Una Maserati pensata per il fisco italiano
La 420 arriva nel 1985, due anni dopo la sorella maggiore 425, di cui riprende quasi integralmente l'impostazione meccanica ed estetica. La differenza sostanziale sta nel cuore dell'auto: al posto del V6 da 2,5 litri viene montato un'unità ridotta a 1.996 cc, soglia utile per restare sotto i 2.000 cc e beneficiare di un'aliquota IVA molto più contenuta rispetto a quella applicata alle cilindrate superiori.
Questa scelta rende la 420 un'auto quasi esclusivamente destinata al mercato domestico, pensata per clienti che desideravano il blasone e il carattere sportivo del Tridente senza incorrere nel salasso fiscale riservato alle grandi cilindrate.
Motore
V6 90° biturbo, 1.996 cc, 3 valvole per cilindro
Motore e meccanica
Il propulsore è un V6 a 90 gradi sovralimentato da due turbocompressori, con testata a tre valvole per cilindro (due di aspirazione e una di scarico) e distribuzione monoalbero. Nella configurazione base la potenza si attesta intorno ai 180-184 CV, sufficienti per una velocità massima di circa 204 km/h.
- Trazione posteriore e cambio manuale a 5 marce
- Passo lungo di 260 cm, ereditato dalla piattaforma a quattro porte
- Peso contenuto, elemento che favorisce un buon rapporto peso/potenza per l'epoca
Potenza
Da 180 a 223 CV a seconda della versione
Le versioni: 420, 420 S, 420i e 420 Si
Nel corso della produzione la gamma si arricchisce di diverse varianti, differenziate soprattutto per alimentazione e stato di tuning del motore. Accanto alla 420 con alimentazione a carburatori debutta subito la 420 S, versione più sportiva con doppio intercooler aria-aria, assetto ribassato e potenza portata fino a circa 205-210 CV.
Dal 1986 la gamma adotta l'iniezione elettronica Weber-Marelli: nascono così la 420i, evoluzione della base con circa 185-190 CV, e la 420 Si, erede della S che sfrutta l'iniezione per superare i 220 CV, con punte di velocità superiori ai 225 km/h.
Velocità massima
Da 204 a 228 km/h secondo la versione
Affidabilità e mercato dell'usato oggi
Come tutta la famiglia Biturbo, anche la 420 porta con sé una reputazione di affidabilità non sempre lineare, in parte figlia dei problemi che afflissero i primissimi esemplari della gamma: turbocompressori soggetti a cricche se il motore veniva spento bruscamente, impianti elettrici non sempre a punto e una certa propensione alla corrosione, in particolare intorno ai finestrini.
Oggi la 420 è diventata un'auto di nicchia per appassionati del marchio: gli esemplari sopravvissuti sono relativamente pochi, i prezzi di partenza sul mercato dell'usato restano contenuti rispetto ad altre Maserati d'epoca, ma una manutenzione accurata resta indispensabile data la delicatezza della meccanica e la reperibilità non sempre facile dei ricambi.









