Il debutto del 1982: quando Nissan inventò il monovolume
La prima Prairie nasce come risposta giapponese a un'esigenza ancora inesplorata dal mercato: un'auto capace di trasportare comodamente famiglie numerose senza rinunciare all'agilità di una vettura di segmento medio. La soluzione più innovativa riguarda le portiere: due ampi pannelli scorrevoli, uno per lato, che si aprono senza l'ingombro del montante centrale, lasciando libero un varco continuo per l'accesso a bordo.
Questa impostazione, unita a sedili ribaltabili e a una carrozzeria compatta a trazione anteriore, permette alla Prairie di anticipare di circa due anni l'arrivo sul mercato occidentale di modelli oggi considerati fondativi del segmento, come la Renault Espace e le americane Dodge Caravan e Plymouth Voyager.
Motorizzazioni benzina
Da 1.5 a 2.4 litri aspirati; sulla terza generazione anche 2.0 turbo SR20DET
La seconda generazione e la trazione integrale ATTESA
Nel settembre 1988 debutta la seconda serie, contraddistinta da linee più arrotondate e aerodinamiche e da un assetto meccanico rivisto: il montante centrale viene reintrodotto e le sospensioni posteriori passano a una configurazione indipendente più convenzionale rispetto al ponte a bracci della prima generazione.
- Motorizzazioni comprese tra il 2.0 CA20S e il più prestazionale 2.0 SR20DE, fino al 2.4 KA24E
- Debutto della trazione integrale permanente ATTESA, già diffusa da Nissan su modelli come la Bluebird
- Commercializzazione in Nord America con il nome Axxess
Su questa generazione nasce anche una delle versioni più curiose della storia Nissan: la Prairie Joy EV, veicolo elettrico a batterie agli ioni di litio sviluppato insieme a Sony e concesso in leasing dal 1997 ad aziende ed enti di ricerca, con un'autonomia dichiarata di oltre 200 km e una velocità massima di 120 km/h.
Anni di produzione
1982-2004 in Giappone; commercializzata in Europa solo nei primi anni della prima generazione
La terza generazione e l'addio al nome Prairie
Nel 1998 la gamma viene rinnovata una terza volta, inizialmente con la denominazione Prairie Liberty, prima che il nome storico venga abbandonato nel novembre dello stesso anno a favore del solo Liberty in Giappone. Le motorizzazioni comprendono il 2.0 SR20DE, la variante turbo SR20DET e successivamente il 2.0 QR20DE, abbinabili anche al cambio CVT.
La produzione della famiglia Prairie si chiude definitivamente nel dicembre 2004, quando il modello viene sostituito in Giappone dalla Nissan Lafesta.
Prairie Joy EV: l'antesignana elettrica di Nissan
Prima ancora della Leaf, Nissan sperimenta la mobilità a zero emissioni proprio su base Prairie. La Prairie Joy EV, realizzata insieme a Sony a partire dai primi anni Novanta, viene proposta in leasing dal 1997 come uno dei primissimi veicoli elettrici al mondo dotati di batterie agli ioni di litio, tecnologia allora appena commercializzata.
Un esemplare venne impiegato dall'Istituto Nazionale di Ricerche Polari giapponese come veicolo di supporto presso una base artica in Norvegia, dove operò per sei anni consecutivi senza problemi tecnici, a testimonianza dell'affidabilità delle batterie al litio anche in condizioni estreme.
La Prairie oggi: rarità e mercato del collezionismo
Essendo stata distribuita in Europa solo per un periodo limitato e principalmente durante la prima generazione, la Prairie è oggi un modello raro sul mercato italiano ed europeo, ricercato più dagli appassionati di storia dell'automobile che dal grande pubblico dell'usato. Chi valuta un esemplare d'epoca deve mettere in conto la difficoltà nel reperire ricambi originali e una meccanica che, seppur semplice e robusta, riflette gli standard costruttivi di oltre trent'anni fa.









