Dal Patrol al Safari: nascita di un nome giapponese
Il Nissan Safari non è un modello a sé stante, ma il nome che il Patrol ha portato sul mercato domestico giapponese a partire dal 1980, quando debuttò la terza serie del fuoristrada (conosciuta anche come 160/161). La rete di vendita Nissan Prince Store propose il Safari come alternativa più orientata al tempo libero rispetto al Patrol venduto altrove, con carrozzerie hardtop a due porte, furgonati a passo lungo e varianti a tetto rialzato.
Nel 1983 la gamma fu aggiornata con i fari rettangolari, il cambio manuale a cinque marce e l'arrivo del diesel turbo SD33T da 120 CV, che affiancò il propulsore aspirato SD33 da 95 CV già in listino.
Anni di produzione (come Safari)
1980-2005
Y60 (1987-1997): il salto alle sospensioni a molle
Con la generazione Y60 il Safari abbandona le balestre per adottare sospensioni a molle elicoidali, un cambiamento che migliora comfort e tenuta di strada senza compromettere le doti fuoristradistiche. La gamma motori si amplia: tra i benzina compaiono il 3.0 RB30S e i 4.2 TB42S/TB42E, mentre sul fronte diesel debuttano il 2.8 turbo RD28T e i più imponenti 4.2 TD42 e TD42T. Dal 1991 arriva anche una variante a sette posti, disponibile solo con cambio manuale, pensata per un uso più familiare del mezzo.
Y61 (1997-2005): l'ultima generazione venduta in Giappone
La terza e ultima serie Safari, sigla Y61, coincide con quella che nei mercati internazionali viene chiamata quinta generazione di Patrol. La gamma motori si arricchisce ulteriormente: tra i benzina figurano il TB42S, il TB45E e il TB48DE, mentre i diesel spaziano dal 2.8 turbo RD28ETi al 3.0 common rail ZD30DDTi, fino ai 4.2 della famiglia TD42. Nel 2005 Nissan decide di ritirare il Safari dal mercato giapponese a causa delle vendite in calo, chiudendo di fatto la storia del nome sul suolo nipponico, mentre il Patrol prosegue la propria carriera nei mercati esteri.
Il Safari sul mercato dell'usato
Non essendo mai stato commercializzato ufficialmente in Europa, il Nissan Safari si trova sul mercato italiano quasi esclusivamente come importazione JDM. Chi lo cerca lo fa in genere per le stesse ragioni per cui si sceglie un Patrol d'epoca: la solidità della meccanica a telaio, la disponibilità di motori diesel di grande cilindrata e la capacità di affrontare percorsi impegnativi senza sorprese.
- Verificare lo stato della carrozzeria e dei longheroni, punti sensibili alla ruggine sugli esemplari più vecchi
- Controllare compressione motore e tenuta delle guarnizioni, specialmente sulle unità turbodiesel
- Accertarsi della disponibilità dei ricambi, spesso legata a canali di importazione specializzati









