Il nome che arriva dai missili
Il numero 530 non è casuale: richiama la sigla del missile aria-aria R.530 sviluppato dalla stessa Matra, azienda nata in origine nel settore aeronautico e degli armamenti. Applicare quella sigla alla prima vettura interamente progettata dal gruppo era un modo per sottolineare la continuità tecnica tra i due mondi.
Debuttata al Salone di Ginevra del 1967, la 530 sostituì la Djet ereditata da René Bonnet e segnò il passaggio di Matra da semplice costruttore su licenza a casa automobilistica autonoma, con uno stabilimento dedicato a Romorantin.
Motore
V4 Ford Taunus, 1.699 cc
Un'ingegneria fuori dagli schemi
Alla base della 530 c'è un telaio a piattaforma in acciaio alleggerito da perforazioni, sul quale poggia una carrozzeria in vetroresina che pesa appena 64 kg. Il motore, montato in posizione centrale davanti all'asse posteriore, lascia comunque spazio a due sedili di emergenza dietro quelli anteriori: una configurazione 2+2 rarissima tra le vetture a motore centrale dell'epoca.
- Fari anteriori a scomparsa sulle versioni di base e LX
- Tetto targa in due calotte rimovibili, riponibili nel vano anteriore insieme alla ruota di scorta
- Maniglie delle porte a pulsante, coda tronca e ampie superfici vetrate
- Abitacolo essenziale, con volante di forma ovale pensato per migliorare visibilità e posizione di guida
Potenza
70-78 CV a seconda della versione
Il cuore Ford Taunus
Sotto il cofano posteriore lavora un quattro cilindri a V di derivazione Ford Taunus, 1.699 cc, abbinato a un cambio manuale a quattro marce anch'esso di origine Ford. Nella versione di lancio il propulsore erogava 70-73 CV, sufficienti per una velocità massima dichiarata intorno ai 175 km/h e uno scatto da 0 a 100 km/h in circa 14,6 secondi.
Con l'evoluzione della gamma la potenza salì fino a 75-78 CV grazie a un carburatore a doppio corpo, senza però riuscire a cambiare in modo sostanziale il carattere prestazionale della vettura, più orientato al gran turismo comodo che alla sportività pura.
Velocità massima
170-175 km/h
Quattro serie in sei anni di carriera
Nell'arco della sua produzione, dal 1967 al 1973, la 530 attraversò quattro fasi distinte, ciascuna con piccole ma significative differenze meccaniche ed estetiche, fino al restyling firmato dallo Studio Michelotti che introdusse paraurti in gomma e lunotto fisso sulla versione LX, la più prodotta della gamma.
Anni di produzione
1967-1973
Un'eredità più grande del suo successo commerciale
Nonostante il design originale e le soluzioni tecniche avanzate, la 530 non incontrò il favore del pubblico quanto sperato: il prezzo elevato, le prestazioni ritenute modeste per una vettura dall'aspetto così sportivo e alcune finiture non impeccabili ne limitarono le vendite a circa un quinto degli obiettivi produttivi iniziali di Matra. La produzione si fermò nel 1973, quando il modello lasciò il posto alla Matra-Simca Bagheera.
Oggi la 530 è ricercata dai collezionisti proprio per la sua unicità stilistica e tecnica: sul mercato dell'usato gli esemplari in buono stato si trovano generalmente in una fascia di prezzo che va da alcune migliaia di euro fino a oltre 20.000 euro, a seconda di condizioni, versione e originalità.