NSU PRINZ

La piccola tedesca a motore posteriore che rimise in moto NSU

NSU Prinz è la famiglia di utilitarie compatte costruita da NSU Motorenwerke tra il 1958 e il 1973 a Neckarsulm, il progetto che riportò l'azienda a produrre automobili dopo il lungo abbandono del settore.

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NSU nasce nel 1873 a Riedlingen an der Donau come piccola officina per macchine da maglieria, prima di trasferirsi a Neckarsulm e ampliare progressivamente la produzione a biciclette, motociclette e, dai primi anni del Novecento, automobili. Dopo aver interrotto la costruzione di vetture proprie tra le due guerre per concentrarsi solo su moto e cicli, diventando negli anni Cinquanta il più grande produttore di motociclette al mondo, l'azienda torna a costruire automobili alla fine del decennio, quando il crollo della domanda di moto rende necessario un nuovo modello di business rivolto alla motorizzazione di massa. È in questo contesto che nasce la Prinz, presentata al Salone di Francoforte nel settembre 1957 e avviata alla produzione in serie nella primavera del 1958. Nel giro di pochi anni la gamma Prinz, evolutasi attraverso più generazioni fino alla Prinz 1000, diventa uno dei maggiori successi commerciali di NSU nel dopoguerra e il simbolo del ritorno del marchio di Neckarsulm nel mercato automobilistico europeo.

Dalle moto alle utilitarie: la rinascita automobilistica di NSU

Prima di tornare a costruire automobili, NSU aveva costruito la propria fortuna industriale sulle due ruote, diventando negli anni Cinquanta il più grande costruttore mondiale di motociclette. Il progressivo calo della domanda di moto, legato alla diffusione di vetture economiche capaci di offrire protezione dalle intemperie per l'uso quotidiano, spinse però l'azienda a ripensare la propria strategia.

La risposta arrivò con una piccola berlina a motore posteriore, pensata per intercettare la nuova domanda di mobilità di massa in Germania. Presentata a Francoforte nel 1957 con lo slogan pubblicitario "Fahre Prinz und Du bist König" ("Guida una Prinz e sarai un re"), la vettura entrò in produzione su vasta scala nella primavera del 1958, dopo una serie preliminare di circa 150 esemplari pilota.

La gamma Prinz: dalla Prinz I alla Prinz 1000

La prima serie, composta da Prinz I, II e III, montava un bicilindrico raffreddato ad aria di 583 cm³ collocato in posizione posteriore, con potenze comprese tra i 20 CV della versione base e i 30 CV della III destinata all'esportazione. Nel 1961 la gamma fu rinnovata dalla Prinz 4, con una carrozzeria che richiamava nelle forme la Chevrolet Corvair pur restando molto più compatta: fu il modello di maggior successo dell'intera famiglia, prodotto fino al 1973.

  • Prinz I/II/III (1958-1962): bicilindrico 583 cm³, 20-30 CV
  • Prinz 4 (1961-1973): bicilindrico 598 cm³, il modello più venduto della gamma
  • Prinz 1000 (1964-1972): quattro cilindri 996 cm³, versione più moderna e rifinita, disegnata da Claus Luthe mantenendo una forte continuità stilistica con la Prinz 4
  • Prinz 1000 TT/TTS: varianti sportive con cilindrata portata fino a 1177 cm³ e potenze superiori ai 65-70 CV

Sport Prinz: la coupé firmata Bertone

Accanto alle berline utilitarie, NSU affidò allo stile italiano il compito di dare un volto sportivo al progetto Prinz. Nacque così la Sport Prinz, coupé due posti disegnata da Franco Scaglione presso la carrozzeria Bertone di Torino, prodotta dal 1958 al 1968 in circa 20.831 esemplari. Sotto la carrozzeria elegante restava il propulsore bicilindrico raffreddato ad aria della gamma Prinz, portato fino a 598 cm³ nelle versioni più prestazionali.

Tecnica: motore posteriore e raffreddamento ad aria

Il tratto distintivo dell'intera famiglia Prinz era l'impostazione meccanica: motore posizionato a sbalzo posteriore, raffreddamento ad aria e trazione sul retrotreno, con sospensioni indipendenti su entrambi gli assi. Una soluzione tecnica semplice ed economica da produrre, che permetteva consumi contenuti e un abitacolo relativamente spazioso nonostante l'ingombro compatto della vettura.

Con l'arrivo della Prinz 1000 il quattro cilindri sostituì il bicilindrico delle prime serie, mentre l'impianto elettrico, inizialmente a 6 Volt, fu aggiornato a 12 Volt nel corso della produzione per adeguarsi agli standard più moderni del settore.

L'eredità NSU: dalla Ro 80 alla nascita di Audi

Il successo commerciale della gamma Prinz permise a NSU di finanziare progetti più ambiziosi, culminati nel 1967 con la Ro 80, berlina innovativa mossa dal motore Wankel a pistone rotante e insignita del titolo di auto dell'anno. Le difficoltà tecniche legate all'affidabilità del motore rotativo, tuttavia, misero in crisi i conti dell'azienda.

Il 10 marzo 1969 NSU Motorenwerke si fuse con Auto Union, dando vita alla Audi NSU Auto Union AG, con sede a Neckarsulm: da quella fusione, controllata dal Gruppo Volkswagen, sarebbe nato il marchio Audi come lo conosciamo oggi, mentre l'ultima vettura a marchio NSU restò in listino fino al 1977.

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Domande frequenti su NSU PRINZ

Che cos'è la NSU Prinz?

È una famiglia di utilitarie compatte a motore posteriore prodotta da NSU Motorenwerke tra il 1958 e il 1973 a Neckarsulm, in Germania.

Quali erano i motori della NSU Prinz?

Le prime serie montavano bicilindrici raffreddati ad aria da 583 e 598 cm³, mentre la Prinz 1000 introdusse un quattro cilindri da 996 cm³, poi portato fino a 1177 cm³ nelle versioni TT e TTS.

Qual è stato il modello Prinz di maggior successo?

La Prinz 4, prodotta dal 1961 al 1973, è stata la versione più venduta dell'intera gamma e uno dei modelli più rappresentativi di NSU nel dopoguerra.

Chi ha disegnato la Sport Prinz?

La coupé Sport Prinz fu disegnata da Franco Scaglione presso la carrozzeria Bertone di Torino e prodotta dal 1958 al 1968.

Che fine ha fatto il marchio NSU?

Nel 1969 NSU Motorenwerke si fuse con Auto Union dando vita ad Audi NSU Auto Union AG, sotto il controllo del Gruppo Volkswagen: da questa unione nacque il marchio Audi, mentre l'ultima vettura a marchio NSU rimase in produzione fino al 1977.

Fonti

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