Storia: la barca che diventa automobile
L'idea di un veicolo capace di muoversi indifferentemente su strada e in acqua accompagna Hans Trippel fin dagli anni Trenta, ma è solo all'inizio degli anni Sessanta che il progetto trova una forma industriale concreta. La produzione viene affidata al gruppo Quandt, con la carrozzeria realizzata dalla Industrie-Werke Karlsruhe e l'assemblaggio negli stabilimenti di Lubecca e Berlino-Borsigwalde.
La vettura debutta al salone dell'automobile di New York nel 1961 e trova il proprio mercato principale proprio negli Stati Uniti, dove viene esportata la grande maggioranza dei circa 3.878 esemplari costruiti. Il prezzo elevato, quasi doppio rispetto a quello di un Maggiolino Volkswagen, limita tuttavia il successo commerciale.
Motore
4 cilindri Triumph, 1.147 cc
Il motore Triumph e il doppio sistema di trasmissione
Sotto il cofano posteriore lavora un quattro cilindri di derivazione Triumph Herald, 1.147 cc, capace di circa 38 CV a 4.750 giri al minuto, abbinato a un cambio manuale a quattro marce. La particolarità dell'Amphicar è il doppio sistema propulsivo: su strada la trazione avviene sulle ruote posteriori, mentre in acqua entrano in funzione due eliche indipendenti azionate dallo stesso motore.
- Scafo in acciaio stagno con porte a doppia guarnizione
- Luci di navigazione e pompa di sentina per l'uso in acqua
- Sterzo che agisce sulle ruote anteriori anche durante la navigazione, orientando il flusso d'acqua
Il risultato non è un mezzo particolarmente veloce, né su strada né in acqua, ma resta a tutt'oggi l'unico esempio riuscito di automobile-imbarcazione prodotta in serie.
Potenza
38 CV (28 kW) a 4.750 giri/min
Possederla oggi: manutenzione e mercato dell'usato
Chi possiede un'Amphicar sa che la cura dopo ogni bagno non è opzionale: sono tredici i punti di lubrificazione da ingrassare, operazione che richiede la rimozione del sedile posteriore e il sollevamento della vettura. La carrozzeria in acciaio, esposta all'acqua salmastra dei laghi e del mare, resta il punto debole principale ed è la causa più frequente di ruggine sui pianali e sui longheroni.
Sul mercato dell'usato le quotazioni di un'Amphicar 770 in buono stato si aggirano generalmente tra gli 83.000 e i 92.000 euro, con prezzi che riflettono più la rarità e il fascino del pezzo unico che le sue effettive prestazioni. La reperibilità dei ricambi resta un tema delicato, tanto che gran parte della componentistica originale disponibile deriva dai fondi di magazzino rilevati dal club internazionale dei proprietari.
Velocità massima su strada
120 km/h
Curiosità e fine della produzione
L'Amphicar entra nella storia anche grazie ad alcuni aneddoti: il presidente statunitense Lyndon B. Johnson ne possedeva una e amava stupire gli ospiti guidandola dritta in un lago della sua tenuta in Texas, fingendo un guasto ai freni. Alcuni esemplari furono inoltre utilizzati dalla polizia di Berlino e in operazioni di soccorso su corsi d'acqua.
La produzione si interrompe alla fine degli anni Sessanta soprattutto a causa dei nuovi standard di sicurezza ed emissioni introdotti negli Stati Uniti dal 1968, che di fatto resero invendibile la vettura nel suo mercato di riferimento principale.
