Una berlina per tre carrozzerie
La Lancia K viene proposta in tre declinazioni distinte, ciascuna con una propria identità produttiva. La berlina a tre volumi e la station wagon nascono nello stabilimento Fiat di Rivalta, con la wagon disegnata e realizzata da Pininfarina nello stabilimento di Grugliasco. La coupé, invece, viene progettata da Maggiora e costruita a Chivasso, storico polo delle gran turismo Lancia.
- Berlina: circa 104.750 esemplari prodotti
- Station wagon: circa 9.200 esemplari
- Coupé: circa 3.270 esemplari
Numeri che raccontano di un modello capace di coprire più segmenti di clientela, dalla rappresentanza aziendale al viaggiatore alla ricerca di un'auto elegante e comoda.
Anni di produzione
1994-2002
Motori: dalla cinque cilindri al V6
La gamma motori della K è ampia e in parte condivisa con la coeva Alfa Romeo 166. Tra i benzina si va dal cinque cilindri 2.0 aspirato, da 145 a 155 CV a seconda dell'annata, al 2.0 turbo, offerto prima in versione quattro cilindri da 205 CV e poi, dal 1998, in una nuova declinazione cinque cilindri da 220 CV. Completano l'offerta il 2.4 cinque cilindri da 175 CV e il V6 3.0 24 valvole da circa 204-205 CV, quest'ultimo apprezzato per la sua erogazione morbida e silenziosa.
Sul fronte diesel debutta un 2.4 turbodiesel da 124 CV, sostituito nel 1998 da un più moderno 2.4 JTD common rail con iniezione Unijet da 136 CV, che migliora regolarità di funzionamento, consumi ed emissioni rispetto al propulsore di prima serie.
Erede
Lancia Thesis (solo berlina, dal 2002)
Il restyling del 1998
A metà 1998 la K viene sottoposta a un aggiornamento che ne ridisegna in parte l'offerta. Gli interni abbandonano la doppia tonalità antracite e tortora a favore del solo antracite, con un nuovo volante in pelle e il bracciolo anteriore centrale aggiunto di serie su più allestimenti. All'esterno cambiano i paraurti, ora in tinta con la carrozzeria, mentre l'allestimento base LE viene eliminato lasciando spazio solo a LS e LX, affiancati da una versione Turbo dedicata alla meccanica sovralimentata.
Tra le novità tecnologiche più significative compaiono i fari allo xeno, introdotti dal 2000, e il sistema di navigazione Bosch RNS2, tra i primi impianti di navigazione integrata offerti su un'auto prodotta in Italia. Vengono inoltre introdotti gli airbag laterali alloggiati negli schienali dei sedili e un sensore di presenza passeggero.
Affidabilità e mercato dell'usato
Il giudizio sull'affidabilità della K è tutt'altro che unanime. La prima serie ha sofferto di alcune debolezze nell'impianto elettrico e, sulle versioni turbodiesel 2.4, di problemi al sistema di lubrificazione che in alcuni casi hanno portato a rotture tra i 90.000 e i 100.000 km percorsi; la seconda serie, uscita dal restyling del 1998, si è dimostrata generalmente più matura.
- Imbottiture dei sedili che tendono a sgretolarsi con il tempo
- Maniglie delle portiere che possono staccarsi dopo anni di utilizzo
- Poggiatesta anteriori soggetti a rottura interna
- Finiture in finto legno che si deteriorano nel tempo
- Motorini della chiusura centralizzata che tendono a bloccarsi
- Consumo di olio superiore alla norma su alcuni esemplari
Chi cerca oggi una K usata dovrebbe privilegiare esemplari di seconda serie con tagliandi documentati, informandosi sullo stato di elettronica, sospensioni e, sulle diesel, dell'impianto di lubrificazione.
