Scheda modello

Martin Motors CEO

Il Martin Motors CEO è stato un SUV di taglia media importato in Italia dalla casa milanese a partire dal 2007, realizzato in collaborazione con il costruttore cinese Shuanghuan.

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Perché sì

  • Prezzo di listino competitivo rispetto ai SUV generalisti coetanei
  • Dotazione di serie generosa, con sedili in pelle, tettuccio apribile e climatizzatore già sui primi allestimenti
  • Motorizzazione bi-fuel benzina/GPL disponibile di serie, utile per contenere i costi di esercizio
  • Trazione integrale inseribile 4x4/4x2 con struttura a telaio separato, adatta anche all'uso fuoristrada leggero

Da valutare

  • Assenza di ESP, airbag laterali e airbag a tendina
  • Materiali e finiture interne di qualità percepita modesta
  • Versione a trazione integrale segnalata come problematica dagli utenti
  • Vendita vietata in Germania dal 2008 per violazione dei diritti di design BMW
  • Rete di assistenza e valore residuo penalizzati dai bassi volumi di vendita e dalla successiva chiusura del marchio

In sintesi

Segmento
SUV medio
Carrozzeria
5 porte, telaio separato
Anni di produzione in Italia
2007-2011 circa
Lunghezza
4,71 m
Passo
2,85 m
Peso a vuoto
circa 1.800 kg
Motorizzazioni
2.0 benzina, 2.4 benzina/GPL bi-fuel, 2.5 turbodiesel
Trazione
4x2 / 4x4 inseribile
Cambio
Manuale a 5 rapporti o automatico a 4 rapporti
Prezzo di lancio
da circa 27.000 euro

Il CEO nacque come versione europea dello Shuanghuan CEO (noto anche come SCEO), il fuoristrada prodotto dalla cinese Shijiazhuang Shuanghuan Automobile. Martin Motors lo importò e lo commercializzò in Italia a partire dal 2007, proponendolo come alternativa economica ai SUV di taglia media delle case generaliste. Il modello divenne rapidamente noto al grande pubblico non tanto per i volumi di vendita, rimasti sempre molto contenuti, quanto per la somiglianza del proprio disegno con quello della prima BMW X5, unita a richiami stilistici al Toyota Land Cruiser Prado nella zona anteriore e alla BMW X3 nelle fiancate. Questa impostazione stilistica portò a un contenzioso legale: nel giugno 2008 il tribunale di Monaco di Baviera diede ragione a BMW, che aveva accusato il costruttore cinese di violazione dei diritti di design, e ne vietò la commercializzazione in Germania. In Italia il CEO continuò a essere venduto, ma con numeri molto ridotti, complice anche la scarsa fiducia dei consumatori verso i SUV di origine cinese dopo il caso Landwind, bocciato pochi anni prima nei crash test europei.

Origini e legame con Shuanghuan

Il Martin Motors CEO altro non era che la rimarchiatura europea dello Shuanghuan CEO, SUV prodotto in Cina dalla Shijiazhuang Shuanghuan Automobile a partire dal 2005. Martin Motors, già attiva nella produzione di autobus e nell'importazione di altri modelli cinesi su licenza, scelse questo SUV come proprio prodotto di punta per affacciarsi al segmento dei fuoristrada, un settore fino ad allora appannaggio quasi esclusivo dei grandi marchi generalisti e premium.

La vettura utilizzava una costruzione a telaio separato, con trazione posteriore inseribile in modalità integrale, una soluzione tecnica più vicina ai fuoristrada tradizionali che ai crossover monoscocca che di lì a poco avrebbero dominato il mercato.

Anni di produzione in Italia

2007-2011 circa

Motorizzazioni e meccanica

La gamma motori del CEO comprendeva un 2.0 a benzina, un 2.4 a benzina di origine Mitsubishi proposto anche in versione bi-fuel benzina/GPL, e un 2.5 turbodiesel. Il cambio poteva essere manuale a 5 rapporti oppure automatico a 4 rapporti, abbinati a una trazione integrale inseribile 4x4/4x2.

La versione bi-fuel fu proposta come una delle prime vetture di origine cinese a ottenere l'omologazione europea Euro 4, un elemento che Martin Motors utilizzò nella propria comunicazione commerciale per rassicurare la clientela italiana sulla conformità normativa del prodotto.

Dotazioni e allestimenti

Nonostante il posizionamento di prezzo aggressivo, il CEO offriva di serie un equipaggiamento piuttosto ricco per l'epoca: sedili rivestiti in pelle, tettuccio apribile, climatizzatore, autoradio Hi-Fi con lettore CD e quattro altoparlanti, sensori di parcheggio e sistema antifurto satellitare.

  • Sedili in pelle
  • Tettuccio apribile
  • Climatizzatore
  • Impianto audio Hi-Fi con CD
  • Sensori di parcheggio
  • Antifurto satellitare

Mancavano invece dotazioni di sicurezza già diffuse sui concorrenti generalisti, come l'ESP e gli airbag laterali o a tendina.

La controversia con BMW e il destino commerciale

Il tratto più discusso del CEO fu il suo disegno, che riprendeva in modo evidente elementi stilistici della prima BMW X5, della Toyota Land Cruiser Prado e della BMW X3. Nel giugno 2008 il tribunale di Monaco di Baviera accolse il ricorso di BMW, stabilendo che il design del SUV cinese violava i diritti della casa bavarese e vietandone la vendita in Germania.

In Italia il CEO restò comunque in listino, ma con immatricolazioni molto contenute: circa 119 unità nel 2008, scese a 46 nel 2009 e ad appena una decina nei primi mesi del 2010, per un totale complessivo che in quattro anni di commercializzazione non arrivò a 240 esemplari.

Le generazioni della CEO

  • Generazione unica (2007-2011 circa) — Unica generazione commercializzata in Italia, basata sullo Shuanghuan CEO/SCEO e proposta con motorizzazioni a benzina, bi-fuel benzina/GPL e turbodiesel.

Domande frequenti sulla CEO

Il Martin Motors CEO era davvero una copia della BMW X5?

Il design riprendeva in modo evidente diversi elementi stilistici della prima BMW X5, oltre a richiami alla Toyota Land Cruiser Prado e alla BMW X3. Nel 2008 un tribunale tedesco diede ragione a BMW, vietando la vendita del modello in Germania per violazione dei diritti di design.

Quante motorizzazioni erano disponibili sul Martin Motors CEO?

La gamma comprendeva un 2.0 a benzina, un 2.4 a benzina disponibile anche in versione bi-fuel benzina/GPL e un 2.5 turbodiesel, abbinati a cambio manuale a 5 rapporti o automatico a 4 rapporti.

Quante unità di Martin Motors CEO furono vendute in Italia?

I numeri furono molto contenuti: circa 119 immatricolazioni nel 2008, 46 nel 2009 e circa una decina nei primi mesi del 2010, per un totale inferiore alle 240 unità in quattro anni di commercializzazione.

Perché il Martin Motors CEO non fu un successo commerciale?

Oltre alla scarsa fiducia dei consumatori italiani verso i SUV di origine cinese, penalizzata dal precedente della Landwind bocciata nei crash test, pesarono la controversia sul design con BMW, l'assenza di dotazioni di sicurezza come ESP e airbag laterali, e la qualità percepita non paragonabile ai concorrenti generalisti.

Fonti

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