Le origini: la CSP311, la pioniera artigianale
La prima Silvia, sigla interna CSP311, debutta come esercizio di stile quasi interamente realizzato a mano su base meccanica della Datsun Fairlady 1600. Il risultato è una coupé 2 porte con un motore 4 cilindri da 1,6 litri capace di circa 90 CV, abbinato a un cambio manuale a 4 marce.
Con una lunghezza di poco inferiore ai 4 metri e un peso di appena 980 kg, la vettura viene prodotta in soli 554 esemplari nell'arco di quattro anni: una tiratura talmente limitata da renderla oggi un pezzo da collezione rarissimo. In Giappone viene ricordata anche per essere stata utilizzata come vettura della polizia stradale.
Motorizzazioni principali
4 cilindri aspirati e turbo da 1,6 a 2,0 litri; V6 3,0 litri sulla S12
Dagli anni Settanta agli Ottanta: la Silvia diventa un nome internazionale
Dopo una pausa, la Silvia torna nel 1975 con la generazione S10/S11: una coupé fastback venduta anche fuori dal Giappone con marchio Datsun e nomi come 200SX o 180SX a seconda dei mercati. Segue nel 1979 la S110, che introduce carrozzerie hatchback a 3 porte e propone anche la variante sportiva 240RS, sviluppata per le competizioni rally con un motore 2,4 litri DOHC.
La generazione S12, lanciata nel 1983, porta in dote i fari a scomparsa e un ventaglio di motorizzazioni molto ampio, dal 4 cilindri turbo CA18ET/DET fino al V6 VG30E da 3,0 litri, con potenze comprese tra 100 e 160 CV.
Anni di produzione
1965-1968 e 1975-2002
L'epoca d'oro: S13, S14 e S15
Con la S13 del 1988, premiata come Car of the Year in Giappone, la Silvia trova la sua identità definitiva: motori CA18DE/DET da 1,8 litri all'esordio, sostituiti dal 1991 dal nuovo SR20DE/DET da 2,0 litri, capace nella versione turbo di superare i 200 CV. Nasce in questi anni anche la sorella con fari a scomparsa 180SX, oggetto di celebri conversioni ibride come la Sileighty.
La S14, arrivata nel 1993, cresce in larghezza superando i 1.700 mm e uscendo così dalla categoria fiscale compatta giapponese; il motore SR20DET viene aggiornato con fasatura variabile e turbina più grande, avvicinandosi ai 220 CV nella versione più spinta. Un restyling del 1996 rinnova muso e gruppi ottici.
La settima e ultima generazione, la S15 del 1999, chiude la storia della Silvia con il miglior equilibrio della gamma: telaio più rigido, sterzo posteriore attivo HICAS disponibile come optional, e il propulsore SR20DET portato a circa 250 CV nella versione turbo Spec-R, affiancato dalla più accessibile Spec-S ad aspirazione naturale da circa 165 CV. Venne prodotta solo in guida a destra e commercializzata ufficialmente in Giappone, Australia e Nuova Zelanda, con una tiratura complessiva di circa 43.000 esemplari, inclusa la rara variante cabriolet Varietta.
Un'icona del drifting e della cultura pop
- Il peso contenuto, la trazione posteriore e la facilità di elaborazione del motore SR20DET hanno reso la Silvia, in particolare la S15, una delle vetture più amate nelle competizioni di drifting come il D1GP
- La sua notorietà è cresciuta ulteriormente grazie alla presenza in videogiochi e manga a tema motoristico ambientati nel mondo delle corse di strada giapponesi
- La produzione si è fermata nell'agosto 2002, quando Nissan ha deciso di non sviluppare un'erede diretta, lasciando la Silvia come uno degli ultimi coupé sportivi FR compatti del marchio









