Dalla Biturbo alla 424: nascita di una famiglia a quattro porte
Il progetto Biturbo, lanciato da Maserati nel 1981 sotto la guida di Alejandro De Tomaso, puntava a portare il marchio del Tridente verso volumi di vendita più ampi rispetto alla tradizione delle gran turismo artigianali. Al successo iniziale della coupé a due porte seguì presto l'espansione della gamma verso le berline a quattro porte, pensate per un pubblico più ampio senza rinunciare al carattere sportivo del marchio.
In questo contesto si inserisce la 424, meglio conosciuta con la sigla 4.24v: il nome indica una carrozzeria a quattro porte abbinata a un motore con complessive ventiquattro valvole, frutto dell'evoluzione tecnica che portò il V6 biturbo da 2 a 4 valvole per cilindro. Il modello arrivò nel 1990 come naturale erede della 422, a sua volta derivata dal restyling firmato da Marcello Gandini nel 1988.
Cilindrata
1996 cc
Il motore: un V6 biturbo a 24 valvole
Il cuore della 424 è un V6 a 90 gradi di 1996 cc, sovralimentato da due turbocompressori IHI raffreddati ad acqua e dotato di testate a quattro valvole per cilindro con doppio albero a camme in testa per bancata. La potenza dichiarata è di 245 CV a 6200 giri al minuto, erogati con progressione già a partire dai 3000 giri.
- Cambio manuale a 5 rapporti e trazione posteriore
- Impostazione tipicamente sportiva, coerente con la tradizione Maserati
- Prestazioni brillanti per l'epoca, con accelerazioni e velocità massima ai vertici della categoria delle berline a due litri turbo
Potenza massima
245 CV a 6200 giri/min (240 CV nella serie II con catalizzatore)
Design, dotazioni e meccanica attiva
Rispetto alle altre berline della famiglia Biturbo, la 424 si distingue per dettagli stilistici specifici: cromature oscurate, paraurti e minigonne dedicati e un piccolo spoiler posteriore che ne sottolineano il posizionamento come modello di vertice.
Sul piano meccanico, la vettura adotta sospensioni indipendenti con controllo elettronico attivo su tutte e quattro le ruote, oltre all'ABS di serie, una dotazione ancora non scontata sulle Biturbo di quegli anni. L'abitacolo abbina pelle e legno, a conferma della vocazione più raffinata ed esclusiva del modello.
Anni di produzione
1990-1993
Rarità, affidabilità e mercato del collezionismo oggi
La prima serie della 4.24v fu prodotta in soli 384 esemplari tra il 1990 e il 1992, ai quali seguì una serie II con nuovi gruppi ottici e potenza ridotta a 240 CV per l'adozione del catalizzatore, realizzata in 490 unità fino al 1993.
Sul fronte dell'affidabilità, la 424 beneficiò degli anni di affinamento meccanico maturati sull'intera gamma Biturbo, mostrando una qualità costruttiva superiore rispetto ai primi modelli degli anni Ottanta, storicamente penalizzati da problemi di gioventù. Ciò non ha comunque cancellato la fama di meccanica delicata che accompagna l'intera famiglia, un aspetto da tenere in considerazione per chi oggi valuta l'acquisto di un esemplare, sempre più raro e ricercato dagli appassionati del marchio.









