Le origini: Carlo Abarth e lo scorpione di Bologna
Il marchio nasce dall'incontro tra Carlo Abarth, ex pilota motociclistico naturalizzato italiano, e Guido Scagliarini. La neonata Abarth & C. debutta nelle corse con la Abarth-Cisitalia 204, portata alla vittoria da Tazio Nuvolari nella Palermo-Monte Pellegrino del 1950.
Nel 1951 la sede si sposta a Torino, dove l'azienda costruisce la propria fortuna commerciale realizzando marmitte e kit di elaborazione per le vetture di serie, prima di trasformarsi progressivamente in un vero costruttore di automobili sportive.
Fondazione
31 marzo 1949, Bologna
Le trasformazioni sportive su base Fiat
Dalla metà degli anni '50 Abarth inizia a rielaborare le utilitarie Fiat più diffuse. Dalla Fiat 600 nascono le prime Abarth 750, seguite dalla 850 TC (Turismo Competizione), la cui versione stradale resta in produzione fino al 1966, e dalla Fiat-Abarth 1000 Berlina, presentata nel 1962 con un motore da 982 cm³.
Il capitolo più celebre resta però quello della Fiat Nuova 500 Abarth, prodotta a partire dal 1957 e declinata nelle varianti 595 e 695, capaci di trasformare l'utilitaria torinese in una vera vettura sportiva. Parallelamente nasce la serie OT (Omologata Turismo), con le varianti 1000, 1300, 1600 e 2000 destinate alle competizioni turismo internazionali.
Passaggio a Fiat
1971
I bolidi da corsa: dal passaggio a Fiat ai trionfi rally
Dopo l'acquisizione da parte di Fiat nel 1971, Abarth continua a firmare vetture ad altissime prestazioni. L'Autobianchi A112 Abarth, presentata nello stesso anno, diventa una delle utilitarie sportive più amate del decennio, con oltre 120.000 esemplari prodotti in sette serie fino alla metà degli anni '80.
Sul fronte rally, la Fiat 124 Abarth Rally e soprattutto la Fiat 131 Abarth Rally, costruita in circa 400 esemplari omologati tra il 1976 e il 1978, scrivono pagine importanti del motorsport: la 131 conquista tre titoli mondiali costruttori e due titoli piloti, con Markku Alén e Walter Röhrl, imponendosi anche nel leggendario Rally di Corsica del 1977.
Modelli iconici
Fiat-Abarth 500/595/695, 850 TC, 1000, OT 2000, Autobianchi A112 Abarth, Fiat 124 Abarth Rally, Fiat 131 Abarth Rally
Il collezionismo Abarth oggi
Le Abarth storiche sono oggi tra le auto d'epoca italiane più ricercate: gli esemplari di 595 e 695 in buone condizioni si aggirano generalmente tra 12.000 e 20.000 euro, con punte di 25.000-35.000 euro per le versioni meglio conservate o con specifiche particolarmente convincenti, mentre le 850 TC possono variare da poco più di 12.000 fino a oltre 70.000 euro in base a stato e documentazione.
- Verificare sempre la presenza di libretti, omologazioni e dossier fotografici del restauro
- Controllare con attenzione ruggine, tenuta dell'olio e stato dell'impianto di raffreddamento
- Privilegiare esemplari con certificazione ASI o FIVA, che ne attestano l'autenticità storica
