Dalle origini Sherpa alla nascita del Convoy
Il Convoy non nasce come progetto ex novo, ma come punto d'arrivo di una piattaforma con quasi vent'anni di storia alle spalle. Il capostipite è il Leyland Sherpa del 1974, da cui deriva a metà anni Ottanta la variante a carreggiata e altezza maggiorate venduta come Freight Rover Sherpa 300 Series.
- 1987: con la fusione che porta a Leyland DAF, il furgone diventa 400 Series.
- 1993: il management buyout dello stabilimento di Washwood Heath dà vita a LDV Limited, che eredita il modello mantenendone la sigla.
- 1996: un restyling firmato Ogle Design introduce paraurti, cofano e calandra ridisegnati oltre a fari più luminosi, e il modello viene ribattezzato Convoy.
Il fratello minore a carrozzeria più stretta, commercializzato in parallelo come LDV Pilot, condivide pianale e meccanica ma resta limitato a portate di 2,2-2,6 tonnellate e a un volume di carico inferiore, circa 5,7 metri cubi.
Anni di produzione (nome Convoy)
1996-2006
Motori e trasmissioni
Nel corso della carriera il Convoy ha potuto contare su una gamma motoristica piuttosto ampia, tipica dei furgoni pensati per flotte con esigenze diverse.
- Diesel: unità 2.5 litri di origine Peugeot, sia aspirata (EN55) sia turbocompressa (ET70), affiancate da propulsori 2.5 York; dal 2002 la gamma si aggiorna con il turbodiesel Ford Duratorq 2.4 litri.
- Benzina: il V8 Rover 3.5 litri, molto richiesto da polizia e servizi di ambulanza per la sua brillantezza, oltre a un più modesto 2.0 litri a basso rapporto di compressione ritirato dal listino nel 1991 per scarsa domanda.
- GPL: una versione a doppio albero a camme 2.0 litri di origine Ford, offerta esclusivamente in abbinamento all'alimentazione a gas.
Il cambio manuale a 5 rapporti MT75 è la trasmissione più diffusa, mentre su alcune configurazioni era disponibile anche un automatico a 4 marce.
Origine della piattaforma
Leyland Sherpa, dal 1974
Carrozzerie, portate e impieghi
La gamma Convoy si articola su tre portate omologate, 2,8, 3,1 e 3,5 tonnellate, con la versione più pesante dotata di doppio asse posteriore per sostenere i carichi maggiori. Il volume di carico varia in base alla configurazione fino a un massimo di 12,9 metri cubi nelle versioni a tetto rialzato, note come Hi-Loader.
Grazie a questa flessibilità il Convoy è stato declinato in numerose varianti: furgone standard, furgone a passo lungo e tetto alto, minibus fino a 18 posti, scuolabus, pulmino per il trasporto passeggeri, furgone a pianale ribassato e ambulanza. Questa versatilità lo ha reso un mezzo diffuso presso operatori come il servizio postale britannico, diverse forze di polizia locali e aziende di pubblica utilità, in diretta concorrenza con il Ford Transit.
Guida, sicurezza e mercato dell'usato
Sul piano dinamico il Convoy non si discosta molto dalla sua origine anni Settanta: lo sterzo è giudicato poco preciso e il comportamento su strada resta quello di un mezzo da lavoro, senza pretese di comfort o piacere di guida. Gli interni, definiti spartani già all'epoca, riflettono una plancia dal disegno essenziale con dotazioni ridotte all'osso. Sul fronte sicurezza il bilancio è impietoso per gli standard odierni: airbag e ABS non sono mai comparsi tra gli optional disponibili.
Sul mercato dell'usato la fama del Convoy resta legata alla sua natura essenziale e ai bassi costi di gestione: parti di ricambio economiche e tariffe di manodopera contenute presso la rete di concessionari LDV ne hanno favorito la diffusione tra piccole imprese e operatori con budget limitati. Le opinioni sull'affidabilità meccanica restano tuttavia divise, con segnalazioni di guasti che convivono con testimonianze di esemplari rimasti in servizio per anni senza grossi problemi.