Dalla Bora alla Merak: la GT del Tridente più accessibile
Quando Citroen assume il controllo di Maserati, la strategia industriale punta a modelli producibili in maggiori volumi rispetto alle esclusive granturismo del passato. La Bora, presentata nel 1971, resta un'auto costosa e riservata a pochi; la Merak nasce l'anno successivo proprio per allargare il pubblico del Tridente senza rinunciare al fascino di una vettura a motore centrale.
Giorgetto Giugiaro reinterpreta per Italdesign la scocca della Bora, sostituendo il caratteristico lunotto avvolgente con un abitacolo che termina in modo più verticale, lasciando in vista il cofano motore posteriore attraversato da quattro serie di feritoie di aerazione. Il risultato è una silhouette diversa ma ugualmente equilibrata, capace di distinguere immediatamente la Merak dalla sorella maggiore pur mantenendone l'impianto stilistico.
Motore
V6 a 90° Tipo C.114, 2.0 o 3.0 litri
Il cuore V6 di origine Citroen SM
Il propulsore della Merak, siglato Tipo C.114, discende dal V6 a 90 gradi progettato da Giulio Alfieri per la Citroen SM. Nella versione originaria, con alimentazione a tre carburatori Weber, il motore da 2.965 cm³ eroga 190 CV a 6.000 giri e 255 Nm di coppia a 4.000 giri, abbinato a un cambio manuale a cinque rapporti.
Trattandosi di un'auto sviluppata durante la proprietà Citroen, la Merak eredita anche soluzioni tecniche tipiche della casa francese: impianto frenante e servosterzo assistiti idraulicamente e fari a scomparsa ad azionamento idropneumatico. Dopo il 1976, con il passaggio di proprietà ad Alejandro De Tomaso, queste componenti vengono progressivamente sostituite con soluzioni più convenzionali.
Potenza massima
Da 170 CV (2000 GT) a 220 CV (SS)
Le versioni: Merak, SS e 2000 GT
Nel corso degli undici anni di produzione la gamma si arricchisce di due varianti principali. Nel 1976 debutta la Merak SS, alleggerita di circa 50 kg, con carburatori Weber 44 DCNF, rapporto di compressione più alto, plancia ridisegnata internamente da Maserati e una griglia nera distintiva tra i fari, per una potenza che sale a 220 CV.
L'anno successivo arriva la Merak 2000 GT, pensata esclusivamente per il mercato italiano: la normativa fiscale dell'epoca penalizzava pesantemente le vetture sopra i 2.000 cm³, così Maserati propone un V6 ridotto a 1.999 cm³ da 170 CV, riconoscibile per la livrea in colori limitati, la fascia nera lungo la fiancata e i paraurti opachi.
Velocità massima
Oltre 240 km/h
Un successo commerciale che ha superato la Bora
Con circa 1.830 esemplari complessivi, la Merak si rivela l'auto che garantisce continuità industriale al Tridente in un decennio complicato: quando la produzione della Bora si ferma nel 1978 dopo meno di 600 unità, la Merak resta in listino per altri cinque anni, confermando la validità della sua impostazione più equilibrata tra prestazioni, comfort e prezzo.
- Merak base (1972-1975): circa 630 esemplari
- Merak SS (1976-1983): 1.000 esemplari
- Merak 2000 GT (1977-1983): circa 190-200 esemplari, solo mercato italiano
Sul mercato dell'epoca la Merak si confrontava con rivali dirette come la Ferrari Dino 308 GT4 e la Lamborghini Urraco, contendendosi il segmento delle sportive a motore centrale più accessibili rispetto alle rispettive ammiraglie.
