Tre generazioni di grande wagon americana
La prima generazione (1971-1976) nasce sul pianale più grande mai utilizzato da Oldsmobile per una wagon, con un passo di 127 pollici (3.226 mm) e una lunghezza che sfiora i 5,9 metri sulle versioni più lunghe. È la serie che introduce il celebre portellone a conchiglia, descritto più avanti, e che offre come propulsore di serie il V8 Rocket da 455 pollici cubici (7,5 litri).
Con la seconda generazione (1977-1990) la Custom Cruiser viene ridisegnata sulla piattaforma B di General Motors nell'ambito del grande piano di downsizing lanciato dalla casa di Detroit dopo la crisi energetica: il passo scende a 115,9 pollici (2.944 mm) e la vettura perde diverse centinaia di chili, guadagnando in efficienza quello che perde in ingombro. È in questi anni che debutta, tra le opzioni, anche una motorizzazione diesel.
La terza e ultima generazione (1991-1992) porta una carrozzeria più arrotondata in stile aerodinamico, in linea con le sorelle Buick Estate e Chevrolet Caprice, la rimozione delle finte modanature in legno e la verniciatura bicolore di serie. Il 5 giugno 1992 esce dalla linea l'ultimo esemplare, chiudendo un ciclo di ventun anni e 451.819 unità prodotte complessivamente.
Motorizzazioni
V8 benzina 5,0-7,5 litri, V8 diesel 5,7 litri (1978-1985)
Motori e trasmissioni: dal Rocket 455 al diesel controverso
Nella prima generazione il propulsore principale è il V8 Oldsmobile Rocket da 7,5 litri (455 pollici cubici), disponibile in diverse tarature comprese tra 185 e 275 cavalli; nel 1975 si affianca per un anno anche un V8 Pontiac da 6,6 litri (400 pollici cubici) da 190 cavalli. Il cambio è sempre l'automatico Turbo Hydra-Matic TH-400 a tre rapporti.
- Seconda generazione: V8 da 5,0 litri (307 pollici cubici, 140-150 CV), V8 da 5,7 litri (350 pollici cubici, 160-170 CV) e V8 da 6,6 litri (403 pollici cubici, 175-185 CV)
- Dal 1978 al 1985 è offerto anche un V8 diesel da 5,7 litri, da 105-120 CV, pensato per contenere i consumi nel pieno della crisi petrolifera
- Cambi automatici THM200 a tre rapporti (1977-1980) e poi THM200-4R a quattro rapporti (1981-1990)
- Terza generazione: V8 Chevrolet da 5,0 litri (170 CV) e, dal 1992, da 5,7 litri (180 CV), abbinati al cambio automatico a quattro rapporti 4L60
In tutte e tre le generazioni la trazione resta posteriore: la Custom Cruiser è ricordata come l'ultima Oldsmobile a montare un V8 con schema classico a trazione posteriore prima della chiusura del marchio nel 2004.
Anni di produzione
1971-1992
Il portellone clamshell e l'abitabilità da record
Il tratto più originale della prima serie è il portellone posteriore clamshell, il primo sistema di apertura motorizzato della storia dell'automobile. Il lunotto di vetro scorre verso l'alto, richiudendosi nel tetto, mentre il portellone inferiore scompare sotto il pianale del bagagliaio: un meccanismo pensato per facilitare il carico anche negli spazi stretti dei parcheggi urbani, limite tipico delle wagon lunghe quasi 6 metri.
Il sistema, per quanto scenografico, si rivela pesante e costoso da produrre: con il ridisegno del 1977 viene abbandonato in favore di un più tradizionale portellone a due vie, apribile sia come sportello laterale sia ribaltabile verso il basso, soluzione che resta fino alla fine della produzione. Con i sedili posteriori ripiegati, la capacità di carico raggiunge circa 87 piedi cubi (oltre 2.460 litri), mentre l'opzionale terza fila di sedute, rivolta all'indietro, consente di ospitare fino a otto passeggeri.
Affidabilità e mercato del collezionismo oggi
Il tallone d'Achille della gamma è il motore diesel V8 da 5,7 litri offerto tra il 1978 e il 1985: la progettazione dei bulloni di testata, mai aggiornata a sufficienza e priva di un separatore d'acqua nel circuito carburante, porta spesso a rotture catastrofiche del propulsore, tanto da diventare un caso scolastico di motorizzazione da evitare sull'usato.
Anche la carrozzeria richiede attenzione: la ruggine tende ad aggredire portiere e quarti posteriori sugli esemplari non conservati al riparo, mentre sulle ultime annate (1991-1992) le plastiche dell'abitacolo, piuttosto rigide, mostrano con gli anni una certa tendenza a screpolarsi. Ciò nonostante, oggi la Custom Cruiser è ricercata dagli appassionati di classiche americane soprattutto nelle versioni con V8 a benzina, apprezzata per l'ingombro generoso, il comfort di marcia rilassato e il fascino delle grandi wagon a stelle e strisce ormai scomparse dal mercato.