Nascita e debutto: la prima Lancia dell'era Fiat
La Beta debutta al Salone di Torino del novembre 1972 come primo modello interamente nuovo sviluppato da Lancia dopo il passaggio di proprietà a Fiat. Il progetto punta a mantenere l'immagine raffinata del marchio contenendo però i costi e i tempi di sviluppo, grazie alla condivisione di componenti meccaniche con il gruppo.
- Carrozzeria berlina a due volumi con coda tronca (fastback)
- Nel 1973 arriva la Coupé su passo accorciato, disegnata da Piero Castagnero
- Nel 1975 la berlina viene ritoccata da Pininfarina, con lunotto più verticale per migliorare la visibilità
Motore
4 cilindri bialbero 1.3-2.0 litri a benzina, anche sovralimentato
Motori e meccanica: trazione anteriore e sospensioni originali
La Beta adotta uno schema meccanico moderno per l'epoca, con motore anteriore trasversale e trazione sulle ruote anteriori. I quattro cilindri bialbero, derivati dal Fiat Twin Cam, vengono montati inclinati di circa 20 gradi per abbassare il baricentro, con cilindrate comprese tra 1.297 e 1.995 cm3 e potenze che vanno da 82 a oltre 130 CV.
Particolarmente originale è il retrotreno, con sospensione indipendente a montanti MacPherson e bracci trasversali paralleli incernierati su una traversa centrale: una soluzione mai brevettata da Lancia che ha ispirato schemi simili adottati da altri costruttori negli anni successivi.
Potenza
Da 82 a 136 CV
Una famiglia di carrozzerie
- Berlina (1972-1981): due volumi a coda tronca, la versione più venduta della gamma
- Coupé (1973-1984): 2+2 su passo corto, la più raffinata dal punto di vista costruttivo
- HPE (1975-1984): wagon sportivo a tre porte disegnato con Pininfarina, molto apprezzato in Francia e Regno Unito
- Spider (1974-1982): targa con roll-bar disegnata da Pininfarina e costruita da Zagato
- Trevi (1980-1984): berlina a tre volumi con plancia firmata da Mario Bellini
- Montecarlo (1975-1981): sportiva a motore centrale-posteriore firmata Pininfarina, unica variante non a trazione anteriore
Anni di produzione
1972-1984
Lo scandalo ruggine e il declino commerciale
Nonostante l'accoglienza favorevole al debutto, le prime serie di Beta furono colpite da un grave problema di corrosione precoce della carrozzeria, in particolare nella zona del sottotelaio che sorregge motore e cambio. Le cause vengono generalmente attribuite a trattamenti anticorrosione insufficienti e alle difficoltà produttive dell'epoca, più che a una reale scarsa qualità dell'acciaio impiegato.
Il caso, esploso con forza sui media britannici nel 1980, spinse Lancia a introdurre già l'anno precedente una garanzia anticorrosione di sei anni, tra le prime nel suo genere sul mercato inglese, e ad avviare un programma di riacquisto delle vetture più compromesse. L'episodio segnò comunque in modo duraturo la reputazione del marchio nei mercati esteri, contribuendo al progressivo ritiro di Lancia da diversi paesi europei negli anni successivi.

