Dalla Silvia al badge 200SX: una storia lunga sei generazioni
Tra il 1975 e il 2002 Nissan ha commercializzato sui mercati d'esportazione, con il nome 200SX, la coupé che in Giappone porta invece il nome Silvia. Le prime due generazioni, denominate internamente S10 e S110, sono vendute come 200SX soprattutto in Nord America tra gli anni Settanta e i primi anni Ottanta, seguite dalla terza serie S12 (1984-1989).
È con la quarta generazione, la S13 lanciata nel 1989, che il badge 200SX arriva anche in Europa, oltre che a Hong Kong, Thailandia, Sudafrica e Nuova Zelanda. Le due generazioni successive completano la storia del nome: la S14 (1993-inizio anni 2000, venduta anche in Europa) e la S15 (1999-2002), quest'ultima riservata esclusivamente ai mercati di Australia e Nuova Zelanda e mai importata ufficialmente in Europa. Negli Stati Uniti e in Canada, tra il 1995 e il 1998, il nome 200SX viene inoltre riutilizzato per una vettura di tutt'altra natura: la compatta Nissan Lucino in versione coupé, priva della meccanica a trazione posteriore delle Silvia-based.
Motori principali
4 cilindri turbo 1.8-2.0 litri (CA18DET, SR20DET)
S13 e S14: le due generazioni vendute in Europa
La S13, proposta in Europa dal 1989, si distingue dalla Silvia giapponese per i fari a scomparsa, mentre in Giappone la stessa generazione monta fari fissi. Le dimensioni della coupé europea si attestano attorno a 4,52 m di lunghezza, 1,69 m di larghezza e 1,29 m di altezza, con un passo di 2,48 m e un peso a vuoto di poco superiore ai 1.300 kg. La gamma motori parte dai quattro cilindri CA18DE aspirato e CA18DET turbo, poi sostituiti in corso di produzione dai più moderni SR20DE e SR20DET.
Nel 1994 la S14 prende il posto della S13 anche sui listini europei, con linee più morbide e una carreggiata allargata per migliorare la stabilità. Nel 1996 il modello riceve un restyling (noto come S14a) con gruppi ottici più piatti, un nuovo paraurti anteriore, uno spoiler posteriore aggiuntivo e una turbina a cuscinetti a sfera. La produzione europea della S14 prosegue fino a fine anni Novanta, in alcuni mercati fino al 2000.
Potenza massima
Fino a 200 CV (SR20DET)
Motori e prestazioni
- CA18DET 1.8 turbo (S13, versione europea): 1.809 cc, 126 kW/171 CV a 6.400 giri, 228 Nm di coppia, 0-100 km/h in 7,3 secondi, velocità massima di 225 km/h, abbinato a cambio manuale a 5 marce e trazione posteriore.
- SR20DET 2.0 turbo (S14): 1.998 cc, 16 valvole, circa 200 CV (147 kW) a 6.400 giri e 265 Nm di coppia, per uno 0-100 km/h in 7,5 secondi e una velocità massima di 235 km/h.
- Accanto alle versioni turbo, la gamma comprendeva anche declinazioni aspirate (CA18DE e SR20DE) destinate agli allestimenti di accesso.
Anni di produzione
1975-2002 (a seconda del mercato)
Il debutto nel motorsport e la nascita del mito drift
Ancor prima di arrivare in Europa con il nome 200SX, la Silvia si era fatta conoscere nel motorsport internazionale: al 36° Safari Rally del 1988, un esemplare spinto dal V6 3.0 VG30E da circa 250 CV a 7.000 giri, guidato da Mike Kirkland, ha chiuso 2° assoluto vincendo anche la classe A4 (oltre 2.000 cc, trazione a due ruote motrici), in un'edizione durissima conclusa da sole 14 vetture.
Negli anni successivi, grazie al retrotreno bilanciato e al motore SR20DET facilmente elaborabile, la 200SX/Silvia è diventata una delle vetture di riferimento per la cultura del drifting nata in Giappone, affermandosi come base privilegiata per l'elaborazione amatoriale e le competizioni di derapata controllata.
Vendita in Europa
1989-2000 circa, generazioni S13 e S14
Affidabilità, punti deboli e mercato dell'usato
Il motore SR20DET è considerato robusto se sottoposto a manutenzione regolare, ma sugli esemplari più datati sono frequenti problemi legati all'usura della turbina e delle relative guarnizioni, perdite dai collettori di scarico e rumorosità del sistema di fasatura variabile in caso di cambi olio trascurati. La carrozzeria, inoltre, può presentare corrosione su passaruota, minigonne e pianale se non è stata trattata adeguatamente nel tempo.
Sul mercato dell'usato gli esemplari rimasti allo stato originale, soprattutto con cambio manuale, sono diventati rari: la maggior parte delle vetture in circolazione ha subito interventi di elaborazione, mentre le versioni più ricercate delle ultime serie hanno visto le quotazioni salire negli anni per effetto dell'interesse dei collezionisti e degli appassionati di tuning.









