Dal prototipo SSW alla Chariot: la nascita di un pioniere
Tutto comincia al Salone di Tokyo del 1979, quando Mitsubishi presenta la concept car SSW (Super Space Wagon), capace di suscitare un interesse tale da convincere la casa a trasformarla in un prodotto di serie. Nel febbraio 1983 nasce così la Chariot, uno dei primi minivan a tre file di sedili mai realizzati, il cui nome richiama i carri da battaglia dell'antica Grecia e Roma.
Sui mercati export, Europa compresa, il modello viene ribattezzato Space Wagon, mentre in altre aree del mondo assume i nomi di Nimbus, Expo o Colt Vista; in Asia viene inoltre prodotto su licenza come Hyundai Santamo.
Anni di produzione
1983 - 2003
Tre generazioni, una filosofia di spazio in crescita
La prima serie, in produzione dal 1983 al 1991, si presenta con dimensioni compatte per lo standard odierno e una selezione della trazione 2WD/4WD tramite pulsante, introdotta con la versione 2.0 litri del giugno 1984. La seconda generazione, lanciata nell'ottobre 1991, cresce in lunghezza pur restando nella categoria delle compatte giapponesi e amplia la gamma motori.
La svolta più netta arriva con la terza generazione, presentata il 17 ottobre 1997 e ribattezzata in Giappone Chariot Grandis: la vettura abbandona il telaio a longheroni per una scocca portante con struttura di sicurezza RISE, cresce fino a superare i 4,6 metri di lunghezza e viene proposta anche con motore V6. La produzione si chiude il 14 maggio 2003, per lasciare spazio alla Mitsubishi Grandis.
Motori e trazione integrale
Nel corso della sua storia la Space Wagon ha adottato diverse motorizzazioni a quattro cilindri, sia a benzina sia turbodiesel. La seconda generazione, ad esempio, ha offerto propulsori diesel da 1,8 e 2,0 litri con potenze comprese tra 75 e 82 CV.
Sulla terza generazione, quella arrivata in Italia con maggiore diffusione, l'unico motore proposto sul nostro mercato è il 2.4 GDI a iniezione diretta di benzina, un bialbero quattro cilindri di 2.351 cc da 150 CV a 5.500 giri e 226 Nm di coppia. Il propulsore può essere abbinato a un cambio manuale a 5 rapporti o a un automatico INVECS-II a 4 rapporti con autoapprendimento elettronico. La trazione può essere anteriore oppure integrale permanente, con giunto viscoso e ripartizione 50:50 in condizioni di normale aderenza; le prestazioni dichiarate per la versione manuale a trazione anteriore sono 190 km/h di velocità massima e 0-100 km/h in 10,7 secondi.
Abitabilità e vita di bordo
- Abitacolo ampio e luminoso, configurabile in 6 o 7 posti
- Sedili di seconda fila scorrevoli, che agevolano l'accesso alla terza
- Capacità di carico espandibile fino a 1.930 litri ripiegando i sedili posteriori
- Sedili regolabili con poggiatesta anatomici, pensati per il comfort nei lunghi viaggi
- Bagagliaio limitato a 240 litri a pieno carico, con tutti i posti occupati
Le sospensioni, tarate su un comfort da vero e proprio ammiraglia di famiglia, privilegiano la morbidezza rispetto alla guida sportiva, con un rollio più accentuato nelle manovre brusche.
La Space Wagon oggi: il mercato dell'usato
Sul mercato dell'usato la Space Wagon rimane una scelta di nicchia rispetto alle monovolume europee coeve, complice anche l'assenza di un turbodiesel sulla terza generazione venduta in Italia, elemento che all'epoca ne limitò la diffusione rispetto alla concorrenza. Chi cerca oggi un esemplare tende a orientarsi principalmente sulla versione 2.4 GDI, apprezzata per la silenziosità del motore e la ricca dotazione di serie delle allestimenti di punta.









