'acquisizione da parte dell'industriale David Brown, a segnare la svolta che porterà il marchio verso le gran turismo di lusso: Brown rileva anche la storica Lagonda, portando in dote un motore sei cilindri che diventerà il cuore della prima vettura firmata con le sue iniziali, la DB2. Da lì prende forma la stagione delle DB, proseguita con DB4, DB5, DB6 e DBS, i modelli che oggi definiscono l'anima Oldtimer del marchio: vetture costruite in piccola serie, spesso con carrozzerie realizzate da atelier italiani, capaci di unire meccanica raffinata e uno stile che non ha mai smesso di essere imitato.

Dalla DB2 alla DBS: la stagione che ha reso Aston Martin un mito

La serie DB nasce nel 1950 con la DB2, prima vettura a beneficiare del sei cilindri Lagonda voluto da David Brown dopo l'acquisizione del marchio nel 1947. La DB2 debutta anche in pista, con un ottimo piazzamento a Le Mans nell'anno del suo lancio, e viene proposta sia come coupé sia come drophead coupé.

  • DB4 (1958): prima Aston Martin di serie a superare le 140 miglia orarie, introduce la costruzione Superleggera firmata da Touring di Milano.
  • DB5 (1963): evoluzione della DB4, con motore portato a 4,0 litri e cambio manuale a cinque marce ZF, diventa il modello più celebre del marchio anche grazie al cinema.
  • DB6 (1965-1970): presentata al Motor Show di Londra, mantiene il sei cilindri da 4,0 litri e chiude la stagione disegnata attorno alla linea classica delle DB.
  • DBS (1967-1972): firmata dal designer William Towns, introduce uno stile più squadrato e, dal 1969, il primo V8 di serie del marchio.

Anno di fondazione del marchio

1913

Il ruolo delle carrozzerie italiane

Un tratto distintivo delle Aston Martin di questo periodo è il legame con l'artigianato italiano. La DB4 adotta per prima la tecnica costruttiva Superleggera messa a punto da Carrozzeria Touring di Milano, mentre nel 1960 nasce la DB4 GT Zagato: una versione alleggerita, disegnata dal giovane Ercole Spada, con carrozzeria in alluminio realizzata da Zagato su meccanica inglese. Ne furono realizzati solo 19 esemplari sui 25 originariamente previsti, il che ne fa oggi uno dei modelli Aston Martin più rari e ricercati dal collezionismo internazionale.

Motorizzazioni storiche

6 cilindri in linea, poi V8 dal 1969

Il mercato dell'usato e da collezione

Le Aston Martin storiche restano tra le vetture da collezione più solide del panorama britannico. Il valore di ciascun esemplare dipende soprattutto da condizioni tecniche, originalità, chilometraggio verificabile e completezza della documentazione storica: elementi che, se presenti, sostengono quotazioni significativamente più alte. Le versioni Vantage o dotate di storia sportiva documentata tendono a spuntare i prezzi più elevati.

Chi si avvicina a un esemplare d'epoca deve mettere in conto una manutenzione non banale, soprattutto su impianti elettrici e idraulici e sulle trasmissioni delle versioni V8 più sofisticate, tipiche di vetture costruite quasi interamente a mano.

Perché una Aston Martin classica è una vera Oldtimer

Le DB2, DB4, DB5, DB6 e DBS rispondono pienamente ai criteri che definiscono lo status di Oldtimer: vetture immatricolate da decenni, conservate in condizioni sostanzialmente originali e riconosciute come testimonianza della cultura tecnica e stilistica del proprio tempo. A differenziarle da molte altre Oldtimer coeve è il legame diretto con la storia sportiva del marchio e con la cultura popolare, che ne ha consolidato la fama ben oltre la cerchia degli appassionati di meccanica.

Le generazioni della Aston Martin

22anni di storia

1950—19533 anni

DB2

Prima vettura della serie DB, nata dall'unione tra Aston Martin e Lagonda voluta da David Brown. Monta un sei cilindri di 2,6 litri ed è disponibile come coupé o drophead coupé.

1958—19635 anni

DB4

Prima Aston Martin di serie a superare le 140 miglia orarie, con carrozzeria Superleggera firmata da Touring di Milano e cambio a quattro marce sviluppato appositamente da David Brown.

1960—19622 anni

DB4 GT Zagato

Versione alleggerita della DB4, con carrozzeria in alluminio disegnata da Ercole Spada per Zagato. Ne furono costruiti solo 19 esemplari, che ne fanno uno dei modelli più rari del marchio.

1963—19652 anni

DB5

Evoluzione della DB4, con motore sei cilindri portato a 4,0 litri e oltre 280 CV dichiarati, abbinato a cambio manuale a cinque marce ZF. È il modello più noto del marchio anche grazie alla sua presenza nei film di James Bond.

1965—19705 anni

DB6

Presentata al Motor Show di Londra nel 1965, conserva il sei cilindri da 4,0 litri con circa 282 CV, arrivando a 241 km/h di velocità massima. Ne furono prodotte complessivamente 1.788 unità.

1967—19725 anni

DBS

Disegnata da William Towns con linee più squadrate rispetto alle DB precedenti, monta inizialmente il sei cilindri da 4,0 litri e, dal 1969, il nuovo V8 da 5.340 cm3, il più potente motore di serie a quattro posti della sua epoca.

Domande frequenti sulla Aston Martin

Cosa rende un'Aston Martin un'auto Oldtimer?

Le Aston Martin del periodo DB2-DBS, prodotte tra gli anni Cinquanta e i primi anni Settanta, rispettano i criteri tipici delle Oldtimer: immatricolazione da diversi decenni, conservazione sostanzialmente originale e valore riconosciuto come testimonianza della cultura tecnica e stilistica dell'epoca.

Qual è il modello Aston Martin d'epoca più famoso?

La DB5 è il modello storico più noto del marchio, sia per le sue caratteristiche tecniche sia per la sua presenza nei film di James Bond, che ne ha consolidato la fama a livello internazionale.

Quali sono i modelli Aston Martin più rari per i collezionisti?

Tra i più rari figura la DB4 GT Zagato, di cui furono realizzati solo 19 esemplari su una serie originariamente prevista di 25, con carrozzeria in alluminio disegnata da Ercole Spada.

Le Aston Martin classiche sono difficili da mantenere?

Essendo vetture costruite in gran parte a mano, richiedono manutenzione regolare su impianti elettrici, idraulici e trasmissioni, in particolare nelle versioni V8 più sofisticate. Le condizioni e l'originalità di ciascun esemplare influenzano molto sia l'affidabilità sia il valore di mercato.

Fonti

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