Dalle biciclette alle prime automobili
La storia di Adler comincia lontano dalle automobili: Heinrich Kleyer avvia a Francoforte una fabbrica di biciclette che, nel giro di pochi anni, si trasforma in un gruppo industriale diversificato, capace di produrre anche macchine da scrivere, macchine da cucire e motociclette.
Le prime vetture nascono a inizio Novecento con motori di derivazione De Dion-Bouton, ma è nel decennio successivo che Adler compie il salto verso la produzione automobilistica su larga scala, arrivando a coprire una quota significativa del mercato tedesco già prima della Prima guerra mondiale.
Motori
4, 6 e 8 cilindri, da circa 1,0 a quasi 4,0 litri
Gli anni Venti: la Standard 6 e il giro del mondo
Nel 1926 debutta la Standard 6, tra le prime vetture europee con carrozzeria interamente in acciaio e tra le prime del continente a montare freni idraulici Lockheed. Il modello, prodotto fino al 1934 in circa 30.000 esemplari, consolida la reputazione tecnica del marchio.
È proprio con una Standard 6 che, tra il 1927 e il 1929, l'imprenditrice Clärenore Stinnes completa il primo giro del mondo in automobile, un'impresa che porta il nome Adler all'attenzione internazionale.
Accanto alla Standard 6 arriva anche la Standard 8, con motore otto cilindri da 3.887 cc, pensata per il segmento delle vetture di rappresentanza.
Anni di produzione auto
1900 - 1940 circa
La rivoluzione Trumpf e la trazione anteriore
Nel 1932 Adler presenta la Trumpf, progettata dall'ingegnere Hans Gustav Röhr: è la prima vettura tedesca di serie con trazione anteriore e sospensioni indipendenti, una soluzione tecnica anticipatrice rispetto a gran parte della concorrenza dell'epoca.
- La Trumpf nasce con un motore quattro cilindri da 1.504 cc, poi portato a 1.645 cc
- Alla gamma si affianca la più compatta Trumpf Junior, che supera le 100.000 unità prodotte
- Le versioni da competizione con carrozzeria aerodinamica conquistano numerosi record di velocità sull'Avus e sull'autostrada di Darmstadt tra il 1935 e il 1936
Le Trumpf da corsa si fanno notare anche alla 24 Ore di Le Mans, dove nel 1937 Adler conquista la vittoria di classe nella categoria due litri.
Diplomat e 2,5 Litri: le ammiraglie della maturità
Nel 1934 la Diplomat sostituisce la Standard 6 come vettura di punta della gamma, con un sei cilindri da 2.916 cc offerto in berlina, Pullman-Limousine e cabriolet, quest'ultima realizzata da carrozzieri come Ambi-Budd e Karmann.
Nel 1937 arriva la 2,5 Litri, pensata per la nascente rete autostradale tedesca: il design aerodinamico, curato da Karl Jenschke, le vale il soprannome informale di Autobahn Adler. Accanto alla berlina e alla cabriolet, la variante Sport monta un motore più potente grazie a un impianto a tre carburatori.
Nel 1938 la gamma si completa con la 2 Litri, erede della Trumpf, che riprende il layout a trazione anteriore su una vettura di dimensioni maggiori.
La fine della produzione auto e l'eredità del marchio
La Seconda guerra mondiale interrompe la produzione automobilistica di Adler. Nel dopoguerra la direzione aziendale decide di non riavviare la costruzione di vetture, concentrandosi su motociclette, prodotte fino alla metà degli anni Cinquanta, e su macchine per ufficio.
Nel 1957 Adlerwerke viene rilevata da Max Grundig insieme a Triumph Werke Nürnberg, dando origine a Triumph-Adler: da quel momento il nome Adler resta legato solo al settore dell'ufficio, mentre l'avventura automobilistica del marchio si chiude definitivamente, lasciando un'eredità tecnica che sopravvive oggi soprattutto nel mondo del collezionismo Oldtimer.
