Dalle officine di Londra alla nascita di AC
Tutto comincia nel 1901 a West Norwood, sobborgo di Londra, dove i fratelli Weller avviano un'attività di ingegneria e riparazione di veicoli. Nel 1904 nasce la società Autocars and Accessories, che inizia a produrre l'Auto-Carrier, un piccolo veicolo commerciale a tre ruote. È da questo nome che, nel giro di pochi anni, deriva l'abbreviazione AC, adottata ufficialmente e destinata a diventare il marchio con cui l'azienda sarebbe stata conosciuta nei decenni successivi.
Nel 1913 arriva la prima vettura a quattro ruote della casa, la AC Light Car, mentre nel 1920 l'ingegnere John Weller progetta il motore sei cilindri in linea "Light Six", che rimarrà in produzione, con vari aggiornamenti, fino al 1963. Nel 1927 il pilota e imprenditore Selwyn Edge rileva la società, che viene registrata come AC (Acedes) Ltd, ma la crisi economica degli anni Trenta porta a un nuovo passaggio di proprietà: è la famiglia Hurlock ad acquisire l'azienda, guidandola per gran parte del Novecento.
Anno di fondazione
1901
L'AC Ace e l'Aceca: la base di ogni leggenda
Il 1953 segna una svolta decisiva: debutta la AC Ace, roadster leggera con telaio tubolare disegnata da John Tojeiro, tra le prime vere sportive inglesi del dopoguerra. Nella sua decade di produzione, fino al 1963, la Ace viene proposta con tre diverse motorizzazioni sei cilindri in linea: il propulsore AC da 2.0 litri e 100 CV, il più prestazionale Bristol da 2.0 litri e 120 CV, e infine, dal 1961, il Ford Zephyr da 2.6 litri portato a 170 CV dal preparatore Ruddspeed.
Della Ace vengono costruiti circa 220 esemplari con motore AC e 466 nella versione Ace-Bristol, mentre la variante finale 2.6 resta rarissima, con appena 37 unità realizzate. Accanto alla roadster, dal 1954 viene proposta anche la Aceca, coupé chiusa che condivide meccanica e telaio, prodotta fino al 1963 in 357 esemplari. È proprio il telaio della Ace, leggero e ben bilanciato, a diventare la base sulla quale nascerà l'auto più famosa del marchio.
L'incontro con Carroll Shelby e la nascita della Cobra
Nel 1961 il pilota ed ex costruttore americano Carroll Shelby propone ad AC di installare un possente V8 Ford all'interno della leggera struttura tubolare della Ace. Nasce così, tra il 1962 e il 1967, la AC Cobra, prodotta inizialmente nel Regno Unito e poi anche negli Stati Uniti. Le prime Mark I montano il V8 Ford da 4.3 litri (260 cui) da circa 166 CV, presto sostituito dal più diffuso 4.7 litri (289 cui) da 300 CV che equipaggia la maggior parte delle Mark I e tutte le circa 528 Mark II costruite tra il 1963 e il 1965.
Il vertice della gamma arriva con la Mark III, dotata dell'enorme V8 Ford 7.0 litri (427 cui), capace di circa 425 CV in versione stradale e fino a 485 CV nelle varianti semi da competizione, con punte di velocità superiori ai 260 km/h. Complessivamente, tra il 1962 e il 1967, la produzione originale della Cobra si attesta su circa 655 esemplari a balestre più 343 a molle elicoidali. Fin dal 1963, l'anno successivo al debutto, la Cobra coglie già risultati di rilievo in gara, inclusa una vittoria alla 24 Ore di Le Mans, consolidando la fama sportiva del modello.
Tra crisi finanziarie e cambi di proprietà
Dopo l'apice della Cobra, AC attraversa decenni complicati. Nel 1965 debutta la 428, gran turismo con meccanica derivata dalla Cobra 427 ma carrozzeria disegnata dall'italiano Frua, prodotta fino al 1973 in appena 81 esemplari. Segue, dal 1979 al 1985, la 3000ME, una sportiva a motore centrale che segna un cambio di rotta stilistico e tecnico, realizzata in 101 unità.
Gli anni successivi sono segnati da una lunga serie di passaggi societari: nel 1986 l'imprenditore William West rileva l'azienda, nel 1996 tocca ad Alan Lubinsky con la AC Car Group Ltd, seguita nel 2002 dalla costituzione della AC Motor Holdings a Malta e nel 2008 della Acedes Holdings nel Saint Kitts. Tra il 2010 e il 2023 parte della produzione fa capo persino a una struttura tedesca, AC Automotive. Una storia di continue ristrutturazioni che testimonia quanto sia stato difficile, per un piccolo costruttore artigianale, restare competitivo nell'industria automobilistica moderna.
Il presente di AC Cars: eredità e rilancio
Oggi AC Cars ha sede a Castle Donington, nel Derbyshire, ed è guidata dal presidente Alan Lubinsky con David Conza come amministratore delegato. Il marchio ha scelto di puntare sulla propria eredità storica: nel 2012 presenta la 378 GT Zagato, frutto della collaborazione con la celebre carrozzeria italiana, mentre nel 2021, per i 120 anni di attività, lancia la Cobra Superblower da 580 CV con V8 sovralimentato.
Nel 2023 viene svelata la nuova AC Cobra GT Roadster, un progetto sviluppato daccapo che entra in produzione nel 2024, anno del 123° anniversario del marchio. Parallelamente prosegue la reintroduzione della Ace e della Ace Bristol, proposte sia con motore a benzina sia in versione elettrica attraverso la divisione AC Cars Classics. Nel 2025 l'azienda annuncia inoltre la nascita di AC Cars America e lo sviluppo del nuovo modello GT SuperSport, segno di un marchio che, pur tra alti e bassi, non ha mai smesso di produrre auto con il proprio nome.
