Dal Pathfinder al Terrano II: la nascita di un fuoristrada europeo
Il nome Terrano compare per la prima volta nel 1985 come denominazione commerciale, al di fuori del Nord America, del Nissan Pathfinder di prima generazione, un SUV a telaio derivato dal pickup D21. Nel 1993 Nissan decide però di sviluppare per l'Europa un modello a sé stante, il Terrano II, con una carrozzeria disegnata dall'istituto italiano I.DE.A e una meccanica derivata proprio dalla piattaforma del Terrano/Pathfinder originale.
- Prodotto a Barcellona dalla controllata Nissan Motor Ibérica
- Gemello quasi identico del Ford Maverick, costruito nella stessa fabbrica nell'ambito di un accordo tra i due marchi
- Venduto in Giappone con il nome Nissan Mistral
Il Ford Maverick viene ritirato dal mercato già nel 1999, mentre il Terrano II prosegue la propria carriera fino al 2005, con vendite in Europa che si protraggono fino al 2006.
Anni di produzione (Terrano II)
1993–2005 (vendite fino al 2006)
Motori, meccanica e aggiornamenti nel tempo
Il Terrano II adotta un'architettura da fuoristrada vero e proprio: telaio a longheroni e traverse, sospensione posteriore ad assale rigido, trazione posteriore permanente con anteriore inseribile, marce ridotte e differenziale posteriore autobloccante.
- Benzina 2.4 a carburatore/iniezione, motore poco richiesto sul mercato italiano
- Turbodiesel 2.7 da circa 125 CV, la motorizzazione più diffusa in Italia
- Turbodiesel 3.0 introdotto nel 1999, da circa 154 CV, commercializzato come variante più potente della gamma
La gamma viene aggiornata esteticamente nel 1996 con nuovi gruppi ottici circolari, poi nel 1999 con frontale e interni rivisti in concomitanza con il lancio di Mistral e Maverick, e infine nel 2002 con un nuovo volante mutuato dalla berlina Primera.
Pregi, difetti e affidabilità nell'uso quotidiano
Chi ha guidato a lungo un Terrano II ne sottolinea soprattutto lo spazio a bordo, l'ampiezza del bagagliaio nelle versioni a 5 porte e la solidità del motore 2.7 turbodiesel, considerato tra i più affidabili della sua categoria ed epoca.
- Punti di forza: abitabilità, capacità fuoristradistica, dotazione completa per gli standard degli anni Novanta
- Criticità meccaniche più segnalate: mozzi anteriori automatici delicati, usura delle barre di torsione anteriori, perdite dalla pompa dell'acqua sui motori 2.7 e problemi di iniezione o turbina sul 3.0 turbodiesel
- Assenza di ESP e corsa lunga del pedale del freno, elementi da considerare per chi valuta l'acquisto usato
Sulla carrozzeria va posta attenzione alla ruggine nel sottoscocca, frequente sugli esemplari non trattati preventivamente.
Il Terrano indiano: quando il nome torna sul Renault Duster
Tra il 2013 e il 2020, grazie all'alleanza Renault-Nissan, il nome Terrano viene riutilizzato per una versione ribadgeizzata della prima generazione del Renault Duster, prodotta nello stabilimento di Oragadam, vicino Chennai, e destinata principalmente al mercato indiano e ad alcuni mercati russi e dell'area CSI.
- Motorizzazioni condivise con il Duster: benzina 1.6 e diesel 1.5, con cambio manuale o automatico a seconda della versione
- Differenze rispetto al Duster limitate soprattutto al frontale e ad alcuni dettagli estetici
- Uscita di produzione in India nel 2020 legata anche all'introduzione dei nuovi standard emissivi locali
Questa versione non è mai stata commercializzata in Italia né nel resto dell'Europa occidentale, e rappresenta un capitolo a parte nella storia del badge Terrano.

