Il debutto e il posizionamento nella gamma Biturbo
La 228 nacque per allargare verso l'alto la proposta della famiglia Biturbo, offrendo una coupé più lussuosa e meglio rifinita rispetto ai modelli a due porte già in gamma. Per farlo, Maserati utilizzò il telaio a passo lungo mutuato dalle berline quattro porte, che garantiva più spazio a bordo e proporzioni più distese.
- Prototipo presentato il 14 dicembre 1984 per il 70° anniversario del marchio
- Debutto commerciale al Salone dell'Automobile di Torino del 1986
- Sostituì la Kyalami nella gamma e fu a sua volta rimpiazzata dalla Shamal
- Prodotta in soli 469 esemplari fino al 1992
Motore
V6 biturbo 2.8 litri (2.789 cc)
Motore V6 biturbo e prestazioni
Il cuore della 228 era un V6 di 2.789 cc con architettura biturbo, alimentato da due turbocompressori IHI e da un sistema di iniezione elettronica Weber. La testata, con un singolo albero a camme per bancata e tre valvole per cilindro, permetteva di raggiungere potenze elevate per l'epoca.
- 250 CV a 5.500-5.600 giri/min nella versione priva di catalizzatore, 225 CV in quella catalizzata
- Coppia massima intorno ai 372 Nm (38 kgm) a 3.500 giri/min
- Accelerazione da 0 a 100 km/h in 5,6 secondi e velocità massima oltre i 235 km/h
- Cambio manuale ZF a 5 rapporti, con automatico a 4 marce disponibile in opzione
Potenza
250 CV (225 CV versione catalizzata)
Design e abitacolo di lusso
La carrozzeria, firmata da Pierangelo Andreani, presentava linee più morbide e distese rispetto alla Biturbo coupé, con un impianto a tre volumi e cinque posti reali. L'abitacolo puntava su un livello di rifinitura superiore alla media della gamma Biturbo.
- Sedili in pelle con cuciture realizzate a mano
- Inserti in legno pregiato nella plancia e nei rivestimenti
- Dotazioni di serie come servosterzo, cerchi in lega, chiusura centralizzata e alzacristalli elettrici
- ABS disponibile su richiesta, non di serie
Velocità massima
Oltre 235 km/h
La 228 oggi: rarità, manutenzione e mercato del collezionismo
Con soli 469 esemplari prodotti, la 228 è una delle Maserati Biturbo più rare e ricercate dal collezionismo. Come per il resto della famiglia Biturbo, occorre prestare attenzione ad alcuni aspetti tipici di queste vetture: possibili fenomeni di corrosione sulle carrozzerie meno protette, necessità di controlli periodici su turbocompressori e organi della distribuzione, oltre a un impianto elettrico che richiede verifiche regolari.
Le versioni con iniezione elettronica, come la 228, sono generalmente considerate più affidabili rispetto ai primissimi modelli Biturbo degli anni Ottanta, ma restano vetture che vanno gestite da meccanici specializzati e con un ricambista di fiducia per reperire componenti spesso non standard.









