Il progetto Biturbo e la nascita della 224
La 224 nasce all'interno del grande progetto Biturbo, la famiglia di vetture con cui Alejandro de Tomaso, entrato in Maserati nel 1976, punta a rendere il marchio del Tridente accessibile a una clientela più ampia senza rinunciare a prestazioni e raffinatezza. La sigla 2.24v, da cui deriva il nome commerciale 224, indica il motore V6 di due litri dotato di testata a quattro valvole per cilindro, sviluppato per offrire un salto prestazionale netto rispetto alla base 222.
- Debutto al Salone di Torino nel dicembre 1988
- Motore V6 biturbo 2.0 litri a 24 valvole, sigla tecnica AM 475
- Commercializzata inizialmente solo sul mercato italiano
Motore
V6 biturbo 2.0 litri, 24 valvole
Motore e prestazioni
Il cuore della 224 è il V6 biturbo da 1996 cm³ con doppio turbocompressore IHI e testata a quattro valvole per cilindro, capace di erogare 245 CV a 6.250 giri (240 CV nella versione con marmitta catalitica) e 302 Nm di coppia massima. Abbinato a un cambio manuale a cinque rapporti e alla trazione posteriore con differenziale autobloccante meccanico, il propulsore consente alla 224 di scattare da 0 a 100 km/h in poco più di 6 secondi e di raggiungere una velocità massima di 230 km/h, valori di assoluto rilievo per una coupé compatta di fine anni Ottanta.
Potenza
245 CV (240 CV con catalizzatore)
Design e restyling del 1991
Rispetto alle Biturbo di base, la 224 si distingue per paraurti avvolgenti, minigonne più profonde, verniciatura bicolore e un vistoso spoiler posteriore, frutto del lavoro di restyling firmato da Marcello Gandini. Nel 1991 il modello viene ulteriormente aggiornato con la serie 2.24v II: cambiano i gruppi ottici anteriori, i paraurti, la calandra, gli specchietti e i cerchi, con l'adozione di un frontale ispirato alla Shamal e l'abbandono della livrea bicolore in favore di una linea più pulita e omogenea.
Velocità massima
230 km/h
Qualità costruttiva e affidabilità
La 224 rappresenta un netto passo avanti nella qualità costruttiva rispetto alle prime Biturbo, afflitte da assemblaggi approssimativi e materiali scadenti: gli interni sfoggiano pelle, velluto e legno, con un livello di rifinitura più vicino a quello di una vera granturismo. Resta tuttavia un'affidabilità meccanica non paragonabile a quella delle concorrenti tedesche dell'epoca, complice la complessità del doppio turbo e consumi di carburante piuttosto elevati: chi sceglie oggi una 224 deve mettere in conto una manutenzione costante e non economica.
Anni di produzione
1988-1992
Il mercato dell'usato
Prodotta in appena 1.147 esemplari tra il 1988 e il 1992, la Maserati 224 è oggi un'auto rara e ricercata dagli appassionati di youngtimer italiani. Sul mercato dell'usato le quotazioni variano indicativamente tra 14.500 e 30.000 euro, in base allo stato di conservazione, ai chilometri percorsi e alla presenza di certificazioni storiche come l'iscrizione ASI.









