Dalle origini Prince alla fusione con Nissan
La storia della Gloria inizia lontano dal marchio Nissan: il nome debutta nel 1959 sulla Prince Gloria BLSI, ammiraglia della Prince Motor Company costruita sulla stessa base della Prince Skyline. Nel 1966 Prince si fonde con Nissan e, a partire dalla terza generazione A30 del 1967, la Gloria diventa a tutti gli effetti un modello Nissan, pur mantenendo lo stile e l'impostazione ereditati dall'ex concorrente.
- La prima generazione richiamava lo stile automobilistico nordamericano dell'epoca, con paraurti pronunciati anteriori
- La seconda generazione, la S40, introdusse il primo motore sei cilindri di scuola Prince e uno dei primi propulsori SOHC a sei cilindri prodotti in serie in Giappone
- Con la A30 lo stile si avvicinò a quello della limousine Nissan Prince Royal, con una carrozzeria più lunga e squadrata
Anni di produzione
1959-2004
Undici generazioni in quasi mezzo secolo
Dal 1971 la Gloria viene sviluppata in coppia con la Cedric, condividendo pianale e meccanica ma restando distinta per stile e rete commerciale. Con la generazione 230 arriva nel 1972 la carrozzeria hardtop a quattro porte senza montante centrale, una soluzione che farà scuola tra le ammiraglie giapponesi per diversi decenni. Le generazioni 330 e 430 proseguono l'evoluzione stilistica, quest'ultima disegnata con la collaborazione di Pininfarina.
Il salto tecnologico più importante arriva con la settima generazione Y30 del 1983, che introduce il primo motore V6 di produzione giapponese e un sistema di sospensioni a regolazione attiva con sensori sonar. Le generazioni successive Y31, Y32, Y33 e Y34, prodotte tra il 1987 e il 2004, affinano il posizionamento executive della Gloria con motori V6 sempre più sofisticati, fino ai propulsori turbo e a iniezione diretta dell'ultima serie.
Modello sostitutivo
Nissan Fuga (dal 2004)
Motori e meccanica
Nel corso della sua storia la Gloria ha impiegato un ventaglio molto ampio di propulsori: dai quattro e sei cilindri in linea delle origini fino ai V6 della famiglia VG e, dagli anni Novanta, della più moderna famiglia VQ. Sulle ultime due generazioni, Y33 e Y34, hanno debuttato anche varianti turbocompresse e a iniezione diretta, capaci di erogare oltre 250 CV, oltre a un raro sei cilindri turbo RB25DET condiviso con la Skyline, disponibile anche con trazione integrale.
Meccanicamente la Gloria ha sempre privilegiato il comfort di marcia rispetto alla sportività pura, con sospensioni indipendenti su tutti e quattro gli angoli nelle generazioni più recenti e cambi automatici a 4 o 5 rapporti, affiancati nell'ultima serie da una trasmissione a variazione continua sulle versioni di punta.
La Gloria oggi: un'icona JDM per collezionisti
Non essendo mai stata distribuita ufficialmente fuori dal Giappone, la Gloria oggi è un'auto da import per appassionati di cultura automobilistica giapponese, in particolare le generazioni Y31-Y34 con motori V6 turbo, ricercate per l'estetica VIP e per la meccanica condivisa con modelli Nissan più diffusi come Maxima e 350Z.
Chi valuta un esemplare da importazione deve mettere in conto i rischi tipici di un'auto con decenni di vita alle spalle: corrosione della scocca, usura delle boccole delle sospensioni ed elettronica d'epoca da verificare con attenzione, a fronte di un fascino difficilmente eguagliabile tra le ammiraglie giapponesi del periodo.









