Un solo nome, tre auto diverse
Pochi nomi nella storia dell'auto hanno indicato modelli tra loro così diversi quanto la sigla 121. Mazda la utilizza per la prima volta negli anni '70 su una variante della coupé Cosmo, ma è dal 1988 che diventa il riferimento per la gamma di utilitarie del marchio sui mercati di esportazione, Europa in testa.
In tre generazioni la 121 cambia più volte identità: nasce come gemella della Ford Festiva, si trasforma in una berlina dal design a bolla conosciuta in Giappone come Autozam Revue, e chiude la carriera come versione ribattezzata della Ford Fiesta di quarta generazione. Un percorso reso possibile dagli stretti accordi industriali tra Mazda e Ford.
Anni di produzione
1988 - 2002 (mercato europeo)
Design e abitabilità
Il tratto comune delle prime due generazioni è la ricerca di spazio interno nonostante l'ingombro esterno contenuto. La prima serie, lunga meno di 3,5 metri, adotta un abitacolo alto e una panchina posteriore scorrevole azionabile sia dai sedili sia dal bagagliaio, per bilanciare spazio per le gambe e capacità di carico.
La seconda serie porta questa filosofia all'estremo con una linea rotonda e a bolla che le vale soprannomi come bubble car e jellybean nei mercati anglosassoni. Il tettuccio in tela apribile a tutta lunghezza, azionabile elettricamente, la trasforma in una sorta di spider a quattro posti.
Con la terza serie l'identità stilistica propria lascia il posto a quella della Ford Fiesta, di cui la 121 diventa sostanzialmente un clone con marchio Mazda.
Motori e meccanica
- Prima serie (1988-1991): benzina 1.1 da 56 CV e 1.3 da 67 CV, cambio manuale a 5 marce, trazione anteriore.
- Seconda serie (1991-1996): benzina 1.1 (mercato europeo), 1.3 e 1.5, con potenze comprese tra 52 e 87 CV a seconda della versione, disponibile anche con cambio automatico a 4 rapporti.
- Terza serie (1996-2002): benzina 1.25, 1.3 e 1.4 e turbodiesel 1.8, ereditati dalla Ford Fiesta di quarta generazione, con servosterzo di serie su tutta la gamma.
Meccanicamente la 121 non ha mai puntato all'innovazione, privilegiando soluzioni semplici e leggere, in linea con la sua vocazione di utilitaria per la mobilità urbana.
Affidabilità e mercato dell'usato oggi
Le motorizzazioni della 121 sono considerate robuste e poco esigenti in termini di manutenzione: un'indagine di garanzia del 2002 ha attribuito a Mazda i costi medi più bassi per i reclami su vetture fino a dieci anni di vita. Sulla terza serie, derivata dalla Fiesta, i controlli su strada nel Regno Unito hanno rilevato una quota di difetti leggermente superiore alla media dei modelli coetanei, più legata all'età dei veicoli che a difetti di progetto.
Le criticità più ricorrenti riguardano la ruggine sulla scocca degli esemplari più vecchi della prima serie, la scarsa reperibilità di ricambi estetici per la seconda serie ormai rara, e un'insonorizzazione modesta sulla terza serie. Le vendite europee, specie della versione bubble, furono contenute anche per un posizionamento di prezzo vicino a modelli superiori come la Mazda 323, il che oggi la rende un'utilitaria d'epoca poco diffusa.
Curiosità: l'edizione Goldy e Haribo
Tra le curiosità della seconda serie spicca la Goldy, edizione speciale realizzata negli anni '90 in appena 1.000 esemplari per i mercati di Germania, Austria e Svizzera in collaborazione con l'azienda dolciaria Haribo. La vettura, verniciata nella tonalità dorata degli orsetti gommosi, montava un volante Momo con il logo dell'orsetto sul mozzo e cerchi dedicati; ogni acquirente riceveva in omaggio confezioni di caramelle e un peluche gigante. Un esemplare è oggi conservato nel Mazda Classic Automobile Museum Frey di Augusta, in Germania.









