La Bluebird e la BC war con la Toyota Corona
Fin dal debutto della serie 310, nel 1959, la Bluebird si trova a competere direttamente con la Toyota Corona in un confronto di vendite e tecnologia che i giornalisti giapponesi hanno ribattezzato BC war. Nissan vince la prima fase del duello grazie a soluzioni tecniche più avanzate, ma Toyota recupera terreno a metà anni Sessanta puntando su affidabilità e presenza nei mercati export. La risposta di Nissan arriva nel 1967 con la serie 510, capace di riportare la Bluebird al vertice delle vendite per diversi anni.
Anni di produzione
1957-2001 in Giappone, fino al 2007 in Cina
Dalla trazione posteriore a quella anteriore
Per le prime sei generazioni, dalla 310 alla 810, la Bluebird mantiene un layout classico a motore anteriore e trazione posteriore, con cilindrate comprese tra circa 1,0 e 2,4 litri e carrozzerie declinate in berlina, coupé hardtop e station wagon.
- Serie 910 (1979-1983): ultima Bluebird a trazione posteriore, prodotta anche in Australia e Taiwan
- Serie U11 (1983-1986): prima generazione a trazione anteriore
- Serie U12 (1991-1995): disponibile anche con trazione integrale, venduta negli Stati Uniti come base della Nissan Altima
Il passaggio alla trazione anteriore segna un cambio di impostazione tecnica che accompagna la Bluebird fino alla fine della sua storia.
Trazione
Posteriore fino al 1983, poi anteriore
L'arrivo in Europa e lo stabilimento di Sunderland
Negli anni Ottanta la Bluebird diventa un modello chiave per l'espansione europea di Nissan. La generazione T12/T72, oltre a essere importata in diversi mercati del continente, viene costruita anche nel nuovo stabilimento britannico di Sunderland tra il 1986 e il 1990: è la prima vettura mai assemblata in quella fabbrica, che negli anni successivi diventerà uno dei poli produttivi più importanti di Nissan in Europa.
La Bluebird nei rally
Al di là dell'uso quotidiano, la Bluebird ha una storia sportiva concreta. La versione 1600 SSS, basata sulla serie 510, si è imposta nel 1970 al Safari Rally dell'Africa Orientale conquistando i titoli assoluto, di classe e a squadre, dopo diversi tentativi negli anni precedenti. Un risultato che ha contribuito a costruire la reputazione di robustezza del modello, soprattutto nei mercati africani dove la Bluebird è rimasta diffusa a lungo anche come vettura commerciale.









