Scheda modello

MGC

La MG MGC è la variante a sei cilindri della MGB, costruita tra il 1967 e il 1969 in circa 9000 esemplari tra Roadster e GT Coupé, pensata come erede dell'Austin-Healey 3000.

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Perché sì

  • Motore sei cilindri in linea da 2912 cc con erogazione morbida e buona ripresa ai medi regimi
  • Velocità massima elevata per l'epoca, attorno ai 193 km/h
  • Disponibilità sia in versione Roadster scoperta sia in coupé GT
  • Base meccanica derivata dalla collaudata MGB, con buona diffusione di ricambi nel mondo del restauro

Da valutare

  • Peso maggiore sull'avantreno rispetto alla MGB, che appesantisce lo sterzo e penalizza l'agilità in curva
  • Accoglienza fredda da parte della stampa dell'epoca, che ne frenò il successo commerciale
  • Produzione durata solo due anni, con conseguente scarsità di esemplari oggi disponibili
  • Assetto anteriore rivisto con barre di torsione che richiese un lungo lavoro di messa a punto

In sintesi

Segmento
Vettura sportiva d'epoca
Carrozzeria
Roadster e coupé GT 2 posti
Anni di produzione
1967 - 1969
Esemplari prodotti
Circa 9000 (4544 Roadster e 4458 GT)
Motore
6 cilindri in linea, 2912 cc
Potenza
145 CV a 5250 giri/min
Cambio
Manuale a 4 marce sincronizzate, overdrive opzionale su 3ª e 4ª
Dimensioni
3891 x 1522 x 1276 mm (lunghezza x larghezza x altezza)
Peso
1109 kg (Roadster) - 1177 kg (GT)

Alla fine degli anni Sessanta, British Motor Corporation si trova a dover sostituire l'Austin-Healey 3000, una gran turismo sportiva che stava esaurendo il suo ciclo commerciale. La soluzione arriva innestando sulla scocca della MGB, già affermata e apprezzata, il propulsore a sei cilindri in linea di derivazione C-Series, più potente e raffinato del quattro cilindri di base. Nasce così la MGC, presentata nel 1967 e proposta sia come roadster scoperta sia come coupé GT. Il progetto, però, non ottiene il consenso sperato: la stampa specializzata dell'epoca accoglie il modello con un giudizio tiepido, penalizzato da un comportamento su strada meno brillante delle attese, complicato anche da un errore nella pressione degli pneumatici delle vetture consegnate alla stampa in occasione del lancio. Il risultato è una carriera commerciale breve, con la produzione che si ferma già nell'agosto del 1969.

Il progetto: sostituire l'Austin-Healey 3000

La MGC nasce dall'esigenza di British Motor Corporation di rimpiazzare l'Austin-Healey 3000, ormai a fine carriera, con un modello capace di offrire prestazioni superiori restando all'interno della gamma MG. Anziché sviluppare una vettura completamente nuova, gli ingegneri scelgono di innestare sulla scocca della MGB il motore a sei cilindri in linea C-Series da 2912 cc, già utilizzato su altre vetture del gruppo.

  • Per fare spazio al nuovo propulsore, il vano motore e il pianale vengono rivisti in profondità
  • Le sospensioni anteriori adottano barre di torsione al posto delle molle elicoidali della MGB
  • Il cofano riceve una caratteristica gobba per contenere l'ingombro del gruppo di aspirazione
  • I cerchi passano a un diametro maggiore, da 15 pollici

Motore

6 cilindri in linea, 2912 cc

Motore e prestazioni

Il cuore della MGC è il sei cilindri in linea da 2912 cc, alimentato da due carburatori SU, che eroga 145 CV a 5250 giri/min e una coppia massima di 236 Nm a 3500 giri/min. Numeri che permettono alla vettura di raggiungere una velocità massima di circa 193 km/h e di scattare da 0 a 100 km/h (60 mph) in circa 10 secondi, prestazioni di rilievo per una gran turismo di fine anni Sessanta.

La trasmissione è affidata a un cambio manuale a quattro marce sincronizzate, con overdrive disponibile come optional sulle marce superiori; era inoltre proposto un cambio automatico a tre rapporti per chi cercava una guida più rilassata.

Potenza

145 CV a 5250 giri/min

Roadster e GT: le due carrozzerie

La MGC viene offerta in due configurazioni, identiche nelle quote esterne ma diverse nell'impostazione: la Roadster scoperta, pensata per una guida più sportiva e diretta, e la GT Coupé, con abitacolo chiuso e un'impronta più orientata al gran turismo. Tra il dicembre 1967 e l'agosto 1969 vengono assemblate complessivamente circa 9000 vetture, suddivise in 4544 Roadster e 4458 GT Coupé; di queste, solo poche centinaia con guida a sinistra e specifiche europee.

Anni di produzione

1967 - 1969

Le critiche e il comportamento su strada

Il lancio della MGC non va come sperato. Il peso aggiuntivo del sei cilindri sull'avantreno, unito a un assetto non ancora perfettamente calibrato, si traduce in uno sterzo più pesante e in un comportamento meno agile rispetto alla MGB. A peggiorare la prima impressione contribuisce anche un errore pratico: le vetture consegnate alla stampa per le prove di lancio avevano una pressione degli pneumatici non corretta, il che accentuò la sensazione di sottosterzo e penalizzò ulteriormente i giudizi dei giornalisti dell'epoca. Questa accoglienza tiepida è tra le cause principali della vita commerciale molto breve del modello.

L'esperienza nelle competizioni

Nonostante le critiche stradali, la MGC ha avuto una discreta carriera sportiva grazie al reparto corse di British Motor Corporation, che realizzò due esemplari alleggeriti della versione GT, arrivando a scendere fino a circa 900 kg di peso. Queste vetture ufficiali hanno preso parte alla Targa Florio del 1967, alla 12 Ore di Sebring del 1968 e alla massacrante Marathon de la Route di 84 ore sul circuito del Nürburgring, sempre nel 1968. Il programma corse venne chiuso dopo un'ultima uscita a Sebring nel 1969.

La MGC oggi tra i collezionisti

Complice la produzione limitata a due soli anni, oggi la MGC è un modello ricercato nel mondo dell'auto d'epoca, meno diffuso della MGB da cui deriva. Il valore delle vetture sul mercato del collezionismo dipende molto dallo stato di conservazione, dall'originalità meccanica e dalla documentazione storica disponibile: gli esemplari ben mantenuti e con provenienza certa spuntano quotazioni sensibilmente più alte rispetto a vetture modificate o con manutenzione trascurata.

Le generazioni della MGC

  • MGC (1967-1969) — Unica generazione del modello, realizzata sulla base della MGB con motore sei cilindri C-Series da 2912 cc, disponibile in versione Roadster e GT Coupé. La produzione si ferma dopo circa 9000 esemplari a causa dell'accoglienza tiepida ricevuta da pubblico e stampa specializzata.

Domande frequenti sulla MGC

Che differenza c'è tra MG MGB e MG MGC?

La MGC condivide la scocca con la MGB ma monta un motore sei cilindri in linea da 2912 cc al posto del quattro cilindri, con sospensioni anteriori a barre di torsione e un cofano con gobba per l'aspirazione. Questo la rende più potente ma anche più pesante sull'avantreno, con uno sterzo meno agile rispetto alla MGB.

Quanti esemplari di MG MGC sono stati prodotti?

Tra dicembre 1967 e agosto 1969 sono stati costruiti circa 9000 esemplari, suddivisi in 4544 Roadster e 4458 GT Coupé.

Perché la MG MGC ebbe una vita commerciale così breve?

Il modello ricevette un'accoglienza fredda dalla stampa automobilistica dell'epoca, che criticò il comportamento su strada penalizzato dal peso del sei cilindri sull'avantreno; un errore nella pressione degli pneumatici delle vetture di lancio contribuì ad aggravare questa prima impressione negativa, portando alla chiusura della produzione dopo appena due anni.

La MG MGC ha partecipato a competizioni?

Sì, il reparto corse ufficiale realizzò versioni alleggerite della GT che parteciparono alla Targa Florio 1967, alla 12 Ore di Sebring 1968 e alla Marathon de la Route 1968 al Nürburgring, prima che il programma sportivo venisse chiuso nel 1969.

Fonti

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