Un SUV di lusso per un marchio in cerca di identità
Quando fu presentata nel 1991, la Bravada rappresentava una scommessa precisa per Oldsmobile: trasformare la base tecnica del Chevrolet S-10 Blazer a quattro porte in un veicolo dal carattere premium, con finiture ricercate e una dotazione che all'epoca era rara da trovare su un fuoristrada. Il risultato fu il primo modello a telaio da SUV mai venduto dal marchio dai tempi dei veicoli commerciali degli anni Venti, e al tempo stesso il primo camion leggero General Motors offerto fuori dai marchi Chevrolet e GMC.
- Trazione integrale SmartTrak sempre inserita, senza riduttore
- Paraurti e modanature in tinta con la carrozzeria
- Motore V6 4.3 litri unico per tutta la prima generazione
Anni di produzione
1991-2004
Le tre generazioni
La storia della Bravada si articola in tre fasi ben distinte. Le prime due generazioni, prodotte rispettivamente dal 1991 al 1994 e dal 1996 al 2001, condividono la piattaforma GMT330 e restano fedeli all'impostazione originale di SUV di lusso derivato dal Blazer, con un restyling di metà carriera nel 1998 che introduce la nuova calandra con il logo Rocket. La terza generazione, presentata per l'anno modello 2002, rompe con il passato adottando la piattaforma inedita GMT360, condivisa con Chevrolet TrailBlazer e GMC Envoy, e offre per la prima volta la scelta tra trazione posteriore e integrale.
Motori e meccanica
Per tutta la sua vita commerciale la Bravada ha puntato su un'unica famiglia di propulsori a sei cilindri, evolvendosi progressivamente in potenza. Il cambio automatico a quattro rapporti è rimasto una costante su tutte le generazioni.
- 1991: V6 4.3 litri a iniezione throttle-body da 160 CV
- 1992-1994: V6 4.3 litri Vortec da 200 CV
- 1996-2001: V6 4.3 litri Vortec da 190 CV
- 2002-2004: sei cilindri in linea Atlas 4.2 litri da 270 CV
Affidabilità e vita da usato
Sul mercato dell'usato la Bravada, in particolare la terza generazione, ha mostrato alcune criticità: sui modelli 2002-2004 sono stati segnalati problemi al motorino della ventola di raffreddamento, guai agli impianti elettrici e in alcuni casi fessurazioni sui cilindri motore, con richiami dedicati da parte della casa. A questo si aggiunge una rumorosità del vento piuttosto marcata alle alte velocità e uno sterzo giudicato non sempre preciso. Sul fronte pratico, però, il SUV Oldsmobile continua a offrire un abitacolo spazioso e una buona capacità di traino, doti che ne fanno ancora oggi un'alternativa interessante tra i SUV d'epoca americani, sebbene il valore di rivendita risenta della chiusura del marchio nel 2004.