Motore turbo e meccanica a trazione posteriore
Il cuore della Starion è il quattro cilindri G63B da 2.0 litri, sovralimentato da un turbocompressore Mitsubishi e abbinato all'iniezione elettronica, una combinazione ancora rara sulle sportive giapponesi del periodo. A seconda del mercato e dell'allestimento, la potenza varia indicativamente tra i 145 e i 200 CV, con la variante più spinta nota in Giappone come DASH a testata a 12 valvole. Per i mercati nordamericano ed europeo viene affiancato in seguito il G54B da 2.6 litri, pensato per offrire più coppia a bassi regimi.
Il cambio è manuale a 5 rapporti oppure automatico a 4 marce, mentre l'impianto frenante utilizza dischi ventilati su tutte e quattro le ruote. Le sospensioni indipendenti, con schema McPherson e barre antirollio anteriore e posteriore, insieme a un elevato angolo di caster, sono state sviluppate per garantire stabilità direzionale anche a velocità sostenute.
Motore
4 cilindri turbo, 2.0 o 2.6 litri
Narrowbody e widebody: due fisionomie per un'unica generazione
La Starion non ha mai avuto un vero cambio generazionale, ma nel corso della produzione la carrozzeria si è evoluta in modo significativo. Fino alla metà del 1985 la vettura mantiene una carreggiata stretta, la cosiddetta narrowbody, pensata anche per rientrare nei limiti dimensionali della tassazione giapponese. Dal 1986 arriva invece la versione widebody, con parafanghi allargati, carreggiata maggiorata e assetto rivisto per sfruttare meglio la potenza dei motori più prestazionali, pur a scapito di un peso leggermente superiore.
Potenza
Da circa 145 a 200 CV a seconda della versione
Un nome per ogni mercato
- Giappone: sigle GX, GSR-I/II/III/X e le evoluzioni DASH e GSR-VR widebody
- Nord America: Mitsubishi Starion nelle varianti Base, LS, LE, ES, ESI ed ESI-R, affiancata dai gemelli a marchio Chrysler, Dodge e Plymouth venduti come Conquest
- Europa: allestimenti EX, EX II e Turbo
- Australia: serie JA, JB e JD
Questa strategia di badge engineering, tipica dell'epoca, ha permesso alla Starion di raggiungere pubblici molto diversi mantenendo la stessa base meccanica.
Anni di produzione
1982-1989
Un passato da corsa
La Starion si è fatta apprezzare anche in pista, con risultati di rilievo nelle gare Gruppo A e Gruppo N e in eventi di durata come le 24 Ore di Nelson Ledges nel campionato SCCA statunitense, vinte più volte a metà degli anni Ottanta. Il reparto competizioni Mitsubishi ha inoltre sviluppato un prototipo a trazione integrale pensato per il Gruppo B rally, che però non ha mai raggiunto l'omologazione né il debutto competitivo.
La Starion oggi: dal listino al mercato dei collezionisti
Uscita di produzione nel 1989, la Starion è oggi un'auto da collezione con una nicchia di appassionati fedele. Chi valuta l'acquisto di un esemplare usato deve prestare particolare attenzione alla corrosione, specie sui passaruota posteriori delle versioni widebody, e allo stato del gruppo turbo, che necessita di cambi olio ravvicinati per evitare depositi e usura precoce. La relativa rarità del modello rende inoltre più complesso il reperimento di ricambi di carrozzeria originali. Sul mercato internazionale delle auto d'epoca le quotazioni restano comunque contenute rispetto ad altre sportive giapponesi coeve, pur con punte più alte per gli esemplari meglio conservati o più rari.









