Un'idea semplice: la Almera in versione monovolume
La Almera Tino nasce da un ragionamento diretto: prendere la piattaforma della Almera di seconda generazione, allungarne l'abitacolo in altezza e trasformarla in una monovolume compatta senza stravolgerne la meccanica. Il risultato è una vettura pensata per famiglie e per chi cerca spazio e praticità senza rinunciare alle dimensioni gestibili di una compatta.
- Pianale condiviso con la Nissan Almera di seconda generazione
- Carrozzeria a portellone con tetto rialzato per privilegiare l'abitabilità
- Vano bagagli ampio e configurabile grazie ai sedili posteriori abbattibili
Motorizzazioni benzina
1.8 (114-122 CV) e 2.0 (136 CV)
Le motorizzazioni disponibili
La gamma motori della Almera Tino comprende propulsori a benzina e turbodiesel, coerenti con la meccanica della Almera berlina.
- 1.8 benzina (QG18DE): circa 114-122 CV, il propulsore d'ingresso più diffuso
- 2.0 benzina (SR20DE): 136 CV, la scelta più brillante della gamma
- 2.2 turbodiesel Di: 114 CV, disponibile fino al restyling del 2003
- 2.2 dCi common rail: introdotto nel 2003, da 112 a 136 CV a seconda dell'allestimento
In Giappone fu inoltre commercializzata, in tiratura molto limitata, una versione ibrida basata sul 1.8 benzina abbinato a un motore elettrico.
Motorizzazioni diesel
2.2 Di (114 CV) e 2.2 dCi common rail (112-136 CV)
Il restyling del 2003
A inizio 2003 la Almera Tino europea riceve un aggiornamento che riguarda soprattutto l'abitacolo e la meccanica del diesel. Il volante e la strumentazione vengono ridisegnati, mentre il motore turbodiesel adotta l'iniezione common rail, più moderna e silenziosa rispetto al precedente sistema a iniezione diretta, cambiando sigla da Di a dCi.
Bagagliaio
440-1.950 litri a sedili abbattuti
Affidabilità e mercato dell'usato
Sul mercato dell'usato la Almera Tino gode di una reputazione solida sotto il profilo dell'affidabilità meccanica, con numerose testimonianze di esemplari che superano i 200.000 km con interventi di manutenzione ordinaria limitati. Il punto debole più segnalato riguarda l'assetto, tarato in modo morbido e quindi soggetto a rollio più marcato nella guida sportiva, aspetto tuttavia coerente con la vocazione familiare della vettura.









