Scheda modello

Mitsubishi Chariot

Il Mitsubishi Chariot è il monovolume compatto che negli anni Ottanta ha aperto ai giapponesi la strada dei minivan a tre file di sedili, evolvendosi in tre generazioni fino alla sportiva Resort Runner GT e al passaggio di testimone con la Grandis.

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Perché sì

  • Grande abitabilità con sedili configurabili su tre file e possibilità di ribaltamento completo
  • Ampia scelta di motorizzazioni, dalla trazione anteriore alla quattro ruote motrici inseribile
  • Nella rara Resort Runner GT offre prestazioni sportive con meccanica derivata dalla Lancer Evolution
  • Posizione di guida rialzata e buona visibilità di marcia
  • Dotazione di sicurezza completa nelle versioni più recenti, con ABS e airbag di serie

Da valutare

  • Bagagliaio penalizzato quando tutte le file di sedili sono in uso
  • Rollio accentuato in curva o in manovre brusche
  • Materiali plastici dell'abitacolo semplici, tipici della fascia media
  • Reperibilità di esemplari ben tenuti e ricambi ormai limitata in Italia

In sintesi

Segmento
Monovolume compatta / MPV
Carrozzeria
5 porte, 5-7 posti
Anni di produzione
1983-2003 (Giappone)
Generazioni
3
Nomi commerciali
Chariot (Giappone), Space Wagon (Europa e altri mercati)
Motorizzazioni
Benzina 1.6-3.0L, turbodiesel 1.8-1.9L
Trazione
Anteriore o integrale inseribile (4WD)
Erede
Mitsubishi Grandis (dal 2003)

Nato dal progetto SSW (Super Space Wagon) presentato al Salone di Tokyo del 1979, il Chariot debutta ufficialmente nel febbraio 1983 come uno dei primi minivan al mondo a tre file di sedili. Conosciuto in Giappone con questo nome, viene commercializzato nel resto del mondo come Space Wagon, Nimbus o Expo, restando in produzione per tre generazioni fino al 2003, quando lascia il posto alla Mitsubishi Grandis.

Le origini: dal concetto SSW al primo minivan Mitsubishi

Il progetto che porterà al Chariot nasce alla fine degli anni Settanta con il nome in codice SSW, acronimo di Super Space Wagon, pensato inizialmente come base alternativa per la Delica di seconda generazione. L'idea del team guidato da Takaaki Masutani è ambiziosa per l'epoca: ricavare tre file di sedili all'interno degli ingombri di un'auto compatta come la Mirage.

Il concept viene mostrato al Salone di Tokyo del 1979 in due varianti, taxi e familiare, ed è considerato il primo minivan al mondo pensato per il grande pubblico. Dopo una fase di sospensione, il progetto riprende attorno al 1980 e approda sul mercato nel febbraio 1983 con il nome Chariot, in omaggio ai carri da guerra dell'antichità greca e romana.

Anni di produzione

1983-2003 (Giappone)

Un'evoluzione in tre generazioni

Nel corso di vent'anni il Chariot cambia pelle tre volte, ampliando progressivamente dimensioni e dotazioni:

  • Prima generazione (1983-1991): debutta con motori 1.6-2.0 a benzina e turbodiesel 1.8, disponibile anche a trazione integrale inseribile.
  • Seconda generazione (1991-1997): cresce in lunghezza e larghezza, introduce i motori 4G63 e ospita la rara Resort Runner GT turbo.
  • Terza generazione (1997-2003): abbandona il telaio a longheroni per una scocca portante, adotta motori a iniezione diretta GDI fino al V6 3.0 e in Giappone assume il nome Chariot Grandis.

Erede

Mitsubishi Grandis (dal 2003)

Motorizzazioni e trazione integrale

La gamma motori del Chariot copre un ventaglio molto ampio, segno della lunga carriera commerciale del modello: si va dai quattro cilindri a benzina di cilindrata compresa fra 1.6 e 2.4 litri fino al V6 3.0 GDI della terza generazione, passando per le alimentazioni turbodiesel da 1.8 e successivamente 1.9 litri.

Fin dalla prima serie, da giugno 1984 viene proposta una versione con motore 2.0 dotata di un selettore a pulsante che permette di passare dalla trazione anteriore alla quattro ruote motrici, una soluzione pensata per rendere la trazione integrale accessibile anche su un'auto pensata per la famiglia.

Resort Runner GT: la monovolume che corre come una Lancer Evolution

Nella seconda generazione trova spazio la versione più sorprendente di tutta la gamma: la Resort Runner GT, realizzata in circa 2.260 esemplari tra il 1995 e il 1997 e destinata al solo mercato giapponese. Sotto il cofano monta un quattro cilindri turbo con tecnologia derivata dalla Galant VR-4, abbinato alla trazione integrale Dynamic Four e al differenziale centrale della Lancer Evolution, oltre a sterzo alle quattro ruote e ABS su tutte le ruote.

Il risultato è un monovolume da sette posti capace di superare i 200 CV, con prestazioni da vettura sportiva che le sono valse tra gli appassionati il soprannome di "Evo minivan".

Il mercato dell'usato: pregi, difetti e affidabilità

Chi cerca oggi un Chariot o un Space Wagon usato trova un'auto apprezzata per lo spazio interno, la posizione di guida rialzata e una dotazione di sicurezza via via più completa nelle ultime serie, con ABS e airbag di serie sulle versioni GDI. Il motore a iniezione diretta della terza generazione viene descritto come brillante ai bassi regimi e piacevole da guidare, anche se il bagagliaio si riduce sensibilmente quando tutte le file di sedili sono in uso.

Tra i punti da verificare in fase di acquisto figurano il comportamento in curva, con un rollio più accentuato rispetto a una berlina, la qualità delle plastiche dell'abitacolo, di livello medio, e lo stato di sensori e centraline elettroniche sugli esemplari con più chilometri, componenti che con l'età possono generare difficoltà di avviamento ed esitazioni in accelerazione.

Le generazioni della Chariot

20anni di storia

1983—19918 anni

Prima generazione

Lanciata nel febbraio 1983 con codici D0#W in Giappone (UA/UB/UC per l'export), la prima serie propone motori a benzina da 1.6 a 2.0 litri e, dall'ottobre 1984, anche un turbodiesel 1.8. Da giugno 1984 arriva la versione 2.0 con selettore a pulsante per passare dalla trazione anteriore alla quattro ruote motrici. Il modello vince il titolo Wheels Car of the Year in Australia nel 1984.

1991—19976 anni

Seconda generazione

Con sigle N30W/N40W in Giappone e UF per l'export, la seconda serie cresce in dimensioni e adotta i motori 4G63 a benzina insieme a un nuovo turbodiesel 4D68T. È la generazione della rara Resort Runner GT, edizione turbo a trazione integrale realizzata in circa 2.260 esemplari tra il 1995 e il 1997.

1997—20036 anni

Terza generazione

Introdotta nell'ottobre 1997 con sigla UG, abbandona il tradizionale telaio a longheroni per la prima scocca portante del modello. In Giappone prende il nome di Chariot Grandis e monta motori 2.0 e 2.4 a iniezione diretta GDI oltre a un V6 3.0 litri, sempre GDI. Nel maggio 2003 viene sostituita dalla Mitsubishi Grandis.

Domande frequenti sulla Chariot

Che differenza c'è tra Mitsubishi Chariot e Mitsubishi Space Wagon?

Nessuna differenza sostanziale: Chariot è il nome usato sul mercato giapponese, mentre Space Wagon è la denominazione commerciale con cui lo stesso modello è stato venduto in Europa e in altri mercati internazionali.

Quante generazioni ha avuto il Chariot?

Il modello si è sviluppato in tre generazioni tra il 1983 e il 2003, passando da una struttura con telaio a longheroni a una scocca portante nell'ultima serie, ribattezzata in Giappone Chariot Grandis.

Cos'è la Resort Runner GT?

È un'edizione speciale della seconda generazione, prodotta in circa 2.260 esemplari tra il 1995 e il 1997, con motore turbo derivato dalla Galant VR-4, trazione integrale Dynamic Four e differenziale centrale mutuato dalla Lancer Evolution.

Con quale motore si trova più spesso il Chariot/Space Wagon usato in Italia?

Sul mercato italiano la diffusione maggiore riguarda le versioni a benzina 2.0 e 2.4 GDI a 16 valvole, oltre alla variante turbodiesel 2.0 TD, spesso abbinate agli allestimenti GLX e GLXi.

Che auto ha sostituito il Chariot?

Nel maggio 2003 il testimone è passato alla Mitsubishi Grandis, monovolume di nuova concezione che ha chiuso l'epoca del Chariot dopo tre generazioni e vent'anni di carriera.

Fonti

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