Il contesto: dalla Biturbo alla Racing
La Maserati Racing si inserisce nel lungo percorso evolutivo della famiglia Biturbo, la coupé che dal 1981 aveva permesso al Tridente di raggiungere un pubblico più vasto grazie a un listino più accessibile rispetto a modelli come Bora e Khamsin.
- Presentata alla stampa alla fine del 1990
- Prodotta tra il 1991 e il 1992
- Pensata come vertice della gamma a motore 2.0 litri, subito sotto la Shamal
Il nome stesso, Racing, sottolinea la vocazione più sportiva del modello rispetto alle altre varianti della Biturbo destinate a un uso più turistico.
Potenza massima
283 CV a 6.250 giri/min
Motore e meccanica
Cuore della Racing è il V6 biturbo di 1.996 cm³ nella sua evoluzione più spinta, con testate a 24 valvole e doppio albero a camme per bancata, capace di erogare 283 CV a 6.250 giri/min e 374 Nm di coppia massima.
- Turbocompressori IHI raffreddati ad acqua con intercooler aria-aria
- Componenti interni alleggeriti per favorire l'allungo del motore
- Cambio manuale Getrag a 5 rapporti
- Sospensioni Koni a controllo elettronico, regolabili su quattro livelli di taratura
Il risultato è un pacchetto tecnico che, per l'epoca, rendeva la Racing una delle vetture di serie con cilindrata di due litri più potenti al mondo.
Velocità massima
256 km/h
Design ed equipaggiamento
Esteticamente la Racing anticipa il muso che sarebbe poi diventato caratteristico del restyling della Biturbo 224, con calandra ribassata e fari anteriori politellissoidali, oltre a cerchi a raggiera dal disegno vicino a quello della Shamal.
La carrozzeria a due porte, cinque posti, era disponibile in una gamma di colori molto ristretta, generalmente rosso o nero, a sottolineare il carattere esclusivo del modello. Il bagagliaio conserva una capacità di 400 litri, in linea con la vocazione gran turismo dell'intera famiglia Biturbo.
Anni di produzione
1991-1992
Una rarità da collezione
Con appena 230 unità realizzate, delle quali la gran parte destinata al mercato italiano, la Maserati Racing è oggi uno degli esemplari più ricercati tra le Biturbo derivate. Come tutte le vetture della famiglia, sconta però i tipici problemi di affidabilità e qualità costruttiva che negli anni Ottanta e Novanta hanno segnato la reputazione del progetto Biturbo, motivo per cui l'acquisto di un esemplare usato va sempre accompagnato da una verifica accurata dello stato meccanico ed elettrico da parte di specialisti del marchio.









