Il debutto e l'eredità della Diablo
Presentata nel 2001, la Murciélago raccoglie l'eredità della Diablo e diventa la nuova ammiraglia V12 della casa del Toro. È la prima Lamborghini concepita interamente dal Centro Stile interno guidato da Luc Donckerwolke, oltre che il primo modello sviluppato dopo l'ingresso di Audi nella proprietà del marchio.
Fin dal debutto la vettura viene pensata sia in versione coupé sia in versione a tetto scoperto, con la Roadster introdotta pochi anni dopo il lancio della coupé.
Motore
V12 6,2 / 6,5 litri
Motore e meccanica
Il cuore della Murciélago è un V12 aspirato montato in posizione posteriore-centrale, con distribuzione a doppio albero a camme in testa e quattro valvole per cilindro. Una soluzione tecnica distintiva colloca il cambio davanti al motore, così da migliorare la ripartizione dei pesi lungo il corpo vettura.
- Trazione integrale permanente con giunto viscoso centrale
- Prese d'aria motore ad apertura e chiusura automatica in base alle necessità di raffreddamento
- Impostazione meccanica derivata e affinata nel corso di tutta la carriera del modello
Anni di produzione
2001 - 2010
Le evoluzioni: dalla prima serie alla SuperVeloce
Nel corso della carriera commerciale la Murciélago cresce progressivamente in potenza e prestazioni. Nel 2006 arriva la LP640, con cilindrata portata a 6,5 litri, seguita nel 2009 dalla LP650-4 Roadster, edizione limitata a 50 esemplari.
Il vertice della gamma è rappresentato dalla LP670-4 SuperVeloce, versione alleggerita grazie a un ampio uso di fibra di carbonio nella struttura e negli interni, pensata per offrire le prestazioni più estreme mai raggiunte dal modello.
Pregi, difetti e mercato dell'usato
Sul mercato dell'usato la Murciélago è apprezzata per l'affidabilità meccanica, superiore rispetto alle Lamborghini degli anni precedenti grazie agli standard qualitativi introdotti con l'ingresso di Audi: non mancano esemplari che hanno percorso distanze eccezionali senza cedimenti strutturali significativi.
Restano tuttavia alcuni limiti tipici di una supercar della sua epoca: l'assenza dell'ESP su gran parte della gamma richiede esperienza al volante, l'accesso a bordo attraverso le porte ad apertura verticale non è immediato e l'abitacolo, dominato dal sound del V12, penalizza il comfort acustico nell'uso quotidiano.









