Dalle moto alle utilitarie: la rinascita automobilistica di NSU
Prima di tornare a costruire automobili, NSU aveva costruito la propria fortuna industriale sulle due ruote, diventando negli anni Cinquanta il più grande costruttore mondiale di motociclette. Il progressivo calo della domanda di moto, legato alla diffusione di vetture economiche capaci di offrire protezione dalle intemperie per l'uso quotidiano, spinse però l'azienda a ripensare la propria strategia.
La risposta arrivò con una piccola berlina a motore posteriore, pensata per intercettare la nuova domanda di mobilità di massa in Germania. Presentata a Francoforte nel 1957 con lo slogan pubblicitario "Fahre Prinz und Du bist König" ("Guida una Prinz e sarai un re"), la vettura entrò in produzione su vasta scala nella primavera del 1958, dopo una serie preliminare di circa 150 esemplari pilota.
La gamma Prinz: dalla Prinz I alla Prinz 1000
La prima serie, composta da Prinz I, II e III, montava un bicilindrico raffreddato ad aria di 583 cm³ collocato in posizione posteriore, con potenze comprese tra i 20 CV della versione base e i 30 CV della III destinata all'esportazione. Nel 1961 la gamma fu rinnovata dalla Prinz 4, con una carrozzeria che richiamava nelle forme la Chevrolet Corvair pur restando molto più compatta: fu il modello di maggior successo dell'intera famiglia, prodotto fino al 1973.
- Prinz I/II/III (1958-1962): bicilindrico 583 cm³, 20-30 CV
- Prinz 4 (1961-1973): bicilindrico 598 cm³, il modello più venduto della gamma
- Prinz 1000 (1964-1972): quattro cilindri 996 cm³, versione più moderna e rifinita, disegnata da Claus Luthe mantenendo una forte continuità stilistica con la Prinz 4
- Prinz 1000 TT/TTS: varianti sportive con cilindrata portata fino a 1177 cm³ e potenze superiori ai 65-70 CV
Sport Prinz: la coupé firmata Bertone
Accanto alle berline utilitarie, NSU affidò allo stile italiano il compito di dare un volto sportivo al progetto Prinz. Nacque così la Sport Prinz, coupé due posti disegnata da Franco Scaglione presso la carrozzeria Bertone di Torino, prodotta dal 1958 al 1968 in circa 20.831 esemplari. Sotto la carrozzeria elegante restava il propulsore bicilindrico raffreddato ad aria della gamma Prinz, portato fino a 598 cm³ nelle versioni più prestazionali.
Tecnica: motore posteriore e raffreddamento ad aria
Il tratto distintivo dell'intera famiglia Prinz era l'impostazione meccanica: motore posizionato a sbalzo posteriore, raffreddamento ad aria e trazione sul retrotreno, con sospensioni indipendenti su entrambi gli assi. Una soluzione tecnica semplice ed economica da produrre, che permetteva consumi contenuti e un abitacolo relativamente spazioso nonostante l'ingombro compatto della vettura.
Con l'arrivo della Prinz 1000 il quattro cilindri sostituì il bicilindrico delle prime serie, mentre l'impianto elettrico, inizialmente a 6 Volt, fu aggiornato a 12 Volt nel corso della produzione per adeguarsi agli standard più moderni del settore.
L'eredità NSU: dalla Ro 80 alla nascita di Audi
Il successo commerciale della gamma Prinz permise a NSU di finanziare progetti più ambiziosi, culminati nel 1967 con la Ro 80, berlina innovativa mossa dal motore Wankel a pistone rotante e insignita del titolo di auto dell'anno. Le difficoltà tecniche legate all'affidabilità del motore rotativo, tuttavia, misero in crisi i conti dell'azienda.
Il 10 marzo 1969 NSU Motorenwerke si fuse con Auto Union, dando vita alla Audi NSU Auto Union AG, con sede a Neckarsulm: da quella fusione, controllata dal Gruppo Volkswagen, sarebbe nato il marchio Audi come lo conosciamo oggi, mentre l'ultima vettura a marchio NSU restò in listino fino al 1977.