Le origini: dal concetto SSW al primo minivan Mitsubishi
Il progetto che porterà al Chariot nasce alla fine degli anni Settanta con il nome in codice SSW, acronimo di Super Space Wagon, pensato inizialmente come base alternativa per la Delica di seconda generazione. L'idea del team guidato da Takaaki Masutani è ambiziosa per l'epoca: ricavare tre file di sedili all'interno degli ingombri di un'auto compatta come la Mirage.
Il concept viene mostrato al Salone di Tokyo del 1979 in due varianti, taxi e familiare, ed è considerato il primo minivan al mondo pensato per il grande pubblico. Dopo una fase di sospensione, il progetto riprende attorno al 1980 e approda sul mercato nel febbraio 1983 con il nome Chariot, in omaggio ai carri da guerra dell'antichità greca e romana.
Anni di produzione
1983-2003 (Giappone)
Un'evoluzione in tre generazioni
Nel corso di vent'anni il Chariot cambia pelle tre volte, ampliando progressivamente dimensioni e dotazioni:
- Prima generazione (1983-1991): debutta con motori 1.6-2.0 a benzina e turbodiesel 1.8, disponibile anche a trazione integrale inseribile.
- Seconda generazione (1991-1997): cresce in lunghezza e larghezza, introduce i motori 4G63 e ospita la rara Resort Runner GT turbo.
- Terza generazione (1997-2003): abbandona il telaio a longheroni per una scocca portante, adotta motori a iniezione diretta GDI fino al V6 3.0 e in Giappone assume il nome Chariot Grandis.
Erede
Mitsubishi Grandis (dal 2003)
Motorizzazioni e trazione integrale
La gamma motori del Chariot copre un ventaglio molto ampio, segno della lunga carriera commerciale del modello: si va dai quattro cilindri a benzina di cilindrata compresa fra 1.6 e 2.4 litri fino al V6 3.0 GDI della terza generazione, passando per le alimentazioni turbodiesel da 1.8 e successivamente 1.9 litri.
Fin dalla prima serie, da giugno 1984 viene proposta una versione con motore 2.0 dotata di un selettore a pulsante che permette di passare dalla trazione anteriore alla quattro ruote motrici, una soluzione pensata per rendere la trazione integrale accessibile anche su un'auto pensata per la famiglia.
Resort Runner GT: la monovolume che corre come una Lancer Evolution
Nella seconda generazione trova spazio la versione più sorprendente di tutta la gamma: la Resort Runner GT, realizzata in circa 2.260 esemplari tra il 1995 e il 1997 e destinata al solo mercato giapponese. Sotto il cofano monta un quattro cilindri turbo con tecnologia derivata dalla Galant VR-4, abbinato alla trazione integrale Dynamic Four e al differenziale centrale della Lancer Evolution, oltre a sterzo alle quattro ruote e ABS su tutte le ruote.
Il risultato è un monovolume da sette posti capace di superare i 200 CV, con prestazioni da vettura sportiva che le sono valse tra gli appassionati il soprannome di "Evo minivan".
Il mercato dell'usato: pregi, difetti e affidabilità
Chi cerca oggi un Chariot o un Space Wagon usato trova un'auto apprezzata per lo spazio interno, la posizione di guida rialzata e una dotazione di sicurezza via via più completa nelle ultime serie, con ABS e airbag di serie sulle versioni GDI. Il motore a iniezione diretta della terza generazione viene descritto come brillante ai bassi regimi e piacevole da guidare, anche se il bagagliaio si riduce sensibilmente quando tutte le file di sedili sono in uso.
Tra i punti da verificare in fase di acquisto figurano il comportamento in curva, con un rollio più accentuato rispetto a una berlina, la qualità delle plastiche dell'abitacolo, di livello medio, e lo stato di sensori e centraline elettroniche sugli esemplari con più chilometri, componenti che con l'età possono generare difficoltà di avviamento ed esitazioni in accelerazione.









