Le origini: un'idea nata tra Chicago e Torino
Stanley H. Arnolt era un industriale di Chicago già attivo nella vendita di motori fuoribordo quando, in visita al Salone dell'Auto di Torino del 1952, rimane colpito dal lavoro di Carrozzeria Bertone. Da quell'incontro nasce l'idea di un'azienda capace di assemblare vetture ibride: telai e propulsori acquistati da case britanniche, rivestiti con carrozzerie disegnate e costruite in Italia, per poi essere venduti negli Stati Uniti come automobili a marchio Arnolt.
- Sede societaria a Chicago, con un secondo stabilimento a Warsaw, nell'Indiana
- Riconoscimento come casa automobilistica autorizzata nello Stato dell'Illinois
- Attività compresa tra il 1953 e la fine degli anni '60
Motore
6 cilindri in linea Bristol, 1.971 cc
Quattro famiglie, una sola filosofia
Nel corso della sua attività, Arnolt costruisce vetture su quattro basi meccaniche diverse, tutte accomunate dalla carrozzeria Bertone. Si parte dalla piccola Arnolt-MG, si passa per l'Arnolt-Bristol, la serie più numerosa e sportiva, fino ai rarissimi esperimenti su base Aston Martin e a un'unica Arnolt-Bentley costruita su commissione personale dello stesso Arnolt.
Il filo conduttore resta sempre lo stesso: coniugare l'affidabilità meccanica britannica con uno stile italiano capace di distinguere queste vetture da qualunque altra sportiva del periodo.
Potenza
Circa 130 CV
L'Arnolt-Bristol: il modello simbolo
La vettura più celebre del marchio nasce dall'accordo con Bristol Cars per l'acquisto di telai e motori derivati dalla serie 404. Il sei cilindri in linea da 1.971 cc, alimentato da tre carburatori Solex e capace di circa 130 CV, viene inserito in un telaio tubolare rivestito da una carrozzeria Bertone firmata da Franco Scaglione, che per nascondere il cofano insolitamente alto disegna parafanghi sinuosi e pronunciati.
- Competition: versione da corsa spartana, senza parabrezza avvolgente
- Bolide: parabrezza più ampio e capote ripiegabile
- Deluxe: finiture più curate, con pelle Connolly e strumentazione completa
- Coupé: unica versione a tetto fisso, con fari a scomparsa
Tra il 1954 e il 1961 ne vengono realizzati 142 esemplari, di cui una parte persa in un incendio dello stabilimento; oggi se ne contano circa 85 ancora esistenti.
Velocità massima
Circa 177 km/h
In pista: i successi alla 12 Ore di Sebring
L'Arnolt-Bristol nasce anche per correre, e lo dimostra fin da subito. Alla 12 Ore di Sebring del 1955 le vetture del team Arnolt dominano la classe fino a due litri, chiudendo ai primi posti di categoria; risultati che si ripetono, con alterne fortune, anche nelle edizioni successive fino al 1960. Tra i proprietari di un esemplare figura anche l'attore Lee Marvin, che acquistò una coupé al Salone di Parigi del 1955.
Anni di produzione
1953-1961
La fine dell'avventura e il valore oggi
La collaborazione con Aston Martin si interrompe dopo pochissimi esemplari, mentre la produzione su base MG si ferma già nel 1954 quando la casa inglese decide di concentrarsi sui propri modelli. È l'Arnolt-Bristol a restare in produzione più a lungo, fino al 1961, prima che l'attività della S.H. Arnolt Inc. si esaurisca definitivamente entro la fine degli anni '60. Oggi le vetture Arnolt, per la rarità e la storia sportiva che le accompagna, sono ambite pezzi da collezione nei principali eventi e aste di auto d'epoca.
