Le tre serie della MGB
Nel corso dei suoi diciotto anni di carriera la MGB attraversa tre serie principali, ciascuna con aggiornamenti tecnici ed estetici.
- Mk1 (1962-1967): la versione originaria, con pannelli di carrozzeria in alluminio e il quattro cilindri da 1798 cc iniziale, portato in seguito a un albero motore su cinque supporti di banco.
- Mk2 (1967-1974): introduce cambio, alternatore e impianto elettrico a massa negativa aggiornati; per ridurre i costi i pannelli in alluminio lasciano il posto all'acciaio, con un aumento di peso della vettura.
- Mk3 (1974-1980): la serie più riconoscibile per i paraurti in gomma nera, introdotti per rispettare le normative di sicurezza statunitensi, insieme a un frontale ridisegnato e una carrozzeria leggermente allungata.
Motori disponibili
4 cilindri 1798 cc, 6 cilindri 2912 cc (MGC), V8 3528/3532 cc (GT V8)
Motori: dal quattro cilindri al V8
Il cuore della gamma è il quattro cilindri in linea B-Series da 1798 cc, capace di erogare tra i 94 e i 98 CV nelle versioni europee, poi ridotto fino a circa 82 CV nell'ultima serie per adeguarsi alle normative anti-inquinamento.
Tra il 1967 e il 1969 viene proposta anche la MGC, spinta da un sei cilindri da 2912 cc e circa 145 CV, mentre dal 1973 al 1976 la gamma si completa con la GT V8, equipaggiata con il propulsore Rover da 3,5 litri e potenza superiore ai 135 CV, capace di uno 0-100 km/h in meno di 8,5 secondi.
Anni di produzione
1962-1980
Dimensioni e impostazione tecnica
La MGB adotta un layout classico da sportiva inglese: motore anteriore longitudinale, trazione posteriore, sospensioni anteriori a bracci oscillanti con molle elicoidali e retrotreno a balestre semiellittiche su assale rigido.
Le versioni precedenti al 1974 misurano circa 3,89 metri di lunghezza per 1,52 di larghezza, mentre le vetture con paraurti in gomma crescono fino a circa 4,02 metri. Il peso a vuoto varia dai circa 1.044 kg del roadster ai 1.109 kg della GT.
Affidabilità e attenzioni per chi la acquista usata
La MGB gode di una reputazione di robustezza meccanica e semplicità di manutenzione, favorita da una vasta disponibilità di ricambi e da una community di appassionati tra le più attive nel panorama delle auto d'epoca inglesi.
Il punto debole principale riguarda la carrozzeria: su esemplari non conservati con cura è frequente trovare ruggine in punti come sottoporta, passaruota posteriori, pianale e vani delle portiere, aree da controllare sempre con attenzione prima dell'acquisto.




