Un'ammiraglia dal motore fuori dagli schemi
La scelta più coraggiosa della Gamma fu il motore: un boxer a quattro cilindri con distribuzione monoalbero, realizzato con largo impiego di alluminio per contenere i pesi. Una configurazione rarissima per una berlina di grande dimensione, tanto più se abbinata alla trazione anteriore, con il propulsore montato longitudinalmente davanti all'abitacolo.
- Versione 2.5 litri (2484 cc) da 140 CV, destinata alla maggior parte dei mercati
- Versione 2.0 litri (1999 cc) da 120 CV, pensata per il mercato italiano per restare sotto la soglia fiscale dei 2000 cc
- Dal 1980 arriva l'iniezione elettronica Bosch L-Jetronic sulla 2.5, in sostituzione dei carburatori
La coppia era disponibile già a bassi regimi, garantendo una guida rilassata e brillante, in linea con la vocazione da ammiraglia della vettura.
Motore
Boxer 4 cilindri, 1999 cc o 2484 cc
Berlina e Coupé: due carrozzerie, un'unica anima
La Berlina si presentava come una due volumi con coda tronca, una scelta stilistica insolita per l'epoca che privilegiava l'aerodinamica rispetto al classico tre volumi con bagagliaio a vista. La Coupé, disegnata da Aldo Brovarone, sfruttava il basso ingombro del motore boxer per ottenere un cofano molto filante, diventando una delle gran turismo italiane più eleganti del decennio.
Entrambe le versioni condividevano meccanica e pianale, ma la Coupé aveva un passo più corto e proporzioni più sportive, mentre la Berlina puntava su spazio e comfort per i passeggeri posteriori.
Potenza massima
140 CV (versione 2500)
I difetti che ne condizionarono il destino commerciale
Il tallone d'Achille della Gamma fu la distribuzione: la cinghia dentata, soluzione ancora poco matura per un motore di grossa cilindrata, risultò sottodimensionata e di scarsa qualità nei tenditori. A peggiorare la situazione, la pompa del servosterzo era collegata a una puleggia dell'albero a camme anziché a quella dell'albero motore: sterzare a vettura ferma o a motore spento generava sollecitazioni anomale sulla cinghia, che poteva saltare o rompersi causando danni seri a bielle e valvole.
Il restyling del 1980 intervenne su molti di questi problemi, introducendo l'iniezione elettronica, una nuova calandra, cerchi in lega e un abitacolo rivisto con sedili in tessuto Zegna, ma la fama di scarsa affidabilità guadagnata nei primi anni pesò a lungo sulle vendite.
Anni di produzione
1976-1984
La Gamma oggi: da vettura sfortunata a classica da collezione
A distanza di decenni, la Lancia Gamma è rivalutata come una delle espressioni più autentiche del design e dell'ingegneria italiana degli anni '70. La rarità degli esemplari sopravvissuti, unita al fascino del motore boxer e alle linee Pininfarina, ne fa oggi un'auto ricercata da collezionisti e appassionati del marchio.
Chi si avvicina all'acquisto di una Gamma usata deve però prestare grande attenzione allo stato della distribuzione e della pompa dell'olio: una manutenzione documentata e recente su questi organi è la discriminante principale tra un affare e una vettura da evitare.
