Dalle origini al mito: nascita di un marchio
Nel 1910 lo stabilimento milanese della francese Darracq viene rilevato da un gruppo di imprenditori lombardi e diventa A.L.F.A., Anonima Lombarda Fabbrica Automobili. Il primo modello, la 24 HP disegnata da Giuseppe Merosi, corre già l'anno successivo alla Targa Florio. Pochi anni dopo l'ingegnere Nicola Romeo assume il controllo della fabbrica, che finisce per portarne il nome: nasce così Alfa Romeo.
Nel 1923 un pilota di nome Ugo Sivocci fa dipingere un quadrifoglio verde su sfondo bianco sulla sua Alfa RL da competizione come portafortuna: vince la gara, e il quadrifoglio diventa da quel momento il simbolo delle Alfa Romeo più sportive. Due anni dopo, nel 1925, la P2 conquista il primo Campionato del Mondo automobilistico della storia, un successo che rafforza definitivamente la reputazione tecnica del marchio.
Anno di fondazione
1910, Milano
Gli anni d'oro delle corse: le 6C e le 8C
Tra la fine degli anni '20 e gli anni '30 Alfa Romeo costruisce la propria leggenda sportiva con le famiglie 6C e 8C, vetture a sei e otto cilindri che dominano le competizioni dell'epoca, Mille Miglia comprese. Sono anni in cui la fabbrica del Portello, guidata dopo il 1933 dallo Stato italiano tramite l'IRI, diventa un laboratorio di soluzioni tecniche avanzate, dal doppio albero a camme alle sospensioni posteriori a ponte De Dion.
- Le 6C portano in produzione di serie il motore bialbero, una scelta tecnica che diventerà una firma del marchio per decenni
- Le 8C, con motori otto cilindri fino a 2.900 cm³, restano tra le gran turismo prebelliche più ambite dai collezionisti di tutto il mondo
- Nel 1938 nasce Alfa Corse, il reparto corse diretto da un giovane Enzo Ferrari
La Seconda guerra mondiale interrompe bruscamente questa fase, distruggendo gran parte dello stabilimento del Portello sotto i bombardamenti.
Registro storico dedicato
RIAR - Registro Italiano Alfa Romeo, dal 1962
Il dopoguerra e la nascita del mito popolare: Giulietta e Giulia
Il dopoguerra riparte con l'Alfa Romeo 1900, primo modello a scocca portante del marchio, ma è con la Giulietta, lanciata nel 1954, che Alfa Romeo diventa un'auto popolare senza perdere il proprio carattere sportivo. Prodotta in berlina, coupé Sprint disegnata da Bertone e Spider firmata Pininfarina, la Giulietta supera le 177.000 unità prodotte e regala all'italiano il termine "alfista".
Nel 1962 arriva la Giulia, presentata a Monza con un coefficiente aerodinamico studiato per l'epoca, il motore bialbero e un cambio a cinque marce raro per una berlina di quegli anni. La Giulia, prodotta fino al 1977, resta ancora oggi uno dei modelli Alfa Romeo più amati dagli appassionati di auto d'epoca.
Spider, GTV e Montreal: lo stile italiano su strada
Dalla base meccanica della Giulia nascono alcune delle Alfa Romeo più fotografate della storia. Lo Spider disegnato da Pininfarina, soprannominato "Duetto" e reso celebre anche dal cinema internazionale, resta in produzione per ben 28 anni tra il 1966 e il 1993, superando le 124.000 unità vendute. Sulla stessa base tecnica arrivano le coupé GT Junior e GTV, carrozzate da Bertone, disponibili in diverse motorizzazioni da 1.300 a 2.000 cm³.
A chiudere questa stagione arriva la Montreal, presentata nel 1970: una gran turismo con motore V8 derivato dai propulsori da competizione, prodotta in poco meno di 4.000 esemplari fino al 1977, oggi tra i modelli Alfa Romeo più rari e ricercati dal collezionismo.
Comprare un'Alfa Romeo Oldtimer oggi
Chi si avvicina a un'Alfa Romeo storica trova un motore bialbero generalmente solido e affidabile, capace di offrire prestazioni brillanti anche in modelli di cilindrata contenuta, insieme a un piacere di guida che resta il vero punto di forza del marchio. Il rovescio della medaglia riguarda soprattutto la carrozzeria: le lamiere di questi modelli sono esposte alla corrosione, con punti critici nei passaruota, nei sottoporta e negli attacchi dei montanti, mentre impianto elettrico e sospensioni vanno sempre controllati con attenzione prima dell'acquisto.
- I ricambi meccanici dei modelli più diffusi, come Giulia e Alfetta, restano generalmente reperibili
- I costi reali di un'Alfa Romeo d'epoca sono spesso legati più alla manutenzione e alla ricerca di specialisti che al prezzo d'acquisto
- In Italia il Registro Italiano Alfa Romeo (RIAR), attivo dal 1962, rilascia il Certificato di Rilevanza Storica e Collezionistica necessario per la reimmatricolazione e per i benefici fiscali e assicurativi riservati ai veicoli storici
