Scheda modello

Mitsubishi Diamante

La Mitsubishi Diamante è stata la berlina ammiraglia della casa giapponese, prodotta dal 1990 al 2005 e pensata per portare tecnologia, comfort e motori V6 ai vertici della gamma Mitsubishi, soprattutto sui mercati di Giappone e Stati Uniti.

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Perché sì

  • Comfort di marcia elevato, con sedili avvolgenti e buon isolamento dagli urti
  • Abitacolo spazioso, adatto sia ai passeggeri che al carico bagagli
  • Dotazioni tecnologiche avanzate per l'epoca, come lo sterzo alle quattro ruote e il controllo di trazione TCL
  • Motorizzazioni V6 di seconda generazione brillanti, in particolare la 3.0 MIVEC da 270 CV
  • Buone prestazioni in accelerazione rispetto alle rivali dell'epoca

Da valutare

  • Consumi non contenuti, soprattutto nell'uso urbano
  • Alcuni esemplari soggetti a difetti di qualità, come vibrazioni negli interni e corrosione della carrozzeria
  • Mai commercializzata ufficialmente in Italia e in gran parte d'Europa, dove circolava con il nome Sigma: oggi è un'auto rarissima e priva di rete di assistenza dedicata
  • Gamma motori e allestimenti differenziata per mercato, il che rende complesso reperire informazioni e ricambi certi per gli esemplari di importazione

In sintesi

Segmento
Berlina di lusso (executive)
Carrozzeria
Berlina quattro porte, con derivate wagon in alcuni mercati
Anni di produzione
1990-2005
Generazioni
2
Motorizzazioni
V6 benzina da 2.0 a 3.5 litri
Trazione
Anteriore, integrale su alcune versioni
Mercati principali
Giappone e Stati Uniti (come Diamante); Australia e Nuova Zelanda come Magna/Verada; Europa come Sigma
Vendita in Italia
Non commercializzata ufficialmente con il nome Diamante

Presentata come concept al Tokyo Motor Show del 1989 e messa in vendita in Giappone da maggio 1990, la Diamante nacque per dare a Mitsubishi una vera ammiraglia in grado di competere con le berline di lusso giapponesi rivali. La base tecnica derivava dalla Galant, allargata di 6,6 cm al centro della scocca per guadagnare spazio e un impianto stilistico più imponente. Il nome, che in spagnolo, portoghese e italiano significa diamante, richiamava direttamente il logo Mitsubishi composto da tre rombi. Già nel suo primo anno di vita la Diamante conquistò il premio Japan Car of the Year, confermando l'ambizione del progetto.

Le origini e il debutto giapponese

La Diamante debuttò come hardtop a quattro porte, una configurazione senza montante centrale molto in voga in Giappone negli anni Novanta, pensata per dare slancio stilistico alla carrozzeria. Il progetto condivideva pianale e meccanica con la Galant, ma con carreggiate più larghe e un impianto generale orientato al comfort da ammiraglia. La piattaforma venne impiegata anche per la sportiva Mitsubishi 3000GT, a testimonianza della sua versatilità.

Dal 1991 affiancò la Diamante hardtop una variante di carrozzeria più tradizionale, con montante centrale, commercializzata in Giappone e in Europa con il nome Mitsubishi Sigma: la Diamante vera e propria, invece, restò un'esclusiva di Giappone e Stati Uniti, dove arrivò nel 1997.

Motorizzazioni

V6 benzina da 2.0 a 3.5 litri

Due generazioni, motori sempre V6

La prima generazione, prodotta fino al 1996, proponeva una gamma di motori V6 benzina che andava dal 2.0 litri da 125 CV fino al 3.0 litri da 210 CV a 6000 giri, quest'ultimo abbinato anche alla trazione integrale. I cambi disponibili erano il manuale a 5 marce e l'automatico a 4 rapporti.

La seconda generazione, presentata sul mercato giapponese a gennaio 1995 e rimasta in produzione fino al 2005, portò in dote motori V6 aggiornati: dal 2.5 litri a combustione povera fino al 3.0 litri MIVEC da 270 CV, passando per una variante 3.0 GDI a iniezione diretta da 240 CV e un 3.5 litri riservato ad alcuni mercati. Il cambio automatico arrivò a 5 rapporti sulle versioni più recenti.

Anni di produzione

1990-2005

Tecnologia da ammiraglia

La Diamante fu un vero laboratorio tecnologico per Mitsubishi. Nel 1995 introdusse il Preview Distance Control, un sistema laser di regolazione della distanza dal veicolo che precede considerato tra i primissimi cruise control adattivi al mondo, capace di agire su acceleratore e scalate ma non ancora sui freni.

  • Sterzo alle quattro ruote (4WS) su alcune versioni
  • Controllo di trazione TCL abbinato a un assetto orientato alla stabilità in curva
  • Sospensioni attive sulle versioni di vertice
  • Impianto frenante a disco ventilato su entrambi gli assi
  • Dotazioni di bordo come navigatore satellitare e display a proiezione, non comuni per l'epoca

Un nome, tanti mercati

Fedele alla strategia multi-brand di Mitsubishi, la Diamante cambiò nome a seconda del mercato: Sigma in Giappone ed Europa per la carrozzeria berlina tradizionale, Magna e Verada in Australia e Nuova Zelanda, V3000 in altri contesti. L'assemblaggio avveniva a Nagoya, in Giappone, e nello stabilimento di Tonsley, in Australia, per le varianti Magna e Verada.

In Italia il modello non venne mai importato ufficialmente con il nome Diamante: gli appassionati che oggi la cercano sul mercato dell'usato si confrontano quindi con esemplari di importazione, spesso dal Giappone o dagli Stati Uniti, con conseguenti difficoltà nel reperire ricambi e assistenza specializzata.

Fine carriera e mercato dell'usato

La seconda generazione proseguì sostanzialmente invariata fino al 2005, quando Mitsubishi decise di chiudere la produzione delle grandi berline in Giappone, lasciando il testimone alla nona generazione della Galant. Sui mercati internazionali la Diamante aveva comunque raccolto riconoscimenti importanti, tra cui il Wheels Car of the Year in Australia nel 1996 e il Car of the Year in Nuova Zelanda nel 2002.

Oggi la Diamante è un'auto di nicchia anche nei mercati dove fu venduta ufficialmente: gli esemplari sopravvissuti vengono apprezzati soprattutto per il comfort di marcia e la ricchezza di dotazioni, ma richiedono attenzione a possibili problemi di corrosione e a un mantenimento non sempre semplice per un'auto uscita di produzione da vent'anni.

Le generazioni della Diamante

15anni di storia

1990—19966 anni

Prima generazione

Debutta come hardtop a quattro porte derivata dalla Galant, con motori V6 da 2.0 a 3.0 litri, fino a 210 CV, e trazione integrale disponibile sulle versioni di punta. Vince il premio Japan Car of the Year nel suo anno di lancio.

1995—200510 anni

Seconda generazione

Introdotta a inizio 1995 in Giappone e dal 1997 negli Stati Uniti, porta motori V6 aggiornati fino al 3.0 MIVEC da 270 CV e il pionieristico sistema Preview Distance Control. Resta in produzione senza importanti aggiornamenti fino alla chiusura della gamma nel 2005.

Domande frequenti sulla Diamante

La Mitsubishi Diamante è mai stata venduta in Italia?

No, con il nome Diamante il modello non è mai stato commercializzato ufficialmente in Italia né nel resto d'Europa. Sul mercato europeo la stessa base tecnica veniva proposta come Mitsubishi Sigma, con una carrozzeria berlina più tradizionale.

Che motori montava la Mitsubishi Diamante?

Sempre motori V6 a benzina, con cilindrate comprese tra 2.0 e 3.5 litri a seconda della generazione e del mercato, e potenze che andavano dai 125 CV dei propulsori più piccoli fino ai 270 CV della versione 3.0 MIVEC di seconda generazione.

Da dove deriva il nome Diamante?

Il nome deriva dalla parola spagnola, portoghese e italiana per diamante, scelta come omaggio al logo Mitsubishi formato da tre rombi.

Quali innovazioni tecnologiche introdusse la Diamante?

Nel 1995 la Diamante introdusse il Preview Distance Control, un sistema laser di regolazione della distanza considerato uno dei primi cruise control adattivi al mondo. Offriva inoltre sterzo alle quattro ruote, controllo di trazione TCL e sospensioni attive sulle versioni di vertice.

Quando è terminata la produzione della Diamante?

La produzione si è conclusa nel 2005, quando Mitsubishi ha deciso di chiudere la produzione delle grandi berline in Giappone, lasciando il ruolo di ammiraglia alla nona generazione della Galant.

Fonti

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