Scheda modello

Nissan Bluebird

La Nissan Bluebird è stata per oltre quarant'anni la berlina media di riferimento della casa di Yokohama: undici serie succedutesi dal 1957 al 2001, capaci di attraversare il passaggio dalla trazione posteriore a quella anteriore e di conquistare mercati che vanno dal Giappone all'Europa, fino all'Oceania e all'Africa.

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Perché sì

  • Meccanica semplice e robusta, con costi di manutenzione contenuti
  • Motori diffusi e ricambi relativamente facili da reperire anche a distanza di decenni
  • Buona resistenza a climi caldi e a un uso intensivo, apprezzata anche come vettura da taxi e da flotta
  • Eredità sportiva concreta, confermata dalle vittorie nei rally africani con la 1600 SSS
  • Gamma di carrozzerie ampia, tra berlina, coupé e station wagon, adatta a usi diversi

Da valutare

  • Sulle unità più datate la ruggine resta un problema diffuso, in particolare nei climi umidi
  • Negli esemplari più vecchi e percorsi possono emergere problemi all'impianto elettrico
  • Sulle prime serie con carburatore la messa a punto richiede una manutenzione più frequente
  • Fuori dal Giappone reperire ricambi per le generazioni precedenti agli anni Ottanta può risultare complicato

In sintesi

Segmento
Berlina media
Carrozzeria
Berlina, coupé, station wagon
Anni di produzione
1957-2001 in Giappone, fino al 2007 in Cina
Generazioni
11 serie
Trazione
Posteriore fino al 1983, poi anteriore
Paese di origine
Giappone
Modelli successori
Nissan Primera, Altima, Sylphy

Il nome Bluebird compare per la prima volta nel 1957 sulla Datsun 210, ma è con la serie 310 del 1959 che diventa un modello a sé stante, capace di imporsi come una delle berline più vendute del Giappone del periodo. Da lì in avanti la Bluebird accompagna la crescita di Nissan per undici generazioni, sfidando a lungo la Toyota Corona in quella che la stampa giapponese ha soprannominato la BC war, un duello a colpi di aggiornamenti tecnici e di vendite che attraversa gli anni Sessanta e Settanta. La serie 510 del 1967 e la sua variante sportiva 1600 SSS hanno scritto anche pagine di rally, con la vittoria assoluta al Safari Rally dell'Africa Orientale del 1970. Con la serie U11 del 1983 la Bluebird abbandona la trazione posteriore per quella anteriore, mentre la generazione T12/T72, costruita anche nel nuovo stabilimento Nissan di Sunderland, nel Regno Unito, tra il 1986 e il 1990, segna lo sbarco pieno del modello in Europa, Italia compresa. Le ultime serie, U12, U13 e U14, chiudono la storia del nome Bluebird in Giappone nel 2001, mentre in Cina la produzione prosegue fino al 2007 prima di lasciare il testimone a Primera, Altima e Sylphy.

La Bluebird e la BC war con la Toyota Corona

Fin dal debutto della serie 310, nel 1959, la Bluebird si trova a competere direttamente con la Toyota Corona in un confronto di vendite e tecnologia che i giornalisti giapponesi hanno ribattezzato BC war. Nissan vince la prima fase del duello grazie a soluzioni tecniche più avanzate, ma Toyota recupera terreno a metà anni Sessanta puntando su affidabilità e presenza nei mercati export. La risposta di Nissan arriva nel 1967 con la serie 510, capace di riportare la Bluebird al vertice delle vendite per diversi anni.

Anni di produzione

1957-2001 in Giappone, fino al 2007 in Cina

Dalla trazione posteriore a quella anteriore

Per le prime sei generazioni, dalla 310 alla 810, la Bluebird mantiene un layout classico a motore anteriore e trazione posteriore, con cilindrate comprese tra circa 1,0 e 2,4 litri e carrozzerie declinate in berlina, coupé hardtop e station wagon.

  • Serie 910 (1979-1983): ultima Bluebird a trazione posteriore, prodotta anche in Australia e Taiwan
  • Serie U11 (1983-1986): prima generazione a trazione anteriore
  • Serie U12 (1991-1995): disponibile anche con trazione integrale, venduta negli Stati Uniti come base della Nissan Altima

Il passaggio alla trazione anteriore segna un cambio di impostazione tecnica che accompagna la Bluebird fino alla fine della sua storia.

Trazione

Posteriore fino al 1983, poi anteriore

L'arrivo in Europa e lo stabilimento di Sunderland

Negli anni Ottanta la Bluebird diventa un modello chiave per l'espansione europea di Nissan. La generazione T12/T72, oltre a essere importata in diversi mercati del continente, viene costruita anche nel nuovo stabilimento britannico di Sunderland tra il 1986 e il 1990: è la prima vettura mai assemblata in quella fabbrica, che negli anni successivi diventerà uno dei poli produttivi più importanti di Nissan in Europa.

La Bluebird nei rally

Al di là dell'uso quotidiano, la Bluebird ha una storia sportiva concreta. La versione 1600 SSS, basata sulla serie 510, si è imposta nel 1970 al Safari Rally dell'Africa Orientale conquistando i titoli assoluto, di classe e a squadre, dopo diversi tentativi negli anni precedenti. Un risultato che ha contribuito a costruire la reputazione di robustezza del modello, soprattutto nei mercati africani dove la Bluebird è rimasta diffusa a lungo anche come vettura commerciale.

Le generazioni della Bluebird

39anni di storia

1959—19634 anni

310

Prima generazione a portare ufficialmente il nome Bluebird, disponibile in berlina e station wagon, diffusa anche in Nuova Zelanda, Australia, Sudafrica, Corea e Taiwan.

1963—19674 anni

410

Aggiunge la variante coupé a due porte e il furgone; è il primo modello Nissan a essere costruito anche fuori dal Giappone, in Messico.

1967—19725 anni

510

Generazione che riporta la Bluebird davanti alla Corona nella BC war, celebre anche per le vittorie sportive della versione 1600 SSS.

1971—19798 anni

610/810

Due generazioni successive dallo stile progressivamente più arrotondato e poi più conservativo, con motori a quattro e sei cilindri fino a 2,0 litri; l'810 viene esportata anche come 160B, 180B e 200B.

1979—19834 anni

910

Ultima Bluebird a trazione posteriore, prodotta anche in Australia fino al 1986 e protagonista di corse turismo come il Bathurst 1000.

1983—19863 anni

U11

Prima generazione a trazione anteriore, con debutto della carrozzeria berlina moderna a linee squadrate.

1986—19915 anni

T12/T72

Generazione costruita anche nello stabilimento Nissan di Sunderland, nel Regno Unito, e punto di riferimento della Bluebird in Europa.

1991—19954 anni

U12

Ultima Bluebird venduta con marchio Nissan negli Stati Uniti, dove la piattaforma dà origine alla Nissan Altima.

1995—19983 anni

U13

Generazione a trazione anteriore che anticipa l'impostazione della futura Primera, destinata a raccoglierne l'eredità in Europa.

Domande frequenti sulla Bluebird

Quando è nata la Nissan Bluebird?

Il nome Bluebird compare nel 1957 sulla Datsun 210, ma diventa un modello a sé stante nel 1959 con la serie 310, considerata la prima vera Bluebird.

Che differenza c'è tra Datsun Bluebird e Nissan Bluebird?

Fino agli anni Ottanta il modello era commercializzato con il marchio Datsun; dalla generazione U11 del 1983, la prima a trazione anteriore, il modello passa al marchio Nissan.

La Bluebird è stata venduta anche in Italia?

Sì, negli anni Ottanta la Bluebird è stata importata anche in Italia, in particolare nelle generazioni U11 e T12/T72 costruite tra Giappone e stabilimento britannico di Sunderland.

Qual è il successo sportivo più importante della Bluebird?

La vittoria assoluta al Safari Rally dell'Africa Orientale del 1970 con la versione 1600 SSS, basata sulla generazione 510.

Quando è finita la produzione della Bluebird?

In Giappone la Bluebird esce di produzione nel 2001 con la generazione U14, sostituita da Primera, Altima e Sylphy; in Cina la produzione dell'ultima serie prosegue fino al 2007.

Fonti

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