Le origini: il progetto Tipo Quattro
La prima Lancia Thema nasce da uno degli accordi industriali più ambiziosi degli anni '80: il progetto Tipo Quattro, che mette insieme Lancia, Saab, Fiat e Alfa Romeo attorno a un pianale comune da cui derivano rispettivamente Thema, 9000, Croma e 164. Ogni casa mantiene però una propria identità stilistica e meccanica: nel caso della Thema, la carrozzeria berlina viene disegnata da Pininfarina su impostazione di Giorgetto Giugiaro, con una linea filante che le vale un coefficiente aerodinamico di 0,32.
Presentata alla stampa specializzata nell'autunno 1984 e al grande pubblico al Salone di Torino, la Thema eredita il ruolo di ammiraglia Lancia dalla Gamma. Nel corso dei dieci anni di carriera la gamma viene affiancata anche da una versione Station Wagon, sempre costruita da Pininfarina, pensata per un pubblico più orientato al comfort di famiglia che alla rappresentanza.
Anni di produzione
1984-1994 e 2011-2014
Tre serie e un restyling profondo
La produzione della prima Thema si articola in tre serie principali. La prima, dal 1984 al 1988, introduce la gamma di motori a benzina e turbodiesel e getta le basi del progetto. La seconda serie, presentata al Salone di Parigi nel settembre 1988, porta oltre mille componenti rinnovati e rappresenta il momento di maggiore successo commerciale del modello. La terza e ultima serie, svelata sempre a Parigi nel settembre 1992, adegua la vettura alle normative Euro 1 e affina sospensioni e impianto elettrico.
Nel complesso la prima generazione supera le 370.000 unità prodotte, comprese oltre 20.000 Station Wagon, un risultato che conferma il ruolo della Thema come una delle ammiraglie italiane di maggior diffusione del periodo.
Progetto tecnico
Tipo Quattro (1984) e piattaforma Chrysler 300 (2011)
La Thema 8.32: quando Lancia e Ferrari si sono incontrate
Il capitolo più celebre della storia della Thema porta il nome in codice 8.32: otto cilindri, trentadue valvole. Presentata in anteprima al Salone di Torino del 1986, questa versione monta un motore V8 di 2.927 cc derivato da quello della Ferrari 308 e Mondial, capace di 215 CV a 6.750 giri e realizzato su licenza per Lancia con la sigla Tipo F105L. Per adattarlo alla trasmissione anteriore e renderlo più raffinato nell'uso quotidiano, l'albero motore viene modificato con la disposizione a manovelle sfalsate di 90 gradi anziché 180, riducendo vibrazioni e ruvidità di funzionamento rispetto alle Ferrari coupé dell'epoca.
La 8.32 si distingue anche per uno spoiler posteriore a scomparsa che si solleva automaticamente oltre una certa velocità e per gli interni rivestiti in pelle Poltrona Frau. Realizzata artigianalmente presso lo stabilimento Pininfarina di Borgo San Paolo, ne vengono costruiti solo 3.520 esemplari, che oggi la rendono una delle Lancia da collezione più ricercate.
Motorizzazioni
Dal 4 cilindri 2.0 al V8 Ferrari 2.9 (prima serie); V6 benzina e turbodiesel (2011)
Il ritorno nel 2011: l'ammiraglia a trazione posteriore
Dopo quasi vent'anni senza un'ammiraglia, nel 2011 Lancia rilancia il nome Thema su una vettura completamente diversa: la seconda generazione della Chrysler 300 rivista per il mercato europeo nell'ambito dell'alleanza tra Fiat e Chrysler. Presentata al Salone di Ginevra 2011 e in vendita da ottobre dello stesso anno, la nuova Thema supera i cinque metri di lunghezza, adotta la trazione posteriore, con una variante integrale introdotta nel 2012, e propone interni impreziositi da pelle nappa forata, alcantara e inserti in radica.
Sotto il cofano debutta il V6 Pentastar 3.6 a benzina da 292 CV abbinato al cambio automatico a otto rapporti, affiancato da due turbodiesel V6 3.0 Multijet II di progettazione VM Motori, da 190 e 239 CV. Nonostante i cinque stelle Euro NCAP e una dotazione di alto livello, la vettura non riesce a conquistare il pubblico europeo, penalizzata da uno stile ritenuto troppo lontano dai canoni Lancia: la produzione si ferma nel 2014, lasciando il marchio per anni senza una berlina di rappresentanza.
Comprare una Thema usata: cosa sapere
- Comfort: su entrambe le generazioni il punto di forza resta la marcia rilassata, con un abitacolo silenzioso e sospensioni che filtrano bene le asperità.
- Bagagliaio: su entrambe le versioni la capienza è buona sulla carta ma la forma è poco regolare, con un gradino marcato tra soglia di carico e pianale.
- Affidabilità: gli esemplari della serie 2011-2014 possono presentare problemi elettrici e al cambio automatico; su alcune diesel sono stati segnalati guasti alla pompa di alimentazione del gasolio.
- Guidabilità: le dimensioni generose, soprattutto sulla seconda generazione, rendono la vettura meno agile in contesti urbani e nella guida di tutti i giorni.

