Scheda modello

Mitsubishi Sapporo

La Mitsubishi Sapporo è una vettura hardtop di fascia alta prodotta tra la fine degli anni Settanta e il 1990, disponibile prima come coupé a trazione posteriore e poi come berlina a trazione anteriore, entrambe prive del montante centrale.

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Perché sì

  • Carrozzeria hardtop 'pillarless', senza montante centrale, rara e distintiva per l'epoca
  • Ampia scelta di motorizzazioni nella prima generazione, dal 1.6 aspirato al 2.6 con turbodiesel
  • Tecnologia Silent Shaft sui motori più grandi per ridurre le vibrazioni
  • Sospensione posteriore indipendente sulle versioni turbo GSR di prima generazione
  • Oggi è un'auto rara e ricercata dagli appassionati di classiche giapponesi

Da valutare

  • Passaggio dalla trazione posteriore a quella anteriore che ha spezzato la continuità tecnica tra le due generazioni
  • Seconda generazione con gamma motori più limitata rispetto alla prima
  • Diffusione commerciale ridotta rispetto alla Galant berlina, con reperibilità di ricambi oggi difficile
  • Carriera relativamente breve, chiusa nel 1990 dopo appena due cicli generazionali

In sintesi

Segmento
Coupé/berlina hardtop di fascia alta
Carrozzeria
Coupé a 2 porte (I gen.) / berlina a 4 porte (II gen.), entrambe hardtop senza montante centrale
Anni di produzione
1978-1984 (I gen.) e 1987-1990 (II gen.)
Trazione
Posteriore (I gen.), anteriore (II gen.)
Motorizzazioni
Benzina 1.6-2.6, turbo 2.0, turbodiesel 2.3 (I gen.); benzina 2.0 e 2.4 Sirius (II gen.)
Cambio
Manuale a 5 rapporti o automatico a 3 rapporti
Nomi alternativi
Galant Lambda (Giappone), Dodge Challenger e Plymouth Sapporo (USA), Chrysler/Mitsubishi Scorpion (Australia)
Modello sostitutivo
Mitsubishi Sigma/Diamante

Il nome Sapporo compare per la prima volta nel 1978 sui mercati europei e sudamericani per indicare la versione export del coupé che in Giappone veniva chiamato Galant Lambda, una due porte hardtop a trazione posteriore derivata dalla terza generazione della Galant. La scelta del nome, ispirato alla città giapponese che nel 1972 aveva ospitato le Olimpiadi invernali, rispondeva all'esigenza di dare al modello un'immagine internazionale e moderna. Negli Stati Uniti la stessa vettura fu commercializzata con marchi Chrysler, come Dodge Challenger e Plymouth Sapporo, mentre in Australia circolò come Chrysler/Mitsubishi Scorpion. Dopo lo stop del 1984, la sigla Sapporo tornò nel 1987, questa volta applicata alla versione hardtop a quattro porte della quinta generazione Galant, ormai a trazione anteriore, riservata al solo mercato europeo fino al 1990, anno in cui la gamma hardtop lasciò il posto ai modelli Sigma e Diamante.

Prima generazione (1978-1984): il coupé a trazione posteriore

La prima Sapporo nasce come variante coupé della terza generazione Galant, con carrozzeria hardtop a due porte priva di montante centrale, una soluzione stilistica che all'epoca conferiva alla vettura un profilo elegante e filante. La gamma motori copriva un ampio ventaglio di cilindrate: si andava dal quattro cilindri 1.6 fino al 2.6 litri, passando per un 2.0 turbo e un 2.3 turbodiesel, quest'ultimo raro per una vettura di questo segmento nel periodo.

  • Il motore 2.6 litri adottava la tecnologia Silent Shaft, alberi di equilibratura pensati per ridurre le vibrazioni tipiche dei quattro cilindri di grossa cilindrata.
  • La versione turbo GSR si distingueva per la sospensione posteriore indipendente, una raffinatezza meccanica non comune sulle coupé generaliste dell'epoca.
  • Nel 1980 il modello ricevette un restyling che ne aggiornò lo stile senza stravolgerne l'impostazione.

Fuori dal Giappone e dall'Europa la vettura ebbe una vita parallela sotto altri marchi: negli Stati Uniti fu venduta con i badge Dodge Challenger e Plymouth Sapporo grazie all'accordo commerciale tra Mitsubishi e Chrysler, mentre in Australia circolò come Chrysler/Mitsubishi Scorpion.

Anni di produzione

1978-1984 (I gen.) e 1987-1990 (II gen.)

Seconda generazione (1987-1990): la berlina hardtop a trazione anteriore

Dopo alcuni anni di assenza, il nome Sapporo torna nel 1987 su una vettura profondamente diversa dalla prima: una berlina hardtop a quattro porte, sempre priva di montante centrale, basata sulla quinta generazione della Galant e questa volta a trazione anteriore. Il modello era destinato esclusivamente al mercato europeo e rappresentava il vertice di gamma prima dell'arrivo di Sigma e Diamante.

La motorizzazione principale era il quattro cilindri 2.4 litri Sirius, capace di 129 CV a 5.000 giri (124 CV nella versione catalizzata), affiancato da un'unità 2.0 litri per i mercati con fiscalità più favorevole alle cilindrate contenute. L'assetto adottava sospensioni anteriori a ruote indipendenti tipo McPherson e un retrotreno a ponte torcente, una configurazione più orientata al comfort che alla sportività, coerente con il posizionamento da berlina di rappresentanza.

Uno stile hardtop fuori dal comune

Il tratto che unisce le due generazioni Sapporo è la carrozzeria hardtop senza montante centrale, con i finestrini che si abbassano completamente lasciando un fianco libero da ingombri quando i cristalli sono aperti. Una soluzione affascinante dal punto di vista estetico, all'epoca utilizzata da diversi costruttori giapponesi per differenziare le versioni di punta della gamma dalle berline tradizionali, ma più complessa e costosa da realizzare rispetto a una carrozzeria con montante.

La fine della gamma e l'eredità odierna

Nel 1990 la produzione della Sapporo si ferma definitivamente: Mitsubishi decide di concentrare l'offerta di fascia alta sui nuovi modelli Sigma e Diamante, più moderni e meglio allineati alle esigenze del mercato europeo dell'epoca. Oggi la Sapporo, in entrambe le sue generazioni, è un'auto rara sulle strade e ricercata dal collezionismo di vetture giapponesi classiche, complice anche la scarsità di ricambi originali ancora reperibili.

Le generazioni della Sapporo

12anni di storia

1978—19846 anni

Sapporo I

Coupé hardtop a due porte a trazione posteriore, versione export della Galant Lambda giapponese. Gamma motori da 1.6 a 2.6 litri, con varianti turbo benzina e turbodiesel. Restyling nel 1980. Venduta negli USA come Dodge Challenger e Plymouth Sapporo, in Australia come Chrysler/Mitsubishi Scorpion.

1987—19903 anni

Sapporo II

Berlina hardtop a quattro porte a trazione anteriore, basata sulla quinta generazione Galant, riservata al mercato europeo. Motore principale 2.4 Sirius da 129 CV, affiancato da un'unità 2.0 litri. Sostituita nel 1990 da Sigma e Diamante.

Domande frequenti sulla Sapporo

Che cos'è la Mitsubishi Sapporo?

È il nome commerciale usato da Mitsubishi in Europa e Sud America per due vetture hardtop di fascia alta prodotte tra il 1978 e il 1990: prima un coupé a trazione posteriore, poi una berlina a trazione anteriore, entrambe senza montante centrale.

Perché il modello si chiama Sapporo?

Il nome deriva dalla città giapponese di Sapporo, che nel 1972 aveva ospitato i Giochi olimpici invernali, scelta per dare al modello destinato all'esportazione un'immagine internazionale e riconoscibile.

Con quali altri nomi è stata venduta la Sapporo?

In Giappone la prima generazione era chiamata Galant Lambda, negli Stati Uniti la stessa vettura fu commercializzata come Dodge Challenger e Plymouth Sapporo, mentre in Australia circolò come Chrysler/Mitsubishi Scorpion.

Che differenza c'è tra le due generazioni della Sapporo?

La prima generazione (1978-1984) era un coupé a due porte a trazione posteriore con una vasta gamma di motori, inclusi turbo e turbodiesel. La seconda (1987-1990) era invece una berlina a quattro porte a trazione anteriore, riservata al mercato europeo e disponibile solo con motori 2.0 e 2.4 litri.

Con cosa è stata sostituita la Mitsubishi Sapporo?

Dopo la fine della produzione nel 1990, il ruolo di ammiraglia hardtop di Mitsubishi passò ai modelli Sigma e Diamante.

Fonti

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