Motore e meccanica
Il cuore della 222 è il V6 biturbo Maserati, un'architettura che il marchio aveva introdotto per prima in un'auto di produzione. Sulla versione base il propulsore ha una cilindrata di 2,0 litri, con testata a tre valvole per cilindro e alimentazione a iniezione elettronica Weber-Marelli con accensione integrata, per una potenza di 220 CV.
- Nel dicembre 1988 arriva la variante 2.24v, con testata completamente nuova a quattro valvole per cilindro e doppio albero a camme per bancata, che porta la potenza a 245 CV.
- Per i mercati export nasce la 222 E, esteriormente identica ma equipaggiata con il motore 2,8 litri derivato dalla Maserati 228.
- Le successive 222 SE e 222 SR, eredi rispettivamente della Biturbo ES, adottano anch'esse il propulsore 2,8 litri, con potenze comprese tra 225 e 250 CV a seconda del mercato e delle normative anti-inquinamento.
- Al vertice della gamma si colloca la rara 222 4v, con motore 2,8 litri a quattro valvole per cilindro e testata DOHC da 279 CV.
Tutte le versioni sono a trazione posteriore, con cambio manuale a 5 marce, sospensioni anteriori McPherson e schema a bracci triangolati al retrotreno; sulla 222 SR le sospensioni ad assetto adattivo diventano disponibili come optional.
Motore
V6 biturbo 2.0 o 2.8 litri
Design: la firma di Marcello Gandini
Il compito di rinnovare l'estetica della coupé, disegnata in origine da Pierangelo Andreani, viene affidato a Marcello Gandini. Il suo intervento sulla 222 introduce una calandra più arrotondata e leggermente inclinata verso il basso, un cofano dagli spigoli smussati e specchietti retrovisori dal profilo aerodinamico, elementi che migliorano anche l'efficienza aerodinamica della vettura.
Un secondo restyling, applicato dal 1991 alle versioni successive, porta gruppi ottici anteriori a doppio elemento ellissoidale, un particolare spoiler sul parabrezza che nasconde i tergicristalli e cerchi in lega da 16 pollici a sette razze. Le carrozzerie vengono realizzate da Innocenti, controllata da De Tomaso, nello stabilimento di Lambrate a Milano, mentre i motori restano di produzione interna Maserati.
Potenza
Da 220 a 279 CV a seconda della versione
Le varianti della famiglia 222
Nel corso della sua carriera commerciale, la sigla 222 identifica non un solo modello ma un'intera famiglia di coupé, distinte per motorizzazione, mercato di destinazione e livello di allestimento. Alla 222 di base, pensata principalmente per il mercato italiano, si affiancano nel tempo la più potente 2.24v, la 222 E destinata all'export, le evoluzioni 222 SE e 222 SR eredi della Biturbo ES, fino alla 222 4v con il motore 2,8 litri a quattro valvole più potente della gamma.
Questa strategia di declinazioni multiple, comune a tutta la gamma Biturbo dell'epoca, permetteva a Maserati di adattare la stessa base meccanica e stilistica a normative e gusti diversi da mercato a mercato, contenendo al tempo stesso i costi di sviluppo.
Anni di produzione
1988-1994 (intera famiglia 222)
La Maserati 222 oggi: il mercato dell'usato
Come tutta la famiglia Biturbo, anche la 222 rientra oggi nella fascia delle Maserati classiche più accessibili, complice una produzione relativamente ampia e una reputazione di affidabilità storicamente non impeccabile che ne ha frenato per anni le quotazioni. Gli esemplari da restaurare si trovano generalmente nella fascia più bassa del mercato, mentre le vetture ben tenute o restaurate a regola d'arte possono raggiungere valori più elevati, soprattutto per le versioni più rare come la 2.24v o la 222 4v.
Per chi valuta l'acquisto, resta valido il consiglio di verificare con attenzione lo stato del motore biturbo e dell'impianto elettrico e di mettere in conto un budget adeguato per la manutenzione ordinaria e straordinaria, elemento che ha sempre accompagnato la vita di queste sportive del Tridente.









