Scheda modello

Lancia Trevi

Berlina medio-alta a tre volumi prodotta da Lancia tra il 1980 e il 1984, la Trevi nasce come variante a coda classica della Beta e punta su motori bialbero, un abitacolo curato e un assetto apprezzato per equilibrio in curva.

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Perché sì

  • Motori bialbero brillanti e ben distribuiti, apprezzati soprattutto nelle versioni a iniezione e Volumex
  • Tenuta di strada e bilanciamento in curva considerati tra i migliori del segmento dalla stampa dell'epoca
  • Protezione anticorrosione superiore rispetto alla Beta, dopo lo scandalo ruggine che aveva colpito il marchio
  • Abitacolo curato, con finiture di livello e rivestimenti Zegna sulla versione Volumex
  • Sterzo servoassistito efficace e cambio automatico disponibile in opzione sulle versioni più potenti

Da valutare

  • Plancia disegnata da Mario Bellini, soprannominata a formaggio svizzero, criticata per comandi poco intuitivi
  • Spazio e comfort dei sedili posteriori piuttosto limitati per una berlina del suo segmento
  • Tendenza al sovrasterzo in rilascio nelle curve percorse a velocità sostenuta
  • Versione Volumex percepita come meno brillante in accelerazione rispetto ai valori dichiarati
  • Vendite offuscate dalla Prisma interna al gruppo, che oggi rende raro trovare esemplari ben conservati

In sintesi

Segmento
Berlina medio-alta (tre volumi)
Carrozzeria
Berlina 4 porte a tre volumi
Anni di produzione
1980-1984
Esemplari prodotti
40.628
Stabilimento
Chivasso (Torino)
Trazione
Anteriore
Motorizzazioni
1.6 e 2.0 benzina, aspirati, a iniezione e sovralimentato Volumex
Potenza massima
135 CV (2.0 Volumex)
Erede
Lancia Prisma (dal 1984)

La Lancia Trevi debutta al Salone dell'Automobile di Torino nel maggio 1980 con il nome di Beta Trevi, nome che unisce le parole italiane tre e volumi per indicare la sua carrozzeria a coda classica, distinta dalla forma a due volumi della Beta berlina da cui deriva meccanicamente. Il lancio arriva in un momento delicato per il marchio, alle prese con la crisi di immagine legata ai problemi di corrosione che avevano colpito la Beta, e la nuova ammiraglia di segmento medio-alto viene costruita con una protezione anticorrosione più accurata per riconquistare la fiducia della clientela. Prodotta nello stabilimento di Chivasso, in Piemonte, la vettura mantiene l'impostazione meccanica della Beta con motore trasversale e trazione anteriore, ma riceve una coda completamente ridisegnata, un nuovo profilo del lunotto e gruppi ottici posteriori inediti. Nel 1983 il nome Beta viene abbandonato in favore del semplice Trevi, in coincidenza con un restyling della gamma che ne segna la seconda e ultima fase produttiva prima dell'arrivo della Prisma nel 1984.

Dalla Beta alla Trevi: una berlina per ricostruire la fiducia

La Trevi nasce come costola a tre volumi della Beta, condividendone meccanica e pianale ma con una coda completamente ridisegnata, un nuovo lunotto e fanaleria posteriore inedita. Il lancio avviene in un contesto complicato: pochi anni prima la Beta era stata travolta da una vicenda di corrosione precoce delle scocche, legata anche a partite di lamiere di provenienza sovietica, che aveva danneggiato pesantemente l'immagine del marchio soprattutto sul mercato britannico.

  • Presentata al Salone di Torino nel maggio 1980 come Beta Trevi
  • Costruita nello stabilimento Lancia di Chivasso
  • Dal 1983 il nome viene semplificato in Trevi, in coincidenza con un restyling della gamma

Potenza massima

135 CV (2.0 Volumex)

Motori: dai bialbero aspirati al Volumex sovralimentato

La gamma motori della Trevi si basa su due cilindrate, entrambe con distribuzione bialbero: il 1.6 da 1.585 cm³ e il 2.0 da 1.995 cm³, quest'ultimo disponibile sia a carburatore che con accensione elettronica e iniezione. Il vertice della gamma arriva nel 1982 con la Volumex, equipaggiata con un compressore volumetrico tipo Roots che porta la potenza a 135 CV e la coppia a 205 Nm, con una velocità massima dichiarata attorno ai 190 km/h.

  • 1.6 bialbero: circa 101-102 CV
  • 2.0 bialbero a carburatore: 115 CV
  • 2.0 i.e. a iniezione elettronica: 122 CV
  • 2.0 Volumex sovralimentato: 135 CV

Il cambio manuale a cinque marce è di serie su tutta la gamma, con un automatico a tre rapporti offerto in opzione sulle versioni più potenti.

Anni di produzione

1980-1984

L'abitacolo firmato Mario Bellini

Gli interni della Trevi portano la firma del designer Mario Bellini, che disegna una plancia dalle forme insolite per l'epoca, presto soprannominata a formaggio svizzero per le sue forature circolari. Una scelta che divide la critica: se da un lato viene apprezzata l'originalità e la qualità dei materiali, dall'altro la stampa specializzata dell'epoca ne critica la disposizione dei comandi, giudicata poco intuitiva rispetto alla concorrenza.

Sul fronte dinamico, la Trevi raccoglie invece giudizi più unanimemente positivi: l'assetto a ruote indipendenti con MacPherson su entrambi gli assi garantisce una tenuta di strada e un equilibrio in curva che la collocano tra le berline più apprezzate del suo segmento per il piacere di guida.

Erede

Lancia Prisma (dal 1984)

La rarissima Bimotore: un laboratorio tecnico per la Delta S4

Nel 1984 l'ex tecnico Abarth Giorgio Pianta realizza un prototipo sperimentale di Trevi a due motori, pensato per test su pneumatici Pirelli e come banco di prova per soluzioni a trazione integrale in vista di impieghi rallystici. La vettura monta due propulsori Volumex elaborati, uno anteriore e uno centrale-posteriore, per una potenza complessiva di circa 300 CV, ma problemi di surriscaldamento e un peso eccessivo ne impediscono l'impiego in competizione. Alcune delle soluzioni tecniche sviluppate per questo esperimento confluiranno comunque nello sviluppo della successiva Delta S4.

Fine carriera e mercato dell'usato

Nel corso dei quattro anni di produzione la Trevi non riesce a raggiungere il successo commerciale sperato, anche perché si trova a competere internamente con la Prisma, lanciata a fine 1982 e destinata a raccogliere il testimone dal 1984. Con circa 40.628 esemplari prodotti in tutte le versioni, la Trevi resta oggi un'auto d'epoca relativamente rara sul mercato italiano, ricercata soprattutto dagli appassionati del marchio nelle rare varianti Volumex, mentre trovare esemplari di base in buone condizioni di carrozzeria e meccanica richiede spesso una ricerca paziente tra club e raduni specializzati.

Le generazioni della Trevi

4anni di storia

1980—19833 anni

Beta Trevi

Prima serie con motorizzazioni 1.6, 2.0 a carburatore e 2.0 a iniezione elettronica, ancora abbinata al nome Beta e con la plancia disegnata da Mario Bellini.

1982—19842 anni

Trevi Volumex

Versione sovralimentata con compressore volumetrico Roots, 135 CV di potenza, sedili rivisti, spoiler al mento e rivestimenti Zegna, trasversale alle due serie.

1983—19841 anno

Trevi

Restyling che elimina il nome Beta dalla denominazione commerciale, con aggiornamenti di dettaglio prima dell'uscita di produzione e del passaggio di testimone alla Prisma.

Domande frequenti sulla Trevi

Che cos'è la Lancia Trevi?

È una berlina a tre volumi di segmento medio-alto prodotta da Lancia tra il 1980 e il 1984, derivata meccanicamente dalla Beta ma con una coda completamente ridisegnata.

Perché si chiama Trevi?

Il nome deriva dall'espressione italiana tre volumi, che descrive la carrozzeria a coda classica della vettura, distinta dalla forma a due volumi della Beta berlina.

Quali motori aveva la Lancia Trevi?

La gamma comprendeva un 1.6 bialbero da circa 101-102 CV e un 2.0 bialbero disponibile a carburatore da 115 CV o a iniezione elettronica da 122 CV, oltre alla Volumex sovralimentata da 135 CV.

Cos'era la versione Volumex?

Era la variante più potente della gamma, introdotta nel 1982, equipaggiata con un compressore volumetrico tipo Roots che portava il 2.0 a 135 CV e 205 Nm di coppia.

Quanti esemplari di Lancia Trevi sono stati prodotti?

In totale sono stati realizzati 40.628 esemplari tra tutte le motorizzazioni e le due serie, dal 1980 al 1984.

Con quale modello è stata sostituita la Trevi?

La Trevi è stata sostituita nel 1984 dalla Lancia Prisma, che ne ha raccolto l'eredità nel segmento delle berline medie del marchio.

Fonti

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