Scheda modello

Nissan Cherry

La Nissan Cherry è la compatta che nel 1970 ha inaugurato l'era della trazione anteriore per il marchio giapponese, evolvendosi in quattro generazioni fino al 1986.

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Perché sì

  • Tra le prime trazioni anteriori giapponesi, con buona maneggevolezza per l'epoca
  • Scocca robusta e resistente alla corrosione rispetto a molte concorrenti europee coeve
  • Ampia varietà di allestimenti e carrozzerie: berlina, coupé, wagon, hatchback
  • Gamma motori semplice ed economica da mantenere

Da valutare

  • Motorizzazioni di base poco brillanti in termini di potenza
  • Oggi è un'auto rara, con ricambistica difficile da reperire
  • La versione europea (Cherry Europe/Arna) fu penalizzata da un assemblaggio Alfa Romeo sotto le aspettative
  • Mercato del collezionismo di nicchia, con quotazioni e disponibilità molto variabili

In sintesi

Segmento
Utilitaria compatta
Carrozzeria
Berlina, coupé, station wagon, hatchback (a seconda della generazione)
Anni di produzione
1970 - 1986
Generazioni
4 (E10, F10/F-II, N10, N12)
Trazione
Anteriore
Motori
Benzina 988-1.488 cc (anche turbo); Diesel 1.681 cc su N12

Presentata in Giappone nell'ottobre 1970, la Nissan Cherry segna una svolta tecnica per la casa di Yokohama: è la prima vettura a trazione anteriore mai realizzata dal marchio, sviluppata sfruttando il know-how ereditato dalla fusione con Prince Motors del 1966. Il nome richiama il fiore di ciliegio, simbolo di giapponesità che il costruttore volle associare a un'utilitaria compatta, agile e curata nelle linee. Nell'arco di quindici anni la Cherry attraversa quattro generazioni, trasformandosi da berlina e coupé essenziali a hatchback più moderna, fino a intrecciare un capitolo particolare della storia industriale italiana con la joint venture che diede vita all'Alfa Romeo Arna.

Dalla fusione con Prince Motors alla prima trazione anteriore

La storia della Cherry nasce all'incrocio tra due eredità industriali: quella di Nissan e quella di Prince Motors, assorbita dalla casa di Yokohama nel 1966. Gran parte dello sviluppo del nuovo modello viene condotto da tecnici provenienti proprio da Prince, che portano in dote competenze utili a realizzare la prima Nissan con motore anteriore e trazione sulle ruote anteriori.

Presentata nell'ottobre 1970, la E10 debutta con una linea che Nissan definisce a capsula, caratterizzata da montanti posteriori inclinati a J. Il nome Cherry, ispirato al fiore di ciliegio, viene scelto per richiamare un'identità marcatamente giapponese. Sul piano meccanico la vettura adotta una sospensione indipendente su tutte e quattro le ruote, soluzione non scontata per una compatta dell'epoca, e propone due motori quattro cilindri della famiglia A-series, da 988 e 1.171 cc.

Motori

Benzina 988-1.488 cc (anche turbo); Diesel 1.681 cc su N12

Le generazioni successive: da F-II a Pulsar/Cherry

Nel 1974 arriva la seconda generazione, conosciuta in Giappone come F-II e negli Stati Uniti come Datsun F10: è la prima Nissan a trazione anteriore venduta sul mercato nordamericano. La gamma si arricchisce con il motore 1.397 cc e con un cambio semiautomatico Sportmatic, mentre le vendite, soprattutto in Europa, restano inferiori alle attese rispetto alla generazione precedente.

Il salto generazionale del 1978 porta con sé una scelta di denominazione particolare: in Giappone il modello diventa Pulsar, mentre in Europa mantiene il nome Cherry. Le linee più squadrate, in linea con le tendenze stilistiche di fine anni Settanta, contribuiscono al successo commerciale: nel 1981 la Cherry si aggiudica il titolo di auto straniera più venduta nel Regno Unito.

Anni di produzione

1970 - 1986

La quarta generazione e la parentesi Alfa Romeo Arna

Dal 1982 la Cherry cambia ancora pelle con la generazione N12, una hatchback a tre o cinque porte dal disegno più spigoloso, tipico dello stile Nissan dei primi anni Ottanta. La gamma motori comprende benzina da 988, 1.270 e 1.488 cc, quest'ultimo disponibile anche in versione turbo, oltre a un diesel da 1.681 cc.

È in questa fase che nasce l'accordo industriale con Alfa Romeo: la variante europea, denominata Cherry Europe, condivide meccanica e cassa con l'Alfa Romeo Arna, assemblata nello stabilimento di Pratola Serra. Il progetto univa telaio e componenti di carrozzeria giapponesi, apprezzati per la resistenza alla corrosione, a motore e trasmissione Alfa Romeo. Nonostante le buone intenzioni, la joint venture non ottiene il successo commerciale sperato e la collaborazione si chiude nel 1987.

Nissan Cherry oggi, tra eredità e collezionismo

Con la fine della produzione, il testimone passa a modelli come Nissan Pulsar a livello internazionale, Nissan Micra/March in Giappone e, per diversi mercati export, Nissan Sunny. La Cherry lascia comunque un'eredità precisa: aver introdotto Nissan al mondo della trazione anteriore, layout che sarebbe diventato lo standard per le utilitarie del marchio.

Oggi trovare una Cherry in buone condizioni non è semplice: la produzione risale a oltre quarant'anni fa e gli esemplari sopravvissuti sono rari, soprattutto fuori dal Giappone. Chi la cerca nel mercato del collezionismo apprezza la robustezza della scocca, spesso citata come punto di forza rispetto a molte concorrenti europee coeve, ma deve fare i conti con una reperibilità dei ricambi limitata.

Le generazioni della Cherry

16anni di storia

1970—19744 anni

Prima generazione – E10

Debutta nell'ottobre 1970 come prima Nissan a trazione anteriore, con motori benzina da 988 cc (A10) e 1.171 cc (A12) e carrozzerie berlina 2/4 porte, coupé e station wagon. La versione sportiva X-1, con doppio carburatore, raggiunge circa 80 CV.

1974—19784 anni

Seconda generazione – F10/F-II

Presentata nel 1974 come Cherry F-II in Giappone e Datsun F10 in Nord America, dove rappresenta la prima Nissan a trazione anteriore venduta sul mercato statunitense. Il motore 1.397 cc si aggiunge alla gamma già nota dalla E10, ed è disponibile anche un cambio semiautomatico Sportmatic.

1978—19824 anni

Terza generazione – N10

Lanciata nel 1978, viene commercializzata come Pulsar in Giappone e mantiene il nome Cherry in Europa, dove nel 1981 diventa l'auto straniera più venduta nel Regno Unito. Le linee più squadrate riflettono lo stile dell'epoca e la gamma comprende berlina, hatchback, coupé, van e wagon.

1982—19864 anni

Quarta generazione – N12

Ultima generazione, dal 1982, con carrozzeria hatchback a tre o cinque porte dal disegno più spigoloso. La gamma motori si amplia con il 1.270 cc, il 1.488 cc (anche in versione turbo) e un diesel 1.681 cc. In Europa nasce la variante Cherry Europe, alla base dell'Alfa Romeo Arna prodotta a Pratola Serra.

Domande frequenti sulla Cherry

Che cos'è la Nissan Cherry e quando è stata prodotta?

È una compatta prodotta da Nissan tra il 1970 e il 1986, nota soprattutto per essere stata la prima vettura del marchio giapponese con motore anteriore e trazione sulle ruote anteriori.

Quante generazioni ha avuto la Nissan Cherry?

Complessivamente quattro: E10 (1970-1974), F10/F-II (1974-1978), N10 (1978-1982) e N12 (1982-1986), quest'ultima commercializzata in Europa anche come Cherry Europe.

Che legame c'è tra la Nissan Cherry e l'Alfa Romeo Arna?

La versione europea della quarta generazione, la Cherry Europe, condivideva pianale e carrozzeria con l'Alfa Romeo Arna, frutto di un accordo industriale tra Nissan e Alfa Romeo che combinava componenti giapponesi e motore/trasmissione Alfa Romeo; la collaborazione terminò nel 1987.

Quali motori montava la Nissan Cherry?

Nel corso delle generazioni ha utilizzato diversi quattro cilindri benzina, da 988 cc fino a 1.488 cc, compresa una versione turbo sulla N12, oltre a un diesel 1.681 cc introdotto con l'ultima serie.

È possibile trovare oggi una Nissan Cherry usata?

Sì, ma con difficoltà: essendo un modello uscito di produzione da decenni, gli esemplari in buono stato sono rari e rivolti principalmente ad appassionati e collezionisti, con una reperibilità dei ricambi limitata.

Fonti

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