La rinascita del 1969: la Continental Mark III
La Continental Mark III debuttò come modello 1969 sviluppata sulla base della Ford Thunderbird, con l'obiettivo dichiarato di superare in vendite la Cadillac Eldorado. Montava un V8 460 di 7,5 litri da 365 cavalli lordi abbinato al cambio automatico C6 a tre rapporti, per una lunghezza di 216 pollici (circa 5,49 metri) su un passo di 117,2 pollici.
- Fari a scomparsa e griglia anteriore ispirata a Rolls-Royce
- Dal 1970 pneumatici radiali Michelin di serie, una prima assoluta per un'auto americana
- Finiture in noce e orologio a marchio Cartier
Ne furono realizzati complessivamente 79.381 esemplari tra il 1968 e il 1971, tutti assemblati nello stabilimento di Wixom, in Michigan.
Anni di produzione
1969-1998 (esclusa la precedente Continental Mark II del 1956-1957)
Mark IV e Mark V: l'apice delle dimensioni
La Mark IV (1972-1976) crebbe ulteriormente rispetto alla Mark III, superando i 228 pollici di lunghezza e i 5,2 tonnellate metriche di peso con il V8 460 da 212 cavalli. Nel 1976 il modello fu proposto anche in quattro allestimenti Designer Series, curati da Bill Blass, Givenchy, Pucci e Cartier, con placche in oro 22 carati sul cruscotto.
La Mark V che seguì nel 1977 rappresentò il punto più estremo della filosofia dimensionale della serie: con 230,3 pollici di lunghezza (circa 5,85 metri) resta ancora oggi la coupé a due porte più lunga mai commercializzata da Ford. Fu anche la generazione di maggior successo commerciale, con 228.262 unità vendute in soli tre anni di produzione.
Il downsizing: Mark VI e Mark VII
Con la crisi energetica e i nuovi standard sui consumi, la Mark VI del 1980 fu la prima generazione a essere ridimensionata, scendendo a 216 pollici di lunghezza nella versione coupé e introducendo per la prima volta dal 1960 anche una variante berlina a quattro porte. I motori si ridussero a un V8 302 da 4,9 litri e, solo nel primo anno, a un 351 Windsor, entrambi da 140 cavalli.
La Mark VII, lanciata nel 1984, proseguì la cura dimagrante diventando una coupé di taglia media con sospensione pneumatica a controllo elettronico sulle quattro ruote. Accanto al V8 Windsor da 5,0 litri fu offerta, solo nel 1984-1985, una rara variante con motore turbodiesel sei cilindri di origine BMW da 2,4 litri e 115 cavalli, di cui vennero prodotti circa 2.300 esemplari. Dal 1986 il modello abbandonò definitivamente il nome Continental per chiamarsi ufficialmente Lincoln Mark VII.
Mark VIII: l'ultima generazione
Presentata nel 1993, la Mark VIII segnò una svolta stilistica con linee più filanti e l'adozione del primo V8 della famiglia modulare Ford, un'unità aspirata 4,6 litri bialbero a 32 valvole da 280 cavalli, portati a 290 sulla variante sportiva LSC dal 1995. La vettura misurava circa 207 pollici di lunghezza su un passo di 113 pollici e adottava una sospensione pneumatica indipendente sulle quattro ruote gestita elettronicamente.
Tra le soluzioni introdotte in anteprima su un'auto di produzione statunitense figurano i fari allo xeno (HID) opzionali. La produzione, che raggiunse complessivamente 122.060 unità tra il 1993 e il 1998, terminò con il progressivo declino del segmento delle personal luxury coupé, lasciando spazio alla berlina Lincoln LS introdotta nel 1999.
