Il primo motore V6 di serie al mondo
Il cuore dell'Aurelia è il motore ideato dall'ingegner Francesco De Virgilio: un sei cilindri a V con angolo di 60 gradi, blocco in lega leggera e canne dei cilindri in ghisa riportate. Si tratta del primo motore V6 montato su un'automobile di produzione industriale al mondo, un primato che precede di anni la diffusione di questa architettura nel resto del settore.
- Prima serie berlina B10: 1.754 cm³, 56 CV a 4.000 giri
- Berlina B21: 1.991 cm³, 69,5 CV
- Berlina B12 (seconda serie): 2.266 cm³, 87 CV
- Coupé B20 terza serie e spider B24: 2.451 cm³, fino a 118 CV
Nel corso della produzione la cilindrata cresce progressivamente, accompagnando l'evoluzione dell'Aurelia da elegante berlina a vettura Gran Turismo dalle prestazioni sportive.
Anni di produzione
1950–1958
Una meccanica d'avanguardia: sospensioni indipendenti e transaxle
Oltre al motore, l'Aurelia introduce soluzioni tecniche molto avanzate per il proprio tempo. Le sospensioni sono indipendenti su tutte e quattro le ruote, con schema anteriore a elemento verticale scorrevole, molla elicoidale e ammortizzatore idraulico. Sul retrotreno, le prime serie adottano ruote indipendenti, mentre dal 1954 le versioni berlina B12 e, poco dopo, la coupé B20 di quarta serie passano a un ponte De Dion semi-indipendente.
Un'altra soluzione distintiva è il gruppo transaxle, che riunisce cambio, frizione e differenziale in un unico blocco montato sull'asse posteriore: una scelta che migliora la ripartizione dei pesi tra i due assi e anticipa un layout che diventerà tipico delle vetture sportive di alta gamma.
Dalla berlina alla coupé B20: il tocco di Pininfarina
La berlina Aurelia, presentata nel 1950, viene affiancata nel 1951 dalla coupé B20, disegnata da Pininfarina, che nel corso della produzione realizza 3.773 dei 3.871 esemplari totali (i restanti costruiti da Viotti). La B20 attraversa sei serie tra il 1951 e il 1958, con motori che passano da 2,0 a 2,5 litri e potenze comprese tra 75 e 118 CV a seconda della serie.
Nel 1954 debutta la spider B24, meccanicamente derivata dalla B20 ma con passo accorciato di 20 centimetri e linee ancora più scattanti, firmate anch'esse dallo studio Pininfarina. Nella sua storia produttiva la B24 passa dalla spider con parabrezza panoramico e maniglie interne della prima serie a un più convenzionale cabriolet nelle serie successive.
Le vittorie in pista: Mille Miglia e Le Mans
La coupé B20 si distingue fin da subito anche in ambito sportivo. Nella Mille Miglia del 1951 l'equipaggio Bracco-Maglioli conquista il secondo posto assoluto, battendo avversari con motori di cilindrata ben più generosa. Nello stesso anno, alla 24 Ore di Le Mans, l'equipaggio Bracco-Lurani vince la classe fino a 2 litri, chiudendo dodicesimo assoluto.
Nel corso della stagione 1951 la B20 ottiene inoltre vittorie assolute in gare come la Coppa delle Dolomiti e la 6 Ore di Pescara, per poi continuare a raccogliere successi di classe negli anni successivi contro rivali come Alfa Romeo 1900 Sprint e Fiat 8V.
Il mercato del collezionismo oggi
Uscita di produzione nel 1958, la Lancia Aurelia è oggi una delle vetture italiane più ricercate dal collezionismo internazionale. Le quotazioni variano moltissimo in base a versione, stato di conservazione e documentazione storica: gli esemplari di berlina più comuni possono partire da alcune decine di migliaia di euro, mentre le coupé B20 e soprattutto le rare spider B24 raggiungono valori molto più elevati, con vendite record all'asta che hanno superato il milione di dollari per gli esemplari B24 Spider America meglio conservati.
Per chi valuta l'acquisto di un'Aurelia usata è fondamentale verificare l'autenticità della carrozzeria e della meccanica, la completezza della documentazione storica e la qualità di eventuali restauri, dato il valore e la rarità di molti esemplari.
