Le origini e il debutto giapponese
La Diamante debuttò come hardtop a quattro porte, una configurazione senza montante centrale molto in voga in Giappone negli anni Novanta, pensata per dare slancio stilistico alla carrozzeria. Il progetto condivideva pianale e meccanica con la Galant, ma con carreggiate più larghe e un impianto generale orientato al comfort da ammiraglia. La piattaforma venne impiegata anche per la sportiva Mitsubishi 3000GT, a testimonianza della sua versatilità.
Dal 1991 affiancò la Diamante hardtop una variante di carrozzeria più tradizionale, con montante centrale, commercializzata in Giappone e in Europa con il nome Mitsubishi Sigma: la Diamante vera e propria, invece, restò un'esclusiva di Giappone e Stati Uniti, dove arrivò nel 1997.
Motorizzazioni
V6 benzina da 2.0 a 3.5 litri
Due generazioni, motori sempre V6
La prima generazione, prodotta fino al 1996, proponeva una gamma di motori V6 benzina che andava dal 2.0 litri da 125 CV fino al 3.0 litri da 210 CV a 6000 giri, quest'ultimo abbinato anche alla trazione integrale. I cambi disponibili erano il manuale a 5 marce e l'automatico a 4 rapporti.
La seconda generazione, presentata sul mercato giapponese a gennaio 1995 e rimasta in produzione fino al 2005, portò in dote motori V6 aggiornati: dal 2.5 litri a combustione povera fino al 3.0 litri MIVEC da 270 CV, passando per una variante 3.0 GDI a iniezione diretta da 240 CV e un 3.5 litri riservato ad alcuni mercati. Il cambio automatico arrivò a 5 rapporti sulle versioni più recenti.
Anni di produzione
1990-2005
Tecnologia da ammiraglia
La Diamante fu un vero laboratorio tecnologico per Mitsubishi. Nel 1995 introdusse il Preview Distance Control, un sistema laser di regolazione della distanza dal veicolo che precede considerato tra i primissimi cruise control adattivi al mondo, capace di agire su acceleratore e scalate ma non ancora sui freni.
- Sterzo alle quattro ruote (4WS) su alcune versioni
- Controllo di trazione TCL abbinato a un assetto orientato alla stabilità in curva
- Sospensioni attive sulle versioni di vertice
- Impianto frenante a disco ventilato su entrambi gli assi
- Dotazioni di bordo come navigatore satellitare e display a proiezione, non comuni per l'epoca
Un nome, tanti mercati
Fedele alla strategia multi-brand di Mitsubishi, la Diamante cambiò nome a seconda del mercato: Sigma in Giappone ed Europa per la carrozzeria berlina tradizionale, Magna e Verada in Australia e Nuova Zelanda, V3000 in altri contesti. L'assemblaggio avveniva a Nagoya, in Giappone, e nello stabilimento di Tonsley, in Australia, per le varianti Magna e Verada.
In Italia il modello non venne mai importato ufficialmente con il nome Diamante: gli appassionati che oggi la cercano sul mercato dell'usato si confrontano quindi con esemplari di importazione, spesso dal Giappone o dagli Stati Uniti, con conseguenti difficoltà nel reperire ricambi e assistenza specializzata.
Fine carriera e mercato dell'usato
La seconda generazione proseguì sostanzialmente invariata fino al 2005, quando Mitsubishi decise di chiudere la produzione delle grandi berline in Giappone, lasciando il testimone alla nona generazione della Galant. Sui mercati internazionali la Diamante aveva comunque raccolto riconoscimenti importanti, tra cui il Wheels Car of the Year in Australia nel 1996 e il Car of the Year in Nuova Zelanda nel 2002.
Oggi la Diamante è un'auto di nicchia anche nei mercati dove fu venduta ufficialmente: gli esemplari sopravvissuti vengono apprezzati soprattutto per il comfort di marcia e la ricchezza di dotazioni, ma richiedono attenzione a possibili problemi di corrosione e a un mantenimento non sempre semplice per un'auto uscita di produzione da vent'anni.









