Le origini: da Mécanique Aviation Traction a Matra Automobiles
Prima di diventare un nome noto agli appassionati di automobili, Matra era un gruppo industriale attivo nell'aeronautica e, dopo la Seconda guerra mondiale, nella missilistica e nella difesa. La svolta verso il settore automobilistico arriva nel 1964, quando il gruppo guidato da Jean-Luc Lagardère rileva Automobiles René Bonnet, piccolo costruttore artigianale con sede a Romorantin.
Con questa acquisizione Matra eredita anche la Djet, la vettura che René Bonnet aveva lanciato pochi anni prima e che è considerata la prima automobile di serie al mondo con motore posteriore centrale. Da lì nasce ufficialmente Matra Automobiles, che continuerà a produrre la Djet con il proprio marchio fino alla fine degli anni Sessanta.
I coupé sportivi: dalla 530 alla Bagheera e Murena
Nel 1967 debutta la Matra 530, coupé dalle linee a cuneo con motore V4 Ford derivato dalla Taunus, capace di offrire un carattere sportivo e al tempo stesso una carrozzeria targa insolita per il periodo.
Il capitolo successivo porta la firma della Bagheera, presentata nel 1973 in collaborazione con Simca: un coupé che si distingueva per la carrozzeria in materiale composito montata su una struttura portante in acciaio, pensata per contenere peso e corrosione, e soprattutto per l'abitacolo con tre sedili affiancati, soluzione più unica che rara nel panorama sportivo dell'epoca. La Bagheera resta in produzione fino al 1980, per un totale di circa 48.000 esemplari.
Le succede la Murena, che dal 1980 al 1983 raccoglie l'eredità della Bagheera con un'offerta motoristica che spazia da un quattro cilindri di base fino a una versione più prestazionale da 2,2 litri, prima che lo stabilimento di Romorantin venga riconvertito alla produzione della Renault Espace.
Rancho ed Espace: l'intuizione dei veicoli versatili
Presentata al Salone di Ginevra del 1977, la Matra-Simca Rancho anticipa concetti che diventeranno familiari solo decenni dopo: un aspetto da fuoristrada costruito però su base Simca 1100 a trazione anteriore, pensato per un uso prevalentemente stradale e familiare. Il modello si classifica quarto all'elezione di Auto dell'Anno 1978 e rimane in produzione fino al 1984.
Il salto più importante arriva nel 1984 con l'Espace, il primo monospace prodotto su larga scala in Europa. Progettata e costruita da Matra a Romorantin mediante un accordo di collaborazione con Renault, che ne cura la commercializzazione, l'Espace utilizza una carrozzeria in materiali compositi montata su una struttura in acciaio zincato. Dopo un avvio commerciale molto lento, il modello si trasforma in un enorme successo che ridisegna il segmento delle vetture familiari in Europa.
Il palmarès sportivo: Formula 1 e 24 Ore di Le Mans
Parallelamente alla produzione stradale, Matra costruisce con Équipe Matra Sports un palmarès sportivo che pochi costruttori francesi possono vantare.
- Nel 1969 la Matra MS80, motorizzata Ford Cosworth e affidata al team privato di Ken Tyrrell, porta Jackie Stewart al titolo piloti e Matra a quello costruttori: un risultato che resta ancora oggi l'unico titolo mondiale di Formula 1 vinto da una vettura interamente francese e da un team non ufficiale.
- Tra il 1972 e il 1974 la Matra MS670 vince per tre anni consecutivi la 24 Ore di Le Mans, aggiudicandosi anche il Campionato del Mondo Marche nelle stagioni 1973 e 1974.
Nel complesso, la storia sportiva del marchio conta circa 124 vittorie tra Formula 3, Formula 1 e prototipi Sport.
Il declino e l'eredità del marchio oggi
Dopo il successo dell'Espace, la parabola industriale di Matra Automobiles si chiude nel 2003, quando difficoltà finanziarie portano alla cessazione dell'attività e alla chiusura dello stabilimento di Romorantin come sito di produzione automobilistica.
Il nome Matra non scompare del tutto: negli anni successivi l'attività industriale del sito viene riconvertita verso la mobilità elettrica leggera, fino a confluire nel Gruppo Rebirth, che oggi utilizza il marchio Matra per una gamma di biciclette a pedalata assistita. A Romorantin, inoltre, il museo ufficiale dedicato al marchio conserva e racconta la storia delle vetture di serie e da competizione che ne hanno fatto la fortuna.