Un progetto nato dalla collaborazione tra Morgan e Riversimple
La LIFEcar non nasce come iniziativa interna a Morgan, ma come frutto di una partnership tecnologica con Riversimple, società fondata dall'ingegnere Hugo Spowers con l'obiettivo di eliminare l'impatto ambientale della mobilità individuale.
- Annuncio del progetto nell'autunno 2006
- Sviluppo della cella a combustibile PEM affidato a QinetiQ
- Contributo scientifico di Cranfield University e University of Oxford
- Supporto tramite finanziamenti governativi britannici
Il telaio scelto come base è quello della Aero 8, con la tradizionale struttura in legno di frassino che da sempre caratterizza la produzione Morgan, qui adattata per ospitare un impianto propulsivo del tutto inedito.
Potenza cella a combustibile
Circa 22 kW (30 CV)
La tecnologia: cella a combustibile e ultracapacitori
Il cuore della LIFEcar è una cella a combustibile a idrogeno a membrana a scambio protonico sviluppata da QinetiQ, capace di generare circa 22 kW di elettricità con acqua e calore come unici sottoprodotti. L'energia alimenta quattro motori elettrici, uno per ciascuna ruota, garantendo la trazione integrale.
Al posto delle batterie tradizionali, il progetto adotta ultracapacitori ad alta velocità di trasferimento, pensati per immagazzinare e restituire rapidamente l'energia recuperata in frenata, con l'obiettivo dichiarato di recuperare una quota di energia nettamente superiore rispetto ai sistemi ibridi convenzionali dell'epoca.
Velocità massima
Circa 90 mph (145 km/h)
Prestazioni e filosofia di leggerezza
Con un peso a vuoto di circa 650 kg, la LIFEcar punta tutto sul rapporto peso-potenza piuttosto che sulla potenza assoluta. Le fonti dell'epoca riportano un'accelerazione da 0 a 60 mph in circa 7,5 secondi e una velocità massima nell'ordine dei 90 mph, ottenute sfruttando in larga parte l'energia rigenerata in frenata.
L'efficienza energetica complessiva viene paragonata a un consumo equivalente di circa 150 miglia per gallone di carburante convenzionale, con un'autonomia stimata tra le 200 e le 250 miglia a seconda dell'utilizzo.
Autonomia dichiarata
200-250 miglia (circa 320-400 km)
Cosa resta oggi del progetto
La LIFEcar è rimasta un esemplare dimostrativo, mai trasformato in un modello di serie Morgan. Il percorso di ricerca avviato con Riversimple si è successivamente allontanato dall'architettura originaria a sola cella a combustibile, orientandosi verso una soluzione ibrida con un'autonomia in modalità elettrica di circa 15 miglia, prima di proseguire come progetto autonomo della stessa Riversimple al di fuori del perimetro Morgan.
Per il marchio di Malvern Link la LIFEcar resta comunque un capitolo significativo: la dimostrazione che il telaio in frassino, simbolo della tradizione artigianale Morgan, poteva convivere con una delle tecnologie propulsive più avanzate del suo tempo.

